Recentemente la mia attenzione è stata attirata da quest’artista, che risponde al nome artistico di “Poppy” (vero nome Moriah Pereira).  Il suo cd è semplicemente inclassificabile come genere e spazia in moltissime sonorità che riescono a cambiare in un attimo e spiazzare l’ascoltatore che non sa cosa aspettarsi.

E’ un prodotto che ti sa conquistare dopo vari ascolti e non assolutamente facile da recepire. Sembra che tantissimi hanno investito in lei e non mi stupirei in una sua esplosione sempre più deflagrante nelle classifiche mondiali.

L’inizio è affidato alla stranissima ed ipnotica “Concrete“, che la definirei come le Babymetal che si uniscono a Massive Attack, Five Finger Death Punch e Buckethead in una ricetta davvero particolare. Il cantato di Poppy è spensierato e in alcune parti va a toccare anche territori tipici di Shirley Manson dei Garbage. Poppy è un prodotto probabilmente studiato per esplodere. E’ una youTuber di successo e anche appare in varie pubblicità. Ossessionata dalla cultura giapponese, si presenta sul palco anche con outfit davvero particolari e che non passano mai inosservati.

Le sue canzoni potrebbero essere definite come delle “fiabe in chiave pop industrial” e canzoni come “I Disagree” e “Bloodmoney” ne sono l’esempio più adatto per definirle. Mai cattivissime, ma con vari effetti che sanno conquistare quanto i teenager quanto gli amanti delle sperimentazioni sonore. Un’altra influenza che ho ritrovato in alcuni punti è quella di Cindy Lauper, artista sempre avanti nelle sue produzioni.

Il singolo programmatissimo sulle radio rock nazionali “Anything like me“, inizia con la vocina di Poppy e sembrerebbe indirizzarti verso qualcosa di tranquillo, ma nel suo prosieguo ricorda pericolosamente da vicino “The Beautiful People” di Marilyn Manson, rifatta dal punto di vista femminile. C’è anche un assolo di chitarra vincente che riporta poi alle atmosfere rarefatte di inizio brano. Poppie si è evoluta moltissimo in questo terzo album ed è assai lontana dal j-pop e dance dei primi due lavori.

Sicuramente la rottura con l’ex collega Titanic Sinclair, che secondo lei la maltrattava psicologicamente ha dato una marcia in più a Poppy, che sembra essere passata dal laboratorio ed è diventata quasi come Frankestein. Incontrollata, riesce a mischiare anche Alice Cooper con sonorità pop rock alla Florence and The Machine come in “Fill the crown“.

Sit and stay” sembra quasi un involontario (?) omaggio postumo a Keith Flynt dei The Prodigy con batteria elettronica, sequenze programmate e chitarre distorte a farla da padrone. Il pezzo più cattivo è sicuramente “Bite your teeth” che potrei descrivere in questo modo semplice ed efficace: Devin Townshend che rifà le canzoni dei Teletubbies in maniera schizzata e sotto effetto di allucinogeni. C’è anche una parte che quasi sembra un breve canto religioso, visto che nel frattempo Poppy è stata anche colpita da una crisi mistica ed è diventata esperta in materia.

Il cd si apre in maniera assai tranquilla, con l’ipnotica e lunga “Sick of the sun“, che sembra dare soltanto alla fine , un po’ di tregua al senso di costante sorpresa presente nel cd.

Che dire? Se avete la mente libera da pregiudizi, questo lavoro sicuramente è molto interessante e penso che la ragazza possa anche diventare QUALCUNO di importante sempre di più. Se invece, amate dischi che non sanno sorprendervi e hanno una sola direzione, penso che non faccia per voi.

Personalmente mi è toccato ascoltarlo diverse volte per apprezzarlo come si deve. Il prossimo 25 Marzo, Poppy suonerà dal vivo alla mitica “Santeria 31” di Milano e diversi avranno modo di testimoniare se spacca in concerto o meno. Inoltre l’artista è stata chiamata dai Deftones per il loro tour estivo negli Stati Uniti di quest’anno,insieme ai Gojira, assoluti dominatori in chiave live.

Recensione di Mauro Brebbia

Tracklist

1. I Disagree
2. BLOODMONEY
3. Anything Like Me
4. Fill The Crown
5. Nothing I Need
6. Sit / Stay
7. Bite Your Teeth
8. Sick of the Sun
9. Don’t Go Outside

Mauro Brebbia
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