I Noram si sono formati a Napoli nel 2018, una band che propone un metal moderno e accattivante con testi in italiano, una scelta coraggiosa non c’è che dire. Dopo un lungo lavoro in studio, finalmente nel 2020 esce il primo album, un EP di cinque tracce, ‘Antropocene‘. Entrati a far parte del roster della sempre attiva e solida etichetta Wanikiya Record, i Noram hanno sicuramente le idee chiare e la giusta attitudine. Ecco il resoconto di una bella chiaccherata con la band.

Ciao ragazzi. ‘Antropocene’ il vostro primo disco, è sul mercato. Un bel traguardo ma anche bell’inizio, vista anche la vostra giovane età. Volete parlarci innanzitutto della band e poi dell’album.

“Ciao Long Live Rock’N’Roll, grazie per le belle parole! La band nacque nel 2018 per incontro del chitarrista Alfredo Juliano e del batterista Marco Maresca. Alla formazione si aggiungono successivamente Victor Rodriguez alla voce ed il chitarrista ritmico Francesco Varriale. Pur sprovvisti di bassista fino alla seconda metà del 2019, grazie alle varie jam, prove ed idee, le canzoni del disco presero vita. Come citato in precedenza, verso la seconda metà del 2019, il bassista Bruno Di Lillo si unì al gruppo, completando la formazione con cui furono registrate le demo di ‘Antropocene‘ nella parte finale del 2019. Successivamente il chitarrista Francesco Varriale lasciò la band e fu sostituito da Miriano Marra. La registrazione del disco era praticamente alle porte, ma purtroppo la pandemia rese il tutto letteralmente impossibile, obbligando a rivedere i nostri prossimi progetti. Il raggio di sole, in quel periodo buio ed incerto, fu la richiesta contrattuale da parte della Wanikiya Records di entrare nel loro roster e poter registrare con la loro etichetta la nostra prima fatica discografica. Il tutto si concretizzò verso settembre e, successivamente, il 17 novembre 2020 ‘Antropocene‘ viene pubblicamente rilasciato. Il disco ricevette ottime recensioni italiane ed estere e grazie a ciò prendemmo parte a varie interviste nel mondo del web e radiofonico, accrescendo sempre di più il nostro nome nel panorama musicale. Verso la fine del 2020, Miriano Marra lasciò la band e fu sostituito da Pasquale Fedele, chitarrista di varie band nel circuito musicale campano, completando così la formazione attuale”.

A leggere la vostra biografia, date l’impressione di avere le idee ben chiare sul vostro percorso musicale, dimostrando già di avere una notevole personalità.

“Si, si può dire che la musica, è la nostra unica sicurezza … forse. È la nostra coesione, che rende chiaro il nostro cammino, perché siamo ben affiatati l’uno con l’altro”.

Il tema sociale e ambientale soprattutto, sembra avere molta importanza per voi. Siamo davvero arrivati al punto di non ritorno, oppure, una flebile speranza di salvare ancora questo mondo ce l’abbiamo?

“Assolutamente sì. I nostri testi ruotano attorno alle conseguenze dell’essere umano sia per le sue disastrose azioni sociali sia per quelle ambientali, il tutto esplicitamente descritto nella title track ‘Antropocene‘. Sì. Se le misure restrittive saranno applicate con volontà generale, e nel minor tempo possibile, possiamo affermare un fiducioso Si”.

Come nasce un vostro testo, da cosa traete ispirazione e che importanza hanno le liriche nell’economia dei vostri brani.

“Diciamo che siamo alla costante ricerca di idee, soprattutto perché abbiamo tutti influenze diverse. Il nostro cantante, ad esempio, è molto impegnato dal punto di vista sociale, ma generalmente tutti noi condividiamo la ricerca di denunciare o dare voce ai problemi che esistono nel mondo odierno ed, ahimè, non cessano di esistere, come elementi principali di ispirazione e scrittura”.

Volete parlarci della copertina dell’album?

“La copertina rappresenta l’ignoto, una forma malevola, che può essere tutto o niente contemporaneamente. Ma, allo stesso tempo, la figura nella copertina rappresenta una simpatica caricatura del nome della band al contrario.. provare per credere!”.

Mi ha da subito colpito la scelta del cantato in italiano, accompagnato da una musica decisamente energica. Una scelta, dal mio punto di vista, molto coraggiosa, che spero verrà apprezzata. Cosa vi ha portato a questa decisione?

“Nacque quasi per caso. Era il nostro primo incontro e quando Victor affermò la sua volontà di voler cantare in italiano, tutti noi non ne fummo particolarmente entusiasti; il nostro batterista anzi era scettico, ma decidemmo ugualmente di dare un’occasione a questo “azzardo”. Ma dopo la nostra prima prova capimmo sin da subito che non continuare su quella direzione poteva essere un errore imperdonabile e decidemmo di proseguire in lingua italiana”.

In fase di composizione, vi siete ispirati a qualcuno in particolare? Parlateci un po’ dei vostri gusti musicali e influenze.

“Bella domanda… Beh, si può dire che in molti ci hanno paragonato ai Metallica italiani (il che è un onore, ci mancherebbe!) ma allo stesso tempo, è un etichetta un po’ ripetitiva che non ci appartiene in pieno, pur essendo tutti noi fan della band, naturalmente. Marco, Alfredo e Pasquale condividono la passione per l’hardcore, il metal ed il rock classico; Victor e Bruno sono più vicini al cantautorato italiano (soprattutto per la scrittura) e la scena alternative italiana e non. Come si può vedere, abbiamo background simili e diversi in contemporanea, ma il tutto si assorbe alla perfezione, come un unico puzzle che senza pezzi non si completa”.

Visto anche il periodo “delicato” e paradossale, come vi state muovendo per la produzione del disco.

“Ci stiamo muovendo con i guanti, con le massime attenzioni, in questo periodo di incertezza.. ma la nostra voglia di metterci in gioco non crolla, anzi. Abbiamo del materiale, delle idee da mettere nero su bianco, e presto ne avrete le prove”.

Doveste decidere un brano che vi rappresenta al meglio, quale scegliereste?

“Senza dubbio ‘Antropocene‘, sia perchè è stato il primo brano composto dalla band, sia perché rappresenta un messaggio di denuncia e di speranza nei confronti del genere umano nel lottare oggi e non aspettare il domani”.

Obiettivi musicali e non per il futuro?

“Beh … proseguire alla composizione del nostro primo full lenght e soprattutto ci auguriamo di fare un bel tour- de force di concerti, (anche qui senza restrizioni), mi sembra scontato eheh”.

Volete lasciare un messaggio ai lettori di Long Live Rock’N’Roll?

“Cari amici di Long Live Rock’N’ Roll , grazie per essere arrivati fino alla fine dell’intervista! Potete trovarci e supportarci attraverso i nostri canali di YouTube , Facebook (NORAM) ed Instagram (noram.band).
E, soprattutto visto il periodo storico “delicato”, rispettiamo le regole per poter tornare a suonare e sorridere tutti insieme come un tempo! Grazie per la disponibilità e a presto. Grazie solo ed esclusivamente a voi! A presto”.

www.facebook.com/noram.band

 

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