Pink Floyd: 40 anni fa veniva pubblicato il capolavoro “The Wall”

L'album rappresenta l'inizio della fine per la band di Waters e Gilmour

Sono trascorsi 40 anni dall’uscita di ‘The Wall‘, pubblicato il 30 novembre del 1979, e tutto è ancora così attuale ed incredibilmente reale. L’undicesimo album dei Pink Floyd rappresenta il vento della modernità, il soffio della visionaria follia e la forza compositiva inarrestabile che si genera attraverso il legame tra musica e parole.

‘The Wall’ è un autentico capolavoro (eppure i Pink Floyd hanno già stupito tutti con degli altri masterpiece)  che decreta il termine di un decennio ricco di storia, contraddizioni, eventi, stili, vita. 

Un album speciale fatto di momenti di disperazione, di incredibile follia, di dolci visioni, di brani ossessivi e di canzoni di profonda carnale passionalità. ‘The Wall’ è speciale anche 40 anni dalla sua uscita. Magnifico, potente, visionario.

Riconoscimenti in e da tutto il mondo sono la testimonianza di un successo che non ha limiti. Disco di platino in mezzo pianeta così come disco d’oro e di diamante. Tre singoli estratti, ‘Another Brick in the Wall Part 2′, ‘Run Like Hell’ e ‘Comfortably Numb, una copertina essenziale (anch’essa diventata parte della storia dell’arte musicale), disegni, immagini, tratti che sono parte di noi.

Another Brick in the Wall – The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, Roma, 2018 – foto di Angeli Daniele

‘The Wall’ rappresenta la fine di una band e della sua stabilità, la fine di un momento epico e creativo che turba la vita futura di una grande gruppo che ha contribuito a fare diventare maturo e sapiente la musica rock e il rock’n’roll. L’ideatore di questo capolavoro, Roger Waters, ha visto ergersi fra lui e il pubblico un muro che non gli ha permesso di essere più se stesso e, lo stesso muro che lo  ha separato dai suoi compagni di creazioni magnifiche ed inarrivabili. La follia nei confronti di Richard Wright, storico tastierista licenziato e poi assunto come turnista, i dissidi con David Gilmour e Nick Mason che alla stesura dell’album partecipano molto poco, il primo, o per niente, il secondo. La presenza e assenza di Syd Barret, nella vita personale di Waters, che diventerà presenza e assenza nel personaggio principale della storia narrata dalla band, Pinky, oltre alle esperienze passate personali del creatore del concept.

The Wall – The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, Roma, 2018 – foto di Angeli Daniele

Una trama che corre attraverso la storia di un personaggio fittizio da una parte,  ma molto reale dall’altra, con storie di guerra, la seconda guerra mondiale, che potrebbero appartenere a tutti ma che invece riguardano uno solo. La lacerazione psichica causata dall’abbandono, dalla solitudine e dall’imposizione di regole da parte del piccolo insegnante che a sua volta è ‘regolato’ dalla vita e da nubi che stanno sopra di lui e sopra di noi, come una piramide di folle potere che governa tutto e che da cui sembra impossibile fuggire. Un concept reale ma mentalmente violentemente contorto che riguarda tutti, le paure, le ossessioni, le deformazioni della mente trasformate in storie sonore con un’immensa capacità compositiva e straordinaria folle lucidità.

Tutto è stato detto e tutto è stato scritto e osservato di questo infinito capolavoro, irraggiungibile forse, il migliore della band per una questione di gusti personali confutabili e rivedibili da parte di altri che potrebbero giustamente pensarla diversamente. Se così non fosse i martelli potrebbero ritornare a marciare.

Di muri ce ne sono tanti, tanti ce ne sono stati e ogni giorno se ne innalzano di nuovi. La storia lo ha insegnato, ma molti non sanno leggere la storia. Muri fisici e reali che non fanno entrare e non lasciano uscire, muri generati dalla paura che non permettono alle emozioni di volare e di essere speciali poiché l’importante è essere tutti uguali.

Peccato che adesso i giovani non cantano più le strofe di ‘Antoher Brick in the Wall’ e che abbiano dimenticato il senso di alcune parole, momenti, sapori… peccato che essere ribelli abbia perso di significato nel nostro mondo agonizzante…

E poi il film…

 

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