Night Ranger – High Road

Frontier Records – Giugno 2014

C’era una volta la California. La California del divertimento e dei parties sfrenati degli anni ’80 sulla Sunset Boulevard di Los Angeles, di avvenenti ragazze con curve mozzafiato, delle corse in macchina lungo le pittoresche coste di uno degli stati più amati e conosciuti degli Stati Uniti d’ America.

Ed in mezzo a tante bands che celebravano quella California, che non era certo quella dei movimenti di protesta e dei ‘figli di fiori’ di appena due decenni prima, spiccava, più per la qualità dei musicisti coinvolti (soprattutto i due chitarristi, entrambi funamboli e con stili diversi tra loro), che per il look, prerogativa di molti complessi nati in America in quell’epoca, un quintetto proveniente dalla perla multiculturale della California, San Francisco. Si chiamavano Night Ranger, e hanno resistito indenni alle mode e allo scorrere del tempo, per arrivare ai giorni nostri, per proporci questo nuovo ‘High Road‘.

Un disco fresco e vitale, ispirato e – al solito – suonato magistralmente, da una band che ha sempre rappresentato, al di là degli ‘smarrimenti cosmetici’ dettati da esigenze di contratto e mode del momento (ricordo i loro videoclip degli anni ’80, molto ‘cheesy’, ‘amatoriali’, direbbero gli americani), il volto più concreto e meno ‘festaiolo’ di quell’ aurea epopea, dotati sì di un sound facilmente assimilabile ma mai smaccatamente commerciale, con vigorose sferzate di cromato hard rock intervallato da altri, più sognanti, momenti. Ad aprire questo undicesimo disco in studio della band americana, ci pensa, in maniera più che convincente, la title-track: le chitarre viaggiano a mille, i cori con tanto di ‘woo-ooh!’ sono ovviamente presenti, e la voce di Jack Blades appare in buona forma.

Ci sono, insomma, tutti gli ingredienti tipici della ricetta dei cinque di San Francisco. C’è giusto il tempo per un cambio di voce solista al microfono, con il batterista Kelly Keagy a trascinarci in una altra cavalcata hard rock, ‘Knock Knock’, veloce e tirata, prima di rallentare leggermente il passo con la più cadenzata e blueseggiante (ma ugualmente potente) ‘Ridin’ On‘, forte di uno spettacolare ‘dialogo’ chitarra-tastiere nel finale. ‘Don’t Live Here Anymore‘ è una ballata con la giusta dose di veleno: amara riflessione sulle opportunità del passato bruciatesi per circostanze varie, con un ‘Angry Young Man’, un giovane un po’ ribelle, in cerca di se stesso. E’ interpretata da Kelly Keagy, la cui voce sembra aver resistito meglio alla scorrere del tempo rispetto a quella del collega Jack Blades. Joel Hoekstra, da circa un lustro apprezzato sostituto dell’altra ‘ascia’ storica dei Night Ranger, Jeff Watson, impressiona positivamente sia in fase ritmica che solista. Con ‘I’m Comin’ Home‘ i nostri non avrebbero potuto scegliere un singolo migliore, dato che il pezzo in questione può tranquillamente competere con il materiale di due album che hanno senz’altro fatto grandi i Night Ranger prima maniera, cioè quelli dei capolavori ‘Midnight Madness‘ (1983) e ‘Seven Wishes‘ (1985). Davvero una canzone stupenda e perfetta in ogni singolo dettaglio, di cui le stazioni radio – e non solo quelle rock – farebbero meglio ad accorgersi!

Dopo la tiratissima ‘X Generation‘ e una delicata ballad dal titolo ‘Only For You Only‘, testimonianza che gli anni ’80 saranno scomparsi dal calendario ma non certo dal cuore e dalla mente di chi li ha vissuti, a stupire è ‘St. Bartholomews‘, canzone suggestiva fin dal titolo e senz’altro la più ‘progressiva’ e stratificata del lotto, con ritornello dissonante. Si avverte lo spettro dei maestri inglesi Deep Purple (segnatamente ‘Mark II’, tanto anni ’70, quanto anni ’80), band che peraltro Jack Blades & Co. non hanno mai fatto mistero di amare, tanto da riproporre spesso dal vivo la celeberrima ‘Highway Star’.

In chiusura, la band gioca la pregevole ed inaspettata carta di due pezzi acustici, ‘Brothers‘ (quest’ultimo, in realtà, elettro-acustico) e lo strumentale ‘LA No Name‘, sorta di passerella di virtuosismi per sola chitarra, con il veterano Brad Gillis e Joel Hoekstra che giocano a rincorrersi e a sfidarsi in dei fantastici duelli da autentici funamboli dello strumento.

In definitiva, un lavoro molto convincente questo ‘High Road‘, che ripropone – al pari del precedente ‘Somewhere In California‘ del 2011 – i Night Ranger ai vertici della scena hard melodica, e li candida seriamente alla ‘Top 10’ del miglior disco nel genere di loro competenza per il 2014.

Tracklist:

1. High Road
2. Knock Knock Never Stop
3. Rollin’ On
4. Don’t Live Here Any More
5. I’m Coming Home
6. X Generation
7. Only For You Only
8. Hang On
9. St. Bartholomew
10. Brothers
11. L.A. No Name
12. The Mountain Song (disponibile solo nella deluxe edition)

Band:
Jack Blades – voce, basso
Kelly Keagy – voce, batteria
Brad Gillis – chitarre
Joel Hoekstra – chitarre
Eric Levy – tastiere, voce

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