Paola Goitre, una leonessa alla corte dei Fil di Ferro

Aspettando il 24 corrente mese l’uscita in anteprima  digitale di WOLFBLOOD, nuovo lavoro firmato FIL DI FERRO, abbiamo pensato bene di far due chiacchiere con Paola Goitre, frontwoman incredibile, genuina, sanguigna, posata nel suo essere quanto graffiante dietro a un microfono, due facce di una medaglia assai preziosa, in forza alla band da ormai quattro anni e coautrice dell’ opera in questione.

Ciao e benvenuta tra le righe di longliverocknroll.it, dovessi descriverti, chi è Paola Goitre?

Una persona complicata che cerca di essere semplice, che si rialza se cade, piena di voglia di vivere e desiderio di conoscenza, una che vuole riuscire a guardarsi allo specchio al mattino, ringraziando di non avere debiti col karma.

Per te il Metal è la quotidianità, lo vivi e lo hai sempre vissuto molto intensamente, quando nasce questa passione e a cosa si deve tanta dedizione?

Vivo nel segno del Metallo, lo respiro, è la mia filosofia di vita e la mia medicina. Iniziai al liceo, quando comparvero i chiodi e i capelli lunghi, si passavano i pomeriggi nei negozi di musica, si comprava un disco e poi lo si ascoltava tutti insieme a casa. Si tratta di imprinting, ero felice.
Nei momenti neri, la nostra Musica non ha mai tradito e godersi un concerto, anche dopo aver macinato moltissimi chilometri, ha, su di me, un potere rigenerante senza pari, mi ricarica di energie.

Quando ha inizio la tua storia di vocalist e quali sono state le tue fonti d’ ispirazione?

Ho iniziato molto tardi, dopo i trent’ anni. Mi avevano tolto le tonsille, dovetti andare da un logopedista per riuscire a parlare e presi lezioni di canto. Come per tutti, inizia sotto la doccia o quando ascolti un disco, quando canti con tutto te stesso a squarciagola perchè semplicemente non puoi farne a meno, liberatorio e divertente.
Alcuni cantanti in particolare fanno vibrare moltissimo, da sempre, tutte le mie corde interiori, potrei ascoltarli sempre e sempre esserne emozionata come la prima volta : Warrel Dane, Rob Halford, King Diamond, Eric Adams, Ronnie James Dio.

L’ aneddoto più bizzarro capitato durante una tua esibizione?

Sono indecisa tra la tipa che ha mostrato perizoma e fondoschiena al bassista mentre suonava, le ragazze che mi regalavano i loro mazzi di  mimose dell’ otto marzo mentre cantavo o l’ hipster che sale sul palco per farsi una diretta facebook, mentre suoniamo, girandoci intorno.
Ma secondo me, le cose più interessanti accadono sempre dopo, quando tenti di smontare ed andare via…

Quando e come è nata la tua collaborazione coi Fil di Ferro?

Un giorno mi contatta Castellino, io -fan- rispondo di non essere degna, è pieno di gente più qualificata di me, ma lui mi lascia dei testi e dice di presentarmi per una prova. Arrivo, De Rosa mi guarda e dice che non vuole donne nei Fil di Ferro… ma penso sia andata bene.

Il tuo ruolo è stato ricoperto, in passato, da nomi (maschili e femminili) della scena nostrana, di tutto rispetto, ti pesa questa responsabilità?

Quello che spero di avere apportato è di essere un elemento collante, uno che fa gruppo e che lavora per la band. Mi ripeto, di gente più preparata di me ne esiste tanta.
Di buono ho che sono fan e metallara, per cui credo ed amo follemente  cantare i pezzi dei Fil di Ferro, sopratutto quelli col tiro del metallo scintillante.

La band Fil di Ferro è stata da sempre una continua mutazione, possiamo finalmente dire che questa è la formazione definitiva?

Penso che ci sarà un altro album dopo Wolfblood, per cui ci siamo adeguatamente amalgamati e lavoriamo bene insieme.

Descrivi con un termine (e perchè) i tuoi compagni di ventura…

Michele De Rosa è un leone dal cuore d’ oro, una persona determinata e rock ‘n’ roll nel midollo, Miki Fiorito è il vero chitarrista anni ’80, ogni volta che sento i suoi assoli mi viene la pelle d’ oca mentre  Gianni Castellino è il biker per eccellenza, il padre ed il fratello di tutti noi, suona qualsiasi cosa e definisce il suono

Com’ è condividere il palco con quei tre maschiacci?

Un onore assoluto per me.
Non riesco ancora a capacitarmi di quanto suono e volume esca dal palco, di quanta personalità abbiano e di quanta energia venga prodotta  dalle nostre scintille ma anche di quante ore li devo rincorrere per riportarli a casa dopo aver suonato.

Quando e come è nato il progetto Wolfblood?

Amo molto il nord Europa, in molti viaggi ho incontrato la mitologia norrena. Un giorno Miki Fiorito portò in sala un pezzo epico, il giorno prima avevo ascoltato un caro amico raccontarmi del suo tatuaggio coi corvi di Odino, Hugin e Munin, Pensiero e Memoria.

Come avete intenzione di promuoverlo? Ci sono date live in programma?

Con metodi moderni e meno moderni.
Abbiamo date in programma, usciranno poco per volta, segui la pagina  facebook o il sito www.fildiferro.com

E ora torniamo a te, come trascorri il tempo libero?

Ricerco esperienze che mi possano arricchire, ricerco ricordi, memorie.
Viaggiando, andando a vedere concerti o parlando con persone speciali davanti a un bicchiere di vino, magari accarezzando un gatto, oppure studiando, leggendo, imparando.

La più grande soddisfazione e il peggior rimpianto?

Mi dico fortunata o forse accetto – in media – l’ andamento altalenante delle sorti umane.
Tante soddisfazioni, francamente nessun rimpianto, nell’ accezione del termine di cosa-che-avrei-voluto-fare-e-non-ho-fatto. Forse mi accontento di poco o semplicemente mi basta cercare di fare tutto quello che posso nel miglior modo possibile che mi permetta il momento.

L’ ultimo pensiero prima di dormire?

Bimba, la mia gattona nera che mi manca tantissimo, cerco di ricordare il  modo in cui si abbandonava tra le mie braccia per dormire, oppure un sorriso, una cosa bella accaduta, un pensiero positivo.
Per me è importante addormentarsi senza rabbia, senza questioni irrisolte, senza litigi.

E il primo appena sveglia?

[per essere raffinati, eh] Oh no, bisogna ricominciare tutto da capo, devo andare là fuori e là fuori è tutto sbagliato, tutto da rifare! Questa è la versione raffinata, ci sono varie gradazioni che, all’ estremo dello spettro, arrivano anche all’ imprecazione e all’ evocazione  di antiche divinità mesopotamiche.

E ora siamo ai titoli di coda, puoi dire ciò che ti pare, ringraziare chi vuoi, imprecare o recitare una poesia. Scatènati 🙂

Ringrazio te Rob, perchè sei un metallaro, di quelli che ci rappresentano bene e di cui sono fiera : sei forte, fiero, leale e con radici profonde.
Salute, alla tua!

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