Al Mi Ami Festival di Milano, edizione 2025, la musica ha lasciato per un attimo il palco per trasferirsi… nei bagni pubblici. Sì, perché tra un live emozionante e un abbraccio indie, è comparsa una misteriosa targa sopra un orinatoio femminile recante la scritta “Orinatoio Morgan – ex giudice, cantante, artista”, con la didascalia:

“Ad imperitura memoria, la comunità artistica italiana tutta”

Non si tratta di un’installazione concettuale alla Duchamp, ma piuttosto di un attacco diretto a Marco Castoldi, in arte Morgan.

L’artista ha reagito come solo Morgan può: ha postato sui social la targa (presa forse da una storia) e ha lanciato un appello accorato a tutta la scena musicale italiana, chiedendo ai colleghi di dissociarsi pubblicamente. Il tono? Tutt’altro che leggero: «In caso contrario vi considererò complici di questa ignobile incivile manifestazione di violenza».

A giudicare dalle risposte, però, pare che l’appello sia caduto (quasi) nel vuoto. Unica voce fuori dal coro? Nek, che con l’eleganza che lo contraddistingue ha risposto al post di Morgan con queste parole:

nekfilipponeviani
«Una volgarità offensiva assoluta. Per quanto possibile fregatene. Imbraccia il basso e fatti un giro di Sons of Pioneer. Ti mando un abbraccio.»

Tanti follower hanno lasciato messaggi di sostegno, ma altri artisti—tra quelli taggati uno per uno da Morgan—non si sono (ancora) espressi. E l’artista non ha nascosto la sua delusione: «Che miseria…», ha commentato, riferendosi al silenzio generale.

Nei commenti al post, Morgan si è poi lasciato andare a uno sfogo più ampio, contro chi lo invita a “farsi una risata” e contro un sistema che, a suo dire, lo perseguita da anni:

«Fattela tu una risata quando ti licenziano, ti insultano tutti i giorni, ti denunciano e la gente ti insulta solo perché sei più colto e sai suonare cento mila volte meglio di tutti loro messi insieme»

Insomma, non proprio parole da prendere alla leggera.

E mentre il cartello rimane affisso (e visibile), arrivano anche commenti più o meno sarcastici da altri volti noti:

  • GiorgiCanali: «Vorrei che l’imbecille invidioso che si è inventato ‘sta cagata immonda ci mettesse faccia e firma. Dai Marco, non te la prendere… so’rragazzi».
  • Ringo DJ: «Comunità? Di chi, x chi, x cosa?».

Con Red Ronnie che cita Battiato:

  • «Marco sto per fare un video su questo ulteriore tentativo di toglierti fiducia in te stesso. La favola di Esopo sulla volpe e l’uva si addice a questa vicenda… Povera patria».

Morgan ha anche dichiarato, in un gruppo Whatsapp con amici, che la vicenda non è solo un’offesa personale ma un gesto doppiamente grave: «Non è assolutamente un’opera d’arte, è una volgarità, è un’offesa a un artista libero, in un luogo pubblico, in un contesto che dovrebbe essere musicale e culturale». E ha chiesto con forza la rimozione immediata della targa: «È uno schifo indecente, va tolto».

Un contesto delicato

Va però ricordato che questa vicenda si inserisce in un contesto già molto delicato per Morgan, che attualmente è a processo per maltrattamenti e stalking nei confronti della sua ex compagna Angelica Schiatti, ora legata sentimentalmente al cantautore Calcutta. La denuncia risale al 2020, ma il rinvio a giudizio è arrivato solo nell’ottobre 2023. La prossima udienza è fissata per il 13 settembre 2025 presso il tribunale di Lecco.

Le accuse sono pesanti: messaggi minacciosi, revenge porn, insulti anche ai familiari della ex e al nuovo compagno, fino al presunto ingaggio di due persone per cercare la casa della donna e affrontare fisicamente Calcutta. Dopo la pubblicazione degli atti da parte de Il Fatto Quotidiano, Warner Music Italia ha deciso di interrompere ogni rapporto con l’artista, così come Rai3, che aveva in progetto un programma per l’access prime time. Anche Calcutta ha preso pubblicamente le distanze, definendo sui social i fatti «atroci».

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, la sensazione è che Morgan si trovi in un momento personale e professionale di forte isolamento.

 

 
 
 
 
 
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