Swim School

L’inizio della seconda serata del festival La Prima Estate, il 22 giugno 2024 è affidato agli Swim School, band proveniente dalla Scozia come il più famoso headliner, Paolo Nutini, e rappresentano la proposta più rock di oggi.

Il trio, composto da Alice Johnson, Lewis Bunting e Billy McMahon, si presenta con un bel sound alternative rock, che attinge anche al grunge degli anni ’90, ed una bella presenza scenica.
Il loro ultimo album, “Seeing It Now”, pubblicato lo scorso aprile, ha riscosso molto successo, anche tra i presenti che sembrano proprio aver apprezzato la performance.

Il set degli Swim School si conclude con i dovuti ringraziamenti, e con la loro emozione nel partecipare ad un festival che li vede aprire per Paolo Nutini, che considerano una fonte d’ispirazione.

 

Black Country, New Road

Alla loro prima esperienza live in Italia, i BCNR sono la novità musicale di questa edizione. I sei di Cambridge, propongono un art-pop rock, suonato con raffinata esecuzione. La quota rosa della band si alterna alla voce, basso, violino, chitarra acustica, keyboard…c’è spazio anche per una fisarmonica nelle loro composizioni. Gli altri invece sono al sax, chitarra e batteria.

Pochi brani nella loro scaletta, tutti eseguiti per presentare il loro nuovo live album “Live At Bush Hall” pubblicato a febbraio, che in poco più di tre quarti d’ora scivola via tra sonorità folk, pop e atmosfere epiche.

 

Michael Kiwanuka

Senza nulla togliere a tutti gli artisti presenti in questa giornata di festival, quello che sta per salire sul palco è senza dubbio colui che negli ultimi due anni, ha suscitato maggiormente il mio interesse.
Michael Kiwanuka, dopo aver iniziato la sua carriera come turnista per Adele, in soli tre album è riuscito a conquistare la critica di tutto il mondo, prima con l’album “Home Again” e successivamente doppiando con “Love and Hate”.

Il mio primo incontro dal vivo con questo artista è stato nel luglio del 2022 all’Ultravox di Firenze, quando per l’occasione, incantò il pubblico fiorentino suonando l’intero terzo album omonimo, “Kiwanuka”, che uscì a novembre del 2019, ma sfortunatamente la promozione del disco slittò, prima per prolblemi di salute del cantante e successivamente per l’emergenza Covid.

Puntuale alle 20:30 entra in scena Michael con la sua formidabile band sulle note di “Hard To Say Goodbye” e l’emozione è esattamente la stessa di due anni fa, l’atmosfera soul riempe tutto il parco della Bussola Domani con la sua voce che avvolge tutta la platea. Visivamente il led-wall proietta immagini di bambini, adulti e anziani, frammenti di vita che corrono insieme alla musica di Kiwanuka. Segue “You Ain’t the Problem” una canzone con influenze soul, funk ed afrobeat, un inno all’amore per se stessi:

“Get back in line/ I can’ t deny myself”

Continua con “Rolling” e il suo incalzante groove di basso che rotola verso “Father’s Child”, profonda e introspettiva nella quale Michael, interroga se stesso sul desiderio di conoscere l’ignoto, senza dimenticare mai le sue radici.

“Black Man in a White World”, “Rule the World”, precedono la splendida “Hero”, brano ispirato all’assassinio dell’attivista per i diritti civili dell’Illinois Fred Hampton, e scritta con i soliti produttori Danger Mouse e Inflo, che hanno ormai definito il miglior sound dell’artista.

La band è uno spettacolo da vedere ed ascoltare, in rigoroso silenzio oppure cantando insieme al meraviglioso coro, come in un gospel, la scelta è libera e liberatoria in egual misura.
L’esperienza di un live di Kiwanuka è un viaggio nell’anima che si conclude con la splendida “Love and Hate”, brano che potremmo definire manifesto stesso dell’artista.

 

Paolo Nutini

Paolo Nutini torna ad esibirsi in Italia nell’ambito del festival La Prima Estate a Lido di Camaiore il 22 giugno 2024. Dopo anni trascorsi lontano dalle scene musicali, l’artista, lo scorso anno, è tornato con l’ultimo lavoro in studio “Last Night in the Bittersweet” per la gioia dei fan. Il 24 giugno sarà a Lignano Sabbiadoro all’Arena Alpe Adria per l’ultima data italiana, dopodiché continuerà il suo tour in giro per l’Europa.

Sarà per l’aria di mare, sarà per la bellezza del Parco della BussolaDomani, che stasera ospita una serata all’insegna del soul, blues, folk e rock, sarà per gli artisti che stanno per esibirsi, ma l’atmosfera che si respira a Lido di Camaiore, mi sta mettendo in connessione con tutto ciò che mi circonda. Di fronte al grande palco di questo festival, che sa di happy hour con la sabbia tra le dita dei piedi, sto per assistere all’esibizione di uno dei più grandi interpreti della musica dei nostri giorni.
Lui è Paolo Nutini, che alle 22.00 circa, sale energico ed entusiasta sul palco, osannato dalla folla, aprendo con “Afterneath”, open track dell’ultimo album.

L’artista scozzese propone prevalentemente gli ultimi brani registrati in “Last Night in the Bittersweet”, che saranno eseguiti quasi in sequenza interrotti soltanto dai vecchi, intramontabili classici, molto amati e attesi dal pubblico. “Scream”, è infatti il secondo pezzo proposto, un po’ di funk, suonato un po’ slow, giusto per scaldare i motori, sondare il terreno. Con “Let me down Easy” Nutini affonda le note della sua magnetica voce, ripescando dall’album Caustic Love del 2014.
Si continua con “Lose It”, “Heart Filled Up”, “Desperation”, “Acid Eyes” fino ad arrivare alla magnifica “Trought The Echoes”, la sua personale dedica alla musica, nonché singolo dell’ultimo album, nella quale ritroviamo nuovamente la sua anima soul e folk, con il suo inconfondibile timbro vocale. Con questa sequenza di brani, il ragazzo di Paisley, si “gioca” gran parte dei brani del nuovo album.

Siamo a circa metà della setlist, ed il cantautore intona voce e chitarra “Coming up easy”, pezzo estratto come secondo singolo dall’album “Sunny Side Up” del 2009, e tutto il pubblico che ormai abbondantemente carico, lo segue cantando insieme a lui. Non poteva mancare all’appello “New Shoes”, brano apparentemente fresco e leggero, ma che nuovamente conferma la sua straordinaria maturità artistica, considerando soprattutto che uscì nel 2006, quando aveva soltanto 19 anni.
Un altro brano dall’ultimo album viene suonato dalla band dopo la pausa, si tratta di “Take Me Take Mine” una ballad emozionante e struggente.

Arriva anche il momento per la maestosa “Iron Sky”, eseguita inizialmente solo dalla sua voce, che lascia esterrefatto tutto il pubblico, fino poi ad esplodere nel verso, dove viene accompagnato dal resto della band e da tutti i presenti. Nutini ci regala un momento molto emozionante quando legge un breve discorso in italiano, un messaggio d’amore per la sua famiglia che ha origini italiane e che è lì presente ad ascoltarlo, ricordando che nello stesso parco, i suoi genitori avevano assistito ai concerti dei loro artisti preferiti, Renato Zero e Mina.

Prima di salutarci definitivamente, l’artista scozzese ci omaggia con un’ultima canzone che ci annuncia in italiano, si tratta di “Last Request”, eseguita in acustico, solo chitarra e voce.
Paolo Nutini stasera ha traghettato il popolo di Lido, attraverso un mare di emozioni diverse, verso porti in cui poter ormeggiare l’anima e lo spirito.

1. Afterneath
2. Scream (Funk My Life Up)
3. Let Me Down Easy
4. Lose It
5. Heart Filled Up
6. Desperation
7. Acid Eyes
8. Stranded Words (Interlude)
9. Through the Echoes
10. Coming Up Easy
11. New Shoes
12. Petrified in Love
13. Pencil Full of Lead
14. Bright Polly / Radio
15. Candy

16. Take Me Take Mine
17. Iron Sky
18. Shine a Light

19. Last Request

 

Testo di Lucilla Sicignano
Foto di Marco Lambardi

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