PLAKKAGGIO – Cosmo

09/01/2026 – Motorcity Produzioni

Con “Cosmo”, i Plakkaggio, fanno quello che riesce solo alle band davvero solide, ossia cambiare scenario senza cambiare pelle.

Dopo aver esplorato la Terra, il gruppo di Colleferro si lancia nello Spazio, ma lo fa con gli stessi anfibi piantati nella realtà di sempre, trasformando il vuoto cosmico in un’estensione naturale della loro poetica fatta di scontro, appartenenza e resistenza.

Cosmo” è la title track che apre il disco come una vera e propria dichiarazione d’intenti. È un decollo violento e controllato, dove riff taglienti e ritmiche granitiche danno subito la misura dell’album.

Spada” affonda come un colpo secco e ben assestato, evocando conflitto ed onore con una tensione costante.

La nostra curva” riporta l’elemento identitario al centro, trasformando lo spirito di appartenenza in un coro da cantare a pugno chiuso, anche nel vuoto siderale.

Cibo scaduto” e “Posto di blocco” sono brani che mostrano il lato più ruvido e diretto dei Plakkaggio. Ecco quindi quell’hardcore sporco, senza filtri, che sa essere ironico, feroce e disilluso allo stesso tempo.

Labaro” e “Dimora” raggiungono invece una dimensione quasi rituale, dove il concept spaziale diventa metafora di radici, simboli ed identità, che resistono anche lontano da casa.

Tornado” e “Granito” sono due pezzi che vanno ad impreziosire ancor di più l’album, sprigionando una potenza compatta ed inarrestabile.

Uro bos primigenius” è il brano al quale viene affidata la chiusura del disco. Mito, forza primordiale e ciclicità, come se l’uomo, dopo aver conquistato lo Spazio, fosse costretto a fare i conti con ciò che è sempre stato.

Cosmo” lo trovo un disco ambizioso, ma mai troppo pretenzioso. È potente, cattivo, veloce, ed è la prova che i Plakkaggio, dopo oltre vent’anni di attività, non hanno perso fame né credibilità.

Continuando a spingere e portando avanti la sua personale fusione tra Punk, Oi! ed Heavy Metal con coerenza e visione, la formazione romana ci regala, perciò, in apertura del 2026, un altro lavoro che suona duro, compatto ed ispirato, come di sua consuetudine.

La band ci comunica che è capace di guardare alle stelle senza smettere di combattere, con il coltello tra i denti, tra le insidie di questo pianeta.

Da Colleferro, Città dello Spazio, è tutto!

 

Voto: 8/10

 

Tracklist – “Cosmo

1. Cosmo
2. Spada
3. La nostra curva
4. Cibo scaduto
5. Labaro
6. Dimora
7. Posto di blocco
8. Tornado
9. Granito
10. Uro bos primigenius

 

Formazione:

  • Gabbath (voce, chitarra)
  • Deleterioth (chitarra, cori)
  • Chris Nunnos (basso)
  • Maestro Fiacchi (basso, tastiere)
  • Val Hell (batteria)

 

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