Il concetto di “vita in tour” per le rockstar ha subito una metamorfosi radicale nel corso degli ultimi decenni. Se un tempo l’immaginario collettivo vedeva i musicisti impegnati in feste senza fine, oggi la realtà dei professionisti della musica è ben diversa. A testimoniarlo è NICK HOLMES, storica voce dei PARADISE LOST, che in una recente intervista concessa al Slowhands Rock Talk Show ha raccontato come sia cambiato radicalmente il suo approccio alla vita on the road.

Per un veterano come NICK HOLMES, salito alla ribalta con i PARADISE LOST fin dai primi lavori fondamentali come GOTHIC (1991) e il successo mainstream di DRACONIAN TIMES (1995), la priorità assoluta è diventata la performance. L’epoca dei bagordi è ormai un ricordo lontano, sostituita da una disciplina quasi ferrea per preservare la voce e l’energia necessaria a sostenere il palco.

“Ora ne ho molta più cura, perché ovviamente non sono lì per fare festa. Quando ero un ragazzo, ero lì anche per quello. Ora non c’è più nulla di tutto ciò. Non riesco nemmeno a ricordare l’ultima volta che sono andato in un pub, specialmente in tour. Non esiste. Potremmo bere qualcosa dopo lo spettacolo, ma è una faccenda molto tranquilla. Parlo a bassa voce. Non urlo mai, non cerco mai di arrabbiarmi. Cerco di dormire il più possibile. È tutta roba molto, molto noiosa, immagino. Ma se hai molti concerti di fila o molti voli notturni, che spesso facciamo in estate, devi comportarti nel miglior modo possibile per assicurarti che tutto vada bene, perché l’unica cosa che conta è lo spettacolo, e deve essere il migliore che tu possa fare.”

Secondo NICK HOLMES, non è solo una questione di maturità personale. Il cantante dei PARADISE LOST ha osservato come l’intero ambiente musicale sia cambiato. Un fattore determinante, sostiene, è la presenza ubiqua delle telecamere, che rende tutti molto più cauti rispetto al passato, quando i backstage degli anni ’90 erano palcoscenici di eccessi ben diversi.

Oggi, i PARADISE LOST – band nata a HALIFAX nel 1988 – continuano a macinare chilometri e palchi, supportando il loro diciassettesimo album, ASCENSION, uscito lo scorso settembre via NUCLEAR BLAST RECORDS. Un disco che segue l’acclamato OBSIDIAN del 2020, confermando la vitalità creativa di un gruppo che ha saputo esplorare territori sonori vastissimi, dal doom-death più viscerale alle derive elettroniche.

Nonostante le sfide logistiche e fisiche, la band prosegue il suo cammino. Anche il chitarrista GREGOR MACKINTOSH, che recentemente aveva affrontato alcuni problemi di salute, ha rassicurato i fan sulle sue condizioni, confermando che la sua capacità di suonare non è assolutamente compromessa. Una conferma ulteriore che, per i PARADISE LOST, la musica resta l’unica vera protagonista.

Redazione
Author

Comments are closed.