Terremotante notte in bilico tra thrash e New Wave Of British Heavy Metal (played the American way!) nella snob e sonnolenta capitale dei crack finanziari e della squadra di calcio piùdiscussa della Serie A.
Ovvero quando la ‘legge del do-it-yourself’ ha il sopravvento sulle storture burocratiche del music business, e perché no, anche su quelle di un paese spesso volutamente retrogrado anche in campo culturale e musicale.

Siro, ventenne parmigiano che a vederlo, sembra un gemello italiano della famosissimo duo di ragazzotti yankee del cult movie “Wayne’s World”, non ci pensa su due volte, anzi se ne infischia proprio, e mette autarchicamente in piedi ”“con l’aiuto di altri amici appassionati- una booking agency, Emilia Speed Metal, tanto piccola quanto efficiente. E consegna ad un pubblico esiguo (circa una quarantina di spettatori), ma ‘carico’ e competente quanto basta, un gran bel ‘knock out punch’, un cazzotto del k.o. di ottimo e coriaceo heavy metal.

SI comincia con i torinesi Death Magic, giovani ma agguerritissimi. Non conosco affatto il loro repertorio, ma i piemontesi sorprendono ”“nonostante la giovanissima età – per grinta e coesione. Di sicuro piùmelodici e meno ‘oltranzisti’ dei loro stimati (almeno nell’ambiente thrash) concittadini Ultra Violence, propongono un valido thrash di chiara matrice americana con punte speed metal. Tra una ‘Street Killer’ a metà  strada tra gli Helstar e gli Agent Steel, ed una forsennata “Too Hot To Roll” che pare almeno in parte figlia legittima dei Metallica di “Hit The Lights” per poi ‘distendersi’ e approdare su lidi piùprossimi all’heavy melodico, entrambe pilotate dalla voce non profonda ma comunque dotata di buoni accenti melodici ”“così come l’ottimo lavoro di chitarra del duo composto da Alessandro Pira e Simone Galasso- del cantante Beppe Brugnano, la breve esibizione dei Death Magic desta comunque un’impressione positiva.
A circa un quarto d’ora dal termine dell’esibizione della band piemontese, sul palco del Titty Twister approdano, dalla vicina Reggio Emilia, gli Explorer.

Capitanati da due indiscussi leader del circuito dei bevitori di birra del reggiano, ovvero Jack (chitarra) e Nikki (batteria), i nostri hanno avuto, nel corso degli ultimi anni, una notevole evoluzione del proprio sound, che li ha portati da un thrash vicino a quello dei ‘mastri (un po’ birrai, un po’ metallari!-nda) metal und beer’ tedeschi per antonomasia, ovvero Tankard e Sodom, ad elaborare un sound piùvario ed articolato, ma comunque ‘sparatissimo’ nei semplici e diretti cori. Forti di un lavoro di recente pubblicazione “Shout In The Fog” (2014), i nostri innalzano un potente muro del suono, con l’ideale ‘climax’ nell’autocelebrativa “I Love Beer”, autentico inno della band e dei suoi sempre crescenti supporters.

A chiudere la serata, attesissimi, gli headliner Night Demon.

Band piùunica che rara nel suo genere, ovvero un power trio proveniente dalla patria dei leggendari Cirith Ungol (“Robert Garven-batterista dei Cirith Ungol-vive a due passi da casa mia, sono spesso ospite a casa sua per una grigliata la domenica quando il tempo lo permette”, mi racconterà  a fine show Jarvis, cantante e bassista della band),Ventura (California) , il terzetto capitanato da Jarvis Leatherby suona pura dinamite britannica in perfetto stile New Wave Of British Heavy Metal, che ovviamente si rifà  a quello di altre note formazioni ‘triangolari’ (Angel Witch, Raven, giusto per citare le piùcelebri) appartenute a quel grande movimento, rielaborando il tutto con buon gusto ed un piglio piùmoderno.

Impossibile, per tutti gli amanti del genere, non avere un autentico tuffo al cuore su autentiche ‘bombe’ di British metal ‘esportato’ sui caldi lidi della California quali “Screams In The Night”,”Full Speed Ahead”,”Livin’ Dangerous” e soprattutto, la vera ‘show stopper’ del gruppo,“Heavy Metal Heat”. Nell’esibizione di Mr.Leatherby & Co.  (gli altri due sono Brent Woodward alla chitarra e Dusty Squires alla batteria)c’è anche spazio per due splendide cover, “Road Racing” dei maestri newyorkesi Riot (sulla quale non mi trovo per un soffio sul palco letteralmente in braccio a Jarvis stesso!-nda) e un classico dei NWOBHM heroes Jaguar, “Axe Crazy”.

Piùche una grande serata all’insegna di musica di ottima qualità , un autentico giovedì da leoni!

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