Pink Cream 69 – Ceremonial

 

Frontiers Records – Gennaio 2013

Dopo 10 album in studio (“Ceremonial” è l’undicesimo), la frase ricorrente quando si parla dei Pink Cream 69, è: “sì li conosco, sono la ex band del cantante degli Helloween”… Personalmente reputo i Pink Cream 69 una grande e sottovalutata band, capace di scrivere ottimi dischi di melodic hard rock come “One Size Fits All” (1991), “Electrified” (1998), “Thunderdome” (2004). “Ceremonial”  segue una pausa discografica di ben 6 anni da “In10sity”, e ci riporta la band tedesca in ottima forma.

Land of Confusion” inizia con un bel riffone di chitarra e la grande voce di David Readman, ottimo vocalist. Song dall’andamento cadenzato e monolitico, si apre nel bridge che da ampio respiro prima del cupo ritornello. Cambio di atmosfera con la successiva “Wasted Years”, molto melodica e potenziale hit. Molto semplice la struttura ma il tutto funziona alla perfezione. Ottimo il ritornello, sicuramente più d’impatto dell’opener. Melodie mai banali e fini a stesse, questo mi piace molto dei Pink Cream 69. “Special“ mantiene alto il livello di questo disco, complice una linea melodica perfetta e linee di chitarra semplici ma con molto groove. Più aggressiva ma con qualche sprazzo di melodia “Find Your Soul”, complessa nella sua struttura e che necessita sicuramente diversi ascolti. “The Tide” richiama atmosfere malinconiche. Pur non essendo una ballad, è una song triste e allo stesso modo che ti da speranza. Queste sono le sensazioni che mi ha dato ascoltandola. “Big Machine” ricorda da subito “Still of the Night” degli Whitesnake. Non parliamo di plagio, ma il riff di chitarra è molto simile. Fortunatamente poi tutto il resto è diverso, lo dico perché sarebbe stata una caduta di stile. Sicuramente l’unio episodio di “Ceremonial”  che non convince, forse troppa carne al fuoco per una sola song.

ìL’attenzione cala leggermente con “Let the Thunder Roll” e “Right from Wrong”, buone ma non trascendentali, forse un pò standard e poco ‘attraenti’. “Passage of Time“ riprende le redini del disco, essendo molto bella e ricca di pathos, in un alternarsi di emozioni, il classico brano da ascoltare in viaggio in treno con la musica in cuffia. A volte basta leggere un titolo per capire che cosa si andrà ad ascoltare. È il caso di “I Came to Rock“, che mantiene le promesse del titolo. Ottimo brano tirato, con un bel refrain e chitarre graffianti quanto basta. Passiamo all’AOR con “King for one Day“, con alcuni richiami agli anni 80 e primi 90. Sicuramente il brano più ‘americano’ dell’album, che conferma la capacità della band di saper spaziare in modo intelligente tra diverse branchie dell’hard rock. “Superman“ chiude le danze in maniera perfetta, ottimo mid tempo che non si discosta molto dal classico stile dei Pink Cream 69.

Ceremonial”   è finalmente una boccata di ossigeno per un genere che ha dannatamente bisogno di band come i tedeschi Pink Cream 69.

BRANO TOP: Wasted Years
BRANO FLOP: Big Machine

www.pinkcream69.com

Tracklist:

1. Land of Confusion
2. Wasted Years
3. Special
4. Find Your Soul
5. The Tide
6. Big Machine
7. Let the Thunder Roll
8. Right or Wrong
9. Passage of Time
10. I Came to Rock
11. King for One Day
12. Superman

Band:

David Readman – voce
Alfred Koffler – chitarra
Uwe Reitenauer – chitarra
Dennis Ward – basso

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