Overkill – White Devil Armory

Breve introduzione: gli Overkill ed il loro carismatico singer Bobby “Blitz” Ellsworth sono dei sopravvissuti! Sopravvissuti a tante fatalità imposte della vita, nonchè dall’alternarsi di mode e costumi con cui si sono dovuti scontrare nel corso di una carriera ormai trentennale, ma…sono sopravvissuti principalmente a loro stessi! In quel maledetto periodo, gli anni novanta, in cui il METAL non voleva più saperne di ‘suonare’ come il METAL, e pure gli Ovekill non volevano più essere gli Overkill che tutti conoscevamo e amavamo incondizionatamente. Anche loro, ad un certo punto, si misero in discussione volendo improvvisamente essere qualcos’altro che nemmeno ora sanno cosa diavolo potesse essere! Come detto, superato il periodo ‘difficile’ dei vari ‘From the Underground and Below‘, ‘Necroshine‘ e toccando il baratro ispirativamente parlando con ‘Bloodletting‘, non poteva che esserci una ripresa, una netta e significativa ripresa. E non mi soffermerei unicamente sui loro ultimi due recenti lavori in studio, bensì a cosa, passo dopo passo ha portato versa questa sorprendente rinascita. Quindi se ‘Killbox 13‘ era da 6.5 il successivo ‘ReliXIV‘ da 7 e via discorrendo, passando al 7.5 di ‘Immortalis‘. Mezzo punto per tappa, via in crescendo, mica male per questi vecchietti newyorkesi, che si sono presi il lusso di una vera standing ovation con gli 8 pieno sia di ‘Ironbound‘ che ‘The Electric Age‘. Davvero poco altro da dire, se non ancora applausi anche per il nuovo nato ‘White Devil Armory‘ in uscita a luglio, che pur se lievemente inferiore dai due precenti capolavori si becca anche lui un bell’8 in pagella! Andiamo avanti….

Parlarvo degli Overkill, per me, è come leggere un libro aperto, tra l’altro un libro molto bello e appasionante, del quale conosco fortunatamente parecchie sfaccettature a mena dito. Un best seller che narra le vicende di una carriera fantastica, contraddistinta da grandi album che han fatto veramente la storia del genere thrash. Ora non è mia intenzione stare qui a sindacare se questo nuovo lavoro sia o meno superiore ai due ecclamati (e davvero tosti) predecessori, starà a voi giudicare, vorrei solamente darvi alcune chiare inicazioni personali, nonchè alcune sensazioni che mi ha provocato l’ascolto di ‘White Devil Armory‘. Non abbiate alcun timore, dato che a parer mio questo è un lavoro ‘fresco’, avvincente, pieno di buone idee ed alquanto vitale. Non mi va proprio di stare qui sindacando in maniera inopportuna le scelte di una band che non ha certo bisogno della mia approvazione, anzi, ci mancherebbe. Per giunta non scopro di certo io l’acqua calda, quindi lascerò fluire libere le idee che mi son fatto dopo svariati ascolti. Vi anticipo che, pur se questo disco non passerà alla storia come uno dei migliori capitoli della band, posso assicurare che c’è molta carne al fuoco ed il divertimento, statene certi, è ancora una volta assicurato. Troviamo subito ‘XDM‘ un intro ‘pericolosa’, ma non è una delle solite introduzioni magniloquenti a cui siamo abituati, sta volta la band si è presa un lusso cinematografico, ispirandosi chiaramente al cult-movie ‘La Guerra dei Mondi’, riproducendo il suono emesso dai terrificanti tripodi alieni nel loro incedere titanico, pronti allo sterminio di tutta la razza umana! Poco più di 30 secondi che ci fanno intendere che qualcosa di abominevole sta percorrendo la nostra via. Con ‘Armory‘ si parte su velocità decisamente alte per un brano appositamente scritto per aprire i nuovi ed imminenti spettacoli della band. Bella bastonata andata a segno, non c’è che dire. Prima volta che ascoltai questo brano sobbalzai dalla sedia, pensando che in qualche modo la Nuclear Blast si fosse confusa ed avesse mischiato i file digitali, mandandomi il nuovo lavoro degli Accept al posto degli Overkill, tanta è la similitudine nel cantato di Bobby Blitz con quella di UDO. Ma ben presto ho realizzato (schiaffeggiandomi ripetutamente) che Mr. Dirkschneider ormai naviga lontano dalla sua band madre da ben più di un decennio, quindi, quello che stavo ascoltando doveva essere sicuramente ‘White Devil Armory‘!

Capito gente come apre le danze questo nuovo lavoro? Bene, spero di essere stato esauriente! ‘Down To The Bone‘ invece, è uno di quei brani che gli Overkill amano davvero scrivere, e continueranno a proporsi seguendo questa linea per l’etenità. Qui si sente davvero tanto la mano di D.D. che arriva puntuale a contrappuntare con i suoi cori le beffarda voce di Blitz, per giunta in splendida forma e alquanto ispitrato. Buon brano, targato super-classicamente Overkill! Segue ‘Pig‘ (maiale!) una canzone che mi piace descrivere come ‘tutta dritta’, costruita su un unico riff portante che macina per tutta la sua durata. ‘Pig‘ è l’episodio più ‘metal’ del disco, difatti il riff è uno di quelli tanto cari ai britannici Saxon, solo che qui è eseguito a 1000 miglia l’ora! Altra canzone molto ben composta (che non fa gridare al miracolo), ma cerrtamente piacevole all’ascolto. Promossa! Non so nulla in merito, ma del lotto, questa potrebbe essere quella più indicata per tirarci fuori un bel video.

La seguente ‘Bitter Pills‘, invece, è un pò la novità di ‘White Devil Armory‘, anche se di novità vera e propria non si tratta, e vediamo subito il perchè. Questo è un brano tenuto ‘stretto-stretto’ per le palle e che da un momento all’altro pare debba esplodere a velocità supersonica, invece? Invece niente da fare, dato che in concomitanza con il primo stacco secco, a cui di norma sarebbe dovuto succedere un riff spacca-ossa, gli Overkill ci fregano e parte invece una danza macabra alquanto ‘stonerosa’, al limite col doom-metal, dato che la chitarra partorisce un riffone lisergico tipicamente di scuola Sabbatiana, che evoca macabri rituali notturni voodoo, consumati attorno al fuoco. Centro pieno! Se avete amato la svolta ‘stonata’ del 1993 a nome ‘I Hear Black’, capirete immediatamente a cosa stò alludendo. Molto bene! Che diavolo succede ora? Questa pare proprio essere ‘Damage Inc.’ dei Metallica! Una cover a mia insaputa? No, questa semplicemente è ‘Where There Is Smoke‘ che per un attimo fa il verso al celebre brano che chiudeva ‘Master of Puppets’, rivelandosi anch’essa un episodio di puro thrash tiratissimo ad altissimo livello, che ci fa ulteriormente intendere come la band abbia ritrovato la passione di approcciarsi al genere thrash in maniere totale. Il vero picco di ‘White Devil Armory‘ sta qui! Stesso analogo discorso vale per ‘Another Day To Die‘, il cui riff ultra-stoppato sembra essere stato preso in prestito da un qualsiasi disco degli Exodus, anche se presto si sviluppa in territori più consoni alla band di NY. Pezzo, non velocissimo, ma ritmicamente assai ricco! Uniche note dolente, aimè, sono la sin troppo scanzonata ‘It’s All Yours‘ che potrebbe benissimo appartenere, pur senza sfigurare al catalogo ultimo di certi ultimi Motörhead. Brano troppo semplice e scorrevole e non ‘pensato’ a dovere rispetto a quanto sinora ascoltati. Così come ‘King Of Rat Bastards‘ che nonostante valga la palma di miglior titolo, gigioneggia troppo in auto-celebrazioni strumentali. Potrebbe funzionare bene dal vivo, qui mi ha lasciato un pò interdetto. Ma ripeto, questi son gusti personali, magari saranno i vostri preferiti, chissà!?! Ma non abbattevi, anzi preparatevi al gran finale dato che gli Overkill riavviano la macchina del tempo che ci condurrà indietro ai tempi di ‘Feel The Fire‘ e ‘Taking Over‘ come mai tentato prima d’ora dalla band. Ascoltando ‘In The Name‘, infatti, si respira la stessa identica aria malsana di ‘There’s No Tomorrow’, ‘Second Son’ e ‘Fear His Name’. Un brano, questo, dall’incedere trascinante con un classico tempo alla Overkill nella sua parte iniziale per giunta contraddistinto da un ritornello M-E-M-O-R-A-B-I-L-E!!! Poi cambia la struttura, improvvisamente Bobby Blitz esce di scena e il tutto assume forme da marcia militare, con Ron Lipnicki sugli scudi, micidiale esecutore con passaggi ripetuti sui tom da vero cardiopalma, preciso e potente. ‘In The Name‘ sarà un bel tour-de-force dal vivo per questo valente batterista.

Per concludere torna Blitz ad intonare un coro molto simile a quello storico di ‘In Union We Stand‘, un classico sing-a-long che presto coinvolgerà parecchi fans. Mentre la marzialità riprende possesso della canzone, arrivano a gran sorpresa dei cori semplici ma dannatamente efficaci in pieno stile Oi (lo street punk delgli Skinhead). Mentre chiude le danze il fischiettio tipico delle truppe americane dei marines, che sia questo un chiaro tributo ad un cult movie come ‘Apocalypse Now’? Alquanto probabile. Siamo giunti al termine, e non credo che nessuno tra voi che ami alla follia la band avesse anche per un solo attimo pensato che si sarebbero trasformati in qualcosa di differente da cio’ che da sempre è la loro attitudine nel comporre musica trita-tutta!

White Devil Armory‘ ne è la conferma! Gli Overkill continuano ad essere fieramente se stessi e lo fanno ancora nel 2014 con gli stessi intenti di inizio carriera. Ecco quindi che le coordinate stilistiche rimangono per fortuna le stesse, presentandoci un disco molto ‘in-your-face’ tanto che a tratti vi sembrerà di avere la band che suona nel cortile di casa vostra, talmente hanno ecceduto coi volumi! Per la vostra estate sparatevi il meglio, e il meglio a sto giro si chiama ‘White Devil Armory‘! Ci si vede quest’autunno in prima fila, non mancate per nessun motivo al mondo se no vi beccherete l’ennesimo gratuito e mai troppo gradito ‘FUCK YOU‘ !!!!

Luke Bosio 8

Track-list:
1. XDM
2. Armorist
3. Down To The Bone
4. Pig
5. Bitter Pill
6. Where There’s Smoke
7. Freedom Rings
8. Another Day To Die
9. King Of The Rat Bastards
10. It’s All Yours
11. In The Name

Band:
Bobby “Blitz” Ellsworth – voce
D.D. Verni – basso
Dave Linsk – chitarra
Derek “The Skull” Tailer – chitarra
Ron Lipnicki – batteria

 

Gruppi_Overkill_Overkill-Band2014

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