Nitehawks – Frank Leone, Intervista 2015

Falchi notturni (in agguato !!!)

 

 

Quando c’è stato da supportare nuove e valide realtà musicali, il vostro Long Live Rock’n’Roll non si è mai tirato indietro, anzi! Quasi sempre abbiamo scoperto, supportato e portato alla vostra lettura band che, seppur meritevoli, rischiavano di rimanere imprigionate nel sottobosco dell’underground. Scoperti quasi per caso, questi Nitehawks, si rendono subito protagonisti – grazie al loro nuovissimo album dal titolo Vendetta (e che titolo!) – di uno dei debutti migliori della stagione! A questo punto, non potevamo esimerci dal presentarvi una band agguerrita che propone  un sound genuino che si rifà al classico Metallo inglese dei primi anni ottanta di casa Iron Maiden e Judas Priest! Intervista gentilmente rilasciata dal bassista della band Frank Leone, un’intervista in cui si pongono in risalto non poche difficoltà nel suonare e produrre musica Metal in Italia! Ma non voglio anticiparvi nulla! Ecco a voi i NiteHawks

Siete una band dalle sonorità totalmente Heavy Metal e maggiormente orientata verso l’old school dei primi anni ottanta di Maiden e Priest, con un buon equilibrio tra riffs cattivi e belle melodie. Quali band vi hanno influenzato agli inizi e quali ancora adesso riescono a catturare la vostra attenzione riuscendo ad essere ancora di ispirazione per la vostra musica?

“Ciao Luca, intanto ti ringrazio del paragone che hai fatto con Maiden e Priest, e la domanda che segue trova una risposta proprio tra le prime tue parole! Sia Maiden che Priest sono sicuramente tra le nostre influenze più significative, per cui è inutile negare l’influenza che hanno nelle nostre composizioni. Ovviamente non è facile nel 2015 trovare una band che attiri l’attenzione a egual misura di quello che potevano essere band del calibro di Maiden e Priest all’epoca, anche se una a mio parere esiste, si chiamano CAULDRON e vengono dal Canada. (come darti torto! Ndr)”

Quando e come vi siete formati? Su quali coordinate musicali volevate indirizzare il vostro sound agli inizi? E quanto ci è voluto prima che le vostre canzoni prendessero un indirizzo ben preciso?

“Ci siamo formati nell’autunno del 2014 con l’intento di non formare la classica Heavy Metal band inserita in questo cosi detto ritorno al metal tradizionale di cui tanto si parla. Il sound non ha mai avuto bisogno di coordinate precise, è stato il cuore che ha fatto da driver. Tempo poche prove e già tutto scorreva liscio come l’olio, tutto è andato per il verso giusto senza dover pensare troppo a quello che stavamo facendo, abbiamo trovato il feeling giusto in poche ore e tutto il resto è venuto da se.”

Parliamo del disco: dove avete registrato e cosa rappresenta per voi ‘Vendetta’?

“Il disco è stato registrato negli studi di Alex Conti a Ravenna, lui è il nostro fonico di fiducia e quinto membro della band, senza di lui saremmo persi. Vendetta per noi ha un significato molto personale e intimo, pochi possono capirlo, sarebbe troppo superficiale spiegarlo qui in questa sede, questo per quanto riguarda il singolo che uscirà come videoclip, per quanto riguarda l’album il significato è molto semplice, entrare nella mischia che conta e non fermarsi mai, suonando ovunque, sempre e comunque, consci delle difficoltà di questo sfortunato momento storico, e per farlo avevamo bisogno di un biglietto da visita, ed eccoci qua, è proprio quello di cui stiamo parlando, il nostro album di debutto VENDETTA.”

Qual è l’aspetto più importante dell’album, la cosa da focalizzare prima e durante l’ascolto?

“La cosa migliore da fare mentre si ascolta un album Heavy Metal è sedersi, osservare la copertina (sopratutto se in vinile), aprirsi una birra e lasciarsi trasportare dalla melodia dei pezzi. Eventualmente il tutto può continuare in macchina a tutto volume mentre ti rechi al pub e canti a squarcia gola i brani insieme ai tuoi compagni di sbronza, per cui se ti devo dire qual’è la cosa più importante da focalizzare ti direi la musica che ne esce. ..sicuramente quello è l’aspetto più importante…il messaggio che ne deriva è soggettivo a seconda di chi lo ascolta.”

Parlami delle canzoni dell’album: quali sono i brani che preferisci e quali consiglieresti di ascoltare a chi non vi conosce ancora?

“Il mio brano preferito è senz’altro “Nitehawks” ,ma a chi non ci conosce consiglio di avere tutto dei Nitehawks, anche il tagliaunghie, che presto uscirà come Merchandising… hahahaha”

A livello di testi ci sono anche dei riferimenti precisi? Voglio dire, che argomenti amate trattare? (Parliamo un attimo di “Blackout In Paradise” e “Suite 95” due brani davvero ottimi).

“Blackout” è un pezzo che parla di vita, morte e rinunce… è un pezzo molto introspettivo che serve a far capire alle persone che purtroppo per quanto può essere banale dobbiamo morire, e molti non ci pensano nel modo giusto a parer nostro…se lo facessero realmente le loro vite sarebbero talvolta differenti dallo stato
attuale. “Suite 95! parla di un atto sessuale consumato in una suite di un Hotel. (chiaro e lampante! Ndr).”

Ascoltando il vostro disco al primo impatto nessuno direbbe MAI che siete un gruppo italiano! E penso tanti insieme a me !!! E’ un merito dell’inglese perfetto del vostro cantante o di sonorità non molto comuni tra le band italiane, che preferiscono cazzeggiare con tastiere e altre porcherie!!! Allora ci sono band italiane allo stesso livello di quelle straniere o sbaglio!

“Hehehe, ti ringrazio molto delle tue parole Luke, logicamente non sono proprio la persona giusta a cui rivolgere questa domanda in quanto potrei risultare troppo di parte, però quello che ti posso dire è che l’Italia del passato ha avuto grandi band che purtroppo non sono riuscite ad essere valorizzate, e parlo della scena Heavy Metal degli anni 80 di cui facevano parte band del calibro di VANADIUM, SABOTAGE, STRANA OFFICINA, MORGANA, CRYING STEEL, REX INFERI, VANEXA e potrei stare qui a scriverne un altro papiro, tutte band validissime e con un talento straordinario. Per cui credo che per quanto riguarda le band della prima ora eravamo partiti benissimo, purtroppo la scarsissima cultura dell’ambiente italiano ha fatto si che questo genere non venisse a galla come invece in passato accadde per tutta la scena progressive rock degli anni 70. Tutto questo per arrivare a dire che l’Italia ha sempre avuto grandi band, ora come ora il chaos regna un po’ ovunque, sinceramente non vedo troppa carne al fuoco neanche al estero in ambito prettamente Heavy Metal. Se togliamo Enforcer, Skull Fist e qualche altro nome della cosiddetta New Generation Of Traditional Heavy Metal, non possiamo certo dire che la scena brilli di tutta questa freschezza. Io  credo che l’Heavy Metal sia unico e non debba essere soggetto a cambiamenti all’interno del proprio stile, un pò come il Blues o il Jazz, sono generi musicali destinati a rimanere nell’eternità come la musica classica, è l’interpretazione e il sentimento personale che ogni singolo musicista mette all’interno dei brani che fa la differenza e mette quel qualcosa in più che rende un brano o una band unica e irripetibile. Tanta gente non vuole capire cosa vuol dire suonare Heavy Metal in questo senso, purtroppo di band clone di altre ne è pieno il mondo, ma del resto in altre decine di generi si crea questa somiglianza e si cade nello stantio, ci siamo abituati troppo a dire quello è clone di questo o di quell’altro senza soffermarci di più sull’intimita del brano. Viviamo in un mondo fatto troppo di apparenze e di prese di posizione che spesso sono dettate da dei sentito dire o chiacchiere da Bar. Per fortuna la vecchia guardia non è ancora tramontata e finchè siamo qui a credere nel Metal, quello fatto con il cuore e il sacrificio per la causa, terremo viva la fiamma che accesero i nostri fratelli nel 1980, con tutte le difficoltà di quei tempi.”

In un periodo in cui l’industria discografica mondiale è al limite del collasso, specie qui in Italia dove presunti discografici parlano tanto ma nessuno mai vuole investire denaro nelle band valide, pensate che affidarsi ad una casa discografica straniera sia l’unico modo reale per giocarsi delle carte importanti prima di essere fagocitati nelle pressa pochezza che gli anni a venire sicuramente porteranno?

“Guarda, qui non è questione di Label straniera o non label straniera, qui siamo tutti sulla stessa barca e di sicuro non ci sarà un vincitore, in Italia giocano tutti a farsi la guerra tra band, e sinceramente non solo sta diventando ridicolo ma anche molto patetico e infantile, nessuno tiene veramente alla scena in Italia, tutti pensano solo a farsi vedere perchè ‘fa figo’ suonare e le solite cose….anche se non te lo ammetteranno mai le cose stanno cosi e punto….il problema grave è che qui stiamo uccidendo l’arte di fare musica Hard’n’Heavy, solo perche ci affidiamo ad ascoltatori mediocri che lavorano nel music business, poi la crisi e tutto il resto ok, ma qua manca la cultura di base musicale… non so darti una risposta caro Luca, l’unica cosa che posso dirti è che non dobbiamo mollare!!!”

Avete avuto occasione di suonare parecchio dal vivo in Italia? La situazione non mi sembra affatto rosea in questi periodi…specie con questo pay-to-play nauseante…. Come vedete la situazione qui da noi?

“Guarda, noi non abbiamo mai suonato in Italia coi Nitehawks tranne un concerto prova nel pub dietro casa una volta terminate le registrazioni. Ora viviamo all’estero e preferiamo vedere l’Italia col binocolo da questo punto di vista, il pay to play ha mille sfaccettature che non tutti comprendono, di sicuro c’è pay to play e ‘pay to play’, in Italia c’è solo il PAY …and you’re Fucked up! Su quello non ci piove, poi tante volte certe spese inerenti ai tour sono da affrontare e se qualcuno non le paga per te come facevano le vecchie labels di una volta quando ancora i dischi si vendevano e internet non c’era, per forza oggi come oggi devi essere tu ad affrontarle, per cui ti dico che ogni situazione è a sè!”

Siamo in pieno revival musicale sia per quel concerne il rock anni settanta, il thrash e anche il classico suono della NWOBHM. Pensate che grazie a questo ritorno di avere maggiori possibilità di farvi sentire e apprezzare?

“Sicuramente è un aiuto, però credo che se una band valga veramente e faccia la differenza al di la dello stile o il trend del momento prima o poi verrà ripagata, non dico che sarà il nostro caso anche se non posso negare di sperarlo, credo che chi merita veramente di farcela per rimanere nel tempo ci riuscirà. Cosi è stato in passato e credo che lo sia anche adesso, ora bisogna fare i conti con la tecnologia e con tutto ciò che comporta, tutto dipende da cose completamente differenti rispetto al passato. Ora fare musica ha regole diverse, molti sono ancora legati al passato e alle vecchie regole, rimpiangendo un passato che non tornerà mai più, il mondo è cambiato e per cui il compromesso lo devi prendere tu dentro di te.”

Ho notato che la vostra musica gira intorno ad un’idea di suono molto potente, orecchiabile, con melodie che potrebbero addirittura funzionare senza un testo cantato rimanendo ugualmente accattivanti. E’ così che intendete il vostro stile?

“Da un certo punto di vista ci sei andato vicino, più che altro mi vorrei pronunciare nel dire che quello che intendo io per ‘sound’ è molto vicino alle vibrazioni e ai colori del suono che ho in mente mentre creo le canzoni, e in fase di ripresa e mixaggio cerco in tutti i modi di tradurre quei colori in musica….la sensazione del colore è molto importante per me.”

Come vi muoverete nei mesi a venire? Farete un tour vero e proprio a supporto dell’album o solo alcune date mirate?

“Per ora viviamo tutti e 4 in Olanda in un vecchio studentato e suoniamo a nord ovest dell’Europa tra Germania, Belgio, Olanda e Nord della Francia. Non abbiamo un vero e proprio tour ma più che altro date sparse da qui fino alla fine del anno al momento. Promuoveremo “VENDETTA” anche in Irlanda e Scozia a Novembre, senza dimenticare una data a Londra, per poi fare tappa ad Atene e Cipro ad inizio Dicembre. Comunque tutte le date le potete trovare sulla nostra Fanpage di Facebook. Di sicuro la nostra prerogativa per inizio 2016 è imbarcarci in un tour che ci possa dare maggiore visibilità possibile potendo fare da spalla a qualche big band che ha fatto la storia del genere in questione.

Siamo giunti ai saluti finali, grazie 1000 per il tempo dedicato per quest’intervista…

“GRAZIE A TE LUCA ,UN SALUTO A TUTTI VOI DI LONG LIVE ROCK’N’ROLL E SPERO DI POTERTI INCONTRARE PRESO AD UNO DEI NOSTRI CONCERTI!”

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