PINO SCOTTO – The Devil’s Call
2025 – Be Next Music
Undici canzoni dannatamente ed inconfondibilmente rock n’ roll formano questo ottimo The Devil’s Call, nuovo lavoro di Pino Scotto, storico rocker italiano attivo dagli anni Settanta. Un disco di denuncia delle troppe ingiustizie presenti in questo mondo ormai totalmente alla deriva e di narrazione appassionata in cui Scotto – con la sua inconfondibile e potente voce – è davvero in pienissima forma compositiva.
Il disco si apre con lo splendido rock n’ roll “No Fear, No Shame”, ultimo singolo dell’artista napoletano trapiantato a Milano, che si muove nei solchi di Little Richard, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry e caratterizzato da un piano suonato con molta grinta e padronanza dal suo collaboratore storico Mauri Belluzzo. I ritmi rallentano con “Phantom Humanity”, pezzo incentrato su un granitico riff di chitarra e scheletro portante del brano, che ti intrattiene piacevolmente anche per un coro molto potente e che sono certo sarà molto apprezzato e scandito dal pubblico in chiave live.
“Catch 22” è un classico blues di ottima fattura, che parte lentamente e subito dopo diventa una splendida cavalcata sonora, in cui Scotto e la sua band ti fanno letteralmente scatenare e ti conquistano senza possibilità di opporsi. L’ospite Maurizio Glielmo alla chitarra impreziosisce davvero il tutto. Il titolo della canzone cita il romanzo antimilitarista ad opera di Joseph Heller.
Tra le altre cose, Pino Scotto ha appena pubblicato “Cuore di Rock n’ Roll – Una vita meravigliosamente stonata”, 180 pagine che narrano tutta la sua vita e parabola artistica. Libro scritto insieme a Massimo Villa e rilasciato dall’editore Il Castello.
Non esisterebbe probabilmente un disco di Pino Scotto senza il suo chitarrista di fiducia, vale a dire Steve Angarthal che si occupa anche di basso e tastiere. La batteria è invece affidata a Sergio Ratti e il piano affidato (come scritto in precedenza) a Mauri Belluzzo.
“A Dozen Souls” parte introdotta da Mauri Belluzzo al piano e la canzone viene poi impreziosita da un classico assolo tipicamente alla Gary Moore, suonato da Steve Angarthal. Un pezzo che mi ha ricordato molto anche qualcosa dell’ultimo Fantastic Negrito e sicuramente Steve Ray Vaughan e Jeff Beck.
Pino Scotto è ormai attivo musicalmente dalla fine degli anni Settanta, quando pubblicò il primo singolo con i Pulsar, poi continuata con la più grande band heavy metal italiana (senza dimenticare mai comunque Death SS ed altre), vale a dire i Vanadium. Al di fuori di questo, Pino è ricordato anche per i Fire Trails ed i suoi dischi solisti.

Personaggio che ha saputo conquistarsi anche una certa popolarità televisiva come conduttore dalla lingua tagliente e senza compromessi e tante apparizioni in vari talk show televisivi, con partecipazioni a trasmissioni di Piero Chiambretti e recentemente nel podcast “La Zanzara” di Massimo Cruciani.
Tornando invece a questo “The Devil’s Call”, il disco è incentrato sulle amicizie vere, i demoni interiori, le ingiustizie quotidiane, per arrivare alle grandi guerre lontane e lotte di potere.
“Good and Evil Dance” è un brano che sembra essere stato costruito su misura per le voci di Ian Gillan e David Coverdale, con i loro Deep Purple e Whitesnake. L’organo Hammond di Enzo Messina, ospite del pezzo, impreziosisce il tutto.
A differenza di Gillan e Coverdale, Scotto è ancora in splendida forma vocale e sembra abbia fatto un patto col diavolo. Magari un diavolo rock che risponde al nome dell’indimenticabile e mai troppo rimpianto, Mr. Lemmy Kilmister, suo storico amico e leader dei Motörhead.
Il ritmo del lavoro cala vistosamente con la splendida ed evocativa “True Friend”, in cui si celebra l’amicizia vera, quella fatta di confidenze, complicità, condivisioni di gioie e dolori. Un amico vero è per sempre ed è una persona che senza chiedere nulla in cambio sa esserti sempre vicino. Che poi sia umano o animale, questo è per me indifferente.
La slide guitar introduce invece “Full Circle”, che poi alza il ritmo decisamente fino a diventare un boogie rock n’ roll di indiscutibile bellezza.
“Don’t Be Afraid of Living” sembra essere uscita dall’immortale film The Blues Brothers e ti intrattiene piacevolmente col suo ritmo saltellante e scoppiettante come un popcorn. Brano tipicamente dal sound americano e che ha come ospite Paolo Bonfanti.
Un altro chitarrista solista ospite, Gennaro Porcelli, suona la slide guitar nella successiva “Big Mama”, che fortunatamente non è dedicata all’artista italiana che si sta vedendo e sentendo ovunque, ma è un pezzo blues rock che narra di tanti e troppi vizi.
“Time for War” è un blues classico dall’incedere deciso e che ti fa battere il tempo a ritmo e col piedino e che vede sempre Messina all’Hammond.
“The Devil’s Call” si chiude con la titletrack interpretata con tantissima intensità vocale da Pino e impreziosita dalla splendida chitarra di Steve.
In sostanza, un ritorno strepitoso di Pino e un disco che non viene realizzato per conquistare con compromessi. Un disco autentico che tributa tutte le passioni musicali di Scotto. Decisamente meno metal che diverse sue produzioni precedenti, ma che si muove nei solchi di generi immortali quali blues e boogie.
Bentornato Pino!
VOTO: 85/100
RECENSIONE: Mauro Brebbia.
TRACKLIST
- No Fear, No Shame
- Phantom Humanity
- Catch 22
- A Dozen Souls
- Good and Evil Dance
- True Friend
- Full Circle
- Don’t Be Afraid of Living
- Big Mama
- Time for War
- The Devil’s Call
LINEUP
Pino Scotto: voce
Steve Angarthal: chitarra, basso, tastiere
Sergio Ratti: batteria
Mauri Belluzzo: piano
Pino Scotto online:
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Instagram: www.instagram.com/pinoscottoreal

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