Perzonal War – Bloodline

 

AFM Records – Maggio 2008

Qualcosa sembra essere cambiato nel modo di far metal dei tedeschi Perzonal War e questo si capisce soprattutto ascoltando la loro ultima fatica: “Bloodline”. Un combo, questo, presente sulla scena metal mondiale ormai da più di 10 anni, anche se non largamente conosciuti, che con questo “Bloodline” si trovano alle prese con il sesto lavoro della loro carriera. Che fossero in vena di cambiamenti si avvertiva già dal loro precedente lavoro: infatti si percepiva già che stessero ‘virando’ da sonorità metal classic a sonorità molto più moderne, sulla scia del successo che il death e il trash moderno stanno riscuotendo nelle loro evoluzioni. Basti pensare a gruppi come Soilwork o In Flames, dei quali tanto si sente parlare e che riescono bene a interpretare il buon vecchio death e trash in chiave moderna, non perdendo né impatto sonoro né fan al seguito, grazie alla loro capacità di produrre album di un certo spessore che mai cadono nel banale.

Dopo questa breve parentesi è il caso di tornare all’ultimo lavoro del quartetto tedesco. Ascoltando quest’ultimo si ha la chiara impressione che esso sia diviso in due diversi componenti: una prima parte molto più moderna e varia, dove forte si avverte l’influenza dei già citati Soilworke In Flames; e una seconda parte molto più hold style, caratterizzata da suoni classici e da una buona dose di speed. Il tutto arricchito da collaborazioni illustri sparse qua e là nelle 11 tracce del cd, a partire da Victory Smolski (Rage), Wiley Arnett (Sacred Reich), Schmier (Destruction), per finire con Gus Chambers (ex- Grip Inc.) e Manni Schmidt (Grave Digger). Dai nomi noti fatti elencati ora, sembra proprio che i Perzonal abbiano voluto fare le cose in grande quindi meglio dedicarci all’ascolto di questo ‘vario’ “Bloodline”.

Distorsioni iniziali introducono la ‘prima nuova creatura’ dei tedeschi, cioè “Evolution”, che ben coniuga ritmi accelerati e aperture melodiche notevoli, mantenendo inalterata la carica dei nostri dall’inizio alla fine, grazie anche ad ottimo lavoro fatto alle pelli. Ma ecco arrivare “Utopia”: un pezzo energico, molto serrato nelle ritmiche e notevole nei suoi inserti melodici; infatti di chiara ispirazione Soilwork. Dalle sonorità leggermente black la successiva “All Sides Black”, che risulta essere molto stridente e rabbiosa sia nei suoni che nel cantato, mentre nel finale appare un po’ troppo caotica. “Dead Meaning”, invece, è la song più complessa e varia dell’intero lavoro: infatti in essa sono facilmente rintracciabili influenze heavy, trash e death, che la rendono molto particolare e interessante all’ascolto. “Two Borders” spinge ancora il piede sull’acceleratore prima di lasciar spazio a “Shred”, introdotta da massicce distorsioni che ben si amalgamano con la melodia che di certo non poteva mancare in questo pezzo; molto intenso l’assolo di chitarra nel finale. E posso, dire, che con “Shred” si chiude la prima parte di “Bloodline”, per lasciar posto ad una seconda parte molto più monotona e standard. Quindi ecco, in primis, “Infected Choice” che suona un po’ troppo anonima e priva di verve, e poi 2Dying Face” e “New Confidence”: entrambe dalle sonorità spiccatamente power con violente accelerate, ma che sul lungo andare non convincono più di tanto perchè non dicono nulla di nuovo. Spazio poi a “More Than A Day”, che non lascia per niente il segno e alla conclusiva “Same Blood”, una ballad molto intensa sia nel cantato che nel suono; ottimo il connubio tra il suono di chitarra classico e un suono un po’ più heavy. Magistrale la prova di Matthias (il singer) in questa stupenda ballata.

Insomma che dire alla fine di questo ascolto? Personalmente ho molto apprezzato la prima parte di “Bloodline”, un po’ meno la seconda, ma credo che se i nostri cari tedeschi riescono a chiarirsi un po’ le idee su quale sia la loro vera strada, ce ne faranno sentire delle belle!!!

www.perzonalwar.de

Tracklist:
1. Evolution
2. Utopia [feat. Victor Smolski] 3. All Sides Black
4. This Dead Meaning
5. Two Borders [feat. Schmier, Wiley Arnett] 6. Shred [feat. Gus Chambers, Manni Schmidt] 7. Infected Choice
8. Dying Race
9. New Confidence
10. More Than A Day
11. The Same Bloo

Band:
Matthias Zimmer – voce, chitarra
Martin Buchwalter – batteria
Björn Kluth – basso
Daniel Düring – chitarra

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