Pink Floyd a Venezia – 30 anni fa l’evento dalle 1000 contraddizioni

Un concerto dei Pink Floyd è sempre un grande avvenimento di cui si parlerà per anni. Ma quello di Venezia del 15 luglio del 1989 rimarrà di certo nella storia del rock per le polemiche e critiche catastrofiche.

Pink Floyd a Venezia. Follia o ingegno? Di certo non sta a noi comuni mortali discutere di una tale avventura, ma di certo uno spettacolo del genere in laguna è un qualcosa di colossale davvero. Una città in ginocchio a causa di una festa, pazzesco! Disorganizzazione per un evento mondiale che avrebbe attratto più di 200.000 persone. Nessuna transenna, nessun punto di ristoro, nessuna protezione per il numeroso pubblico e nessuna protezione per la città… ma d’altronde cosa ci si può aspettare da amministratori che continuano a far attraccare navi da crociera al centro della città… ma questa è un’altra storia.

Ebbene il 15 luglio del 1989 Venezia si trovò nel caos più totale. In preda al panico per un’invasione festante per il concerto di una band che da sempre riusciva ad attrarre masse di rocker non fu pronta a ricevere una marea del genere. Nessun bagno chimico in città, nessun maxischermo in Piazza San Marco per evitare di creare problemi legati all’impatto ambientale. Insomma un disastro totale e alla fine un gran concerto con un volume basso per evitare danni e fastidi.

Alla fine del concerto Venezia fu trasformata in una città piena di immondizia, sporcata e umiliata non a causa della musica, ma a causa dell’incompetenza di improvvisati organizzatori senza scrupoli che, come sempre accade, hanno messo gli interessi davanti a tutto.

La polemica politica durò anni, e il processo alla Corte dei conti determinò alla fine che tutti gli amministratori erano variamente responsabili…

A ricordare quella famosissima notte sono stati prodotti due libri, “Scoppi in aria” di Lucio Angelini, e “Lo show del secolo” di Tommaso Gastaldi.

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