2023 – Virgin Music LAS Italia/Universal Music

Uscito il 31 Marzo e promozionato con un tour di presentazione in storici locali della Penisola, “Electric Déjà-vu“, non delude certo le attese e ci regala una band in splendida forma anche dal punto di vista compositivo.

Una carriera ormai trentennale (celebrata con un tour davvero di successo nel 2022) e ben undici album incisi in precedenza, sono il migliore biglietto da visita per la band lombarda. Un’istituzione, che sa scatenare nei loro concerti dal vivo, poghi leggendari. Questo lavoro segna il ritorno a sonorità elettriche, dopo l’album “Funny goes acoustic” del 2021. Un lavoro ovviamente molto impegnato dal punto di vista dei testi, come sempre. La band ha cominciato a lavorare su questo nuovo album prima della pandemia e il risultato è un album crudo e diretto, forse con qualche sonorità ska in meno , ma con molte sonorità punk ed hardcore in più.

Un lavoro che la band racconta con queste parole:
“Roberto “Rhobbo” Bovolenta, già produttore di “Funny Goes Acoustic” ci ha aiutato negli arrangiamenti e ha poi insistito per farci registrare queste canzoni “al contrario, come facevano i Beatles” e cioè partendo dalle voci, per proseguire con le chitarre per poi chiudere con basso e batteria. Un processo che ci ha permesso di mettere la voce e i testi al centro delle canzoni in cui tutto il resto contribuiva a esaltare l’espressività e l’impatto del racconto. Ne è uscito un disco di cui siamo particolarmente orgogliosi e che crediamo riesca a mettere insieme l’immediatezza, la dinamicità e perché no l’ingenuità di quando registravamo con Paolo Dal Broi album come “Paranoia e Potere”, con l’accuratezza, lo sviluppo e la produzione tipici di album come “Pelle o Falso” registrati dal mai dimenticato e sempre nel nostro cuore Carlo Rossi.

Rhobbo & Company ci hanno messo quel tocco magico in più che ci ha permesso di “vestire” nella maniera migliore delle canzoni che ci hanno gasato da subito regalandoci sensazioni molto positive e quel “brividino” che si percepisce sotto pelle quando hai la sensazione di aver fatto qualcosa di importante. Una specie di piccola scossa che abbiamo già provato qualche volta in passato e che non sbaglia mai, insomma una sorta di Electric Déjà-vu!“

Lavoro aperto dalla grintosissima “Mani in Alto“, suonata con doppia cassa ed assoli di chitarra inconfondibili della band. Un pezzo che sicuramente è influenzato- per il sottoscritto recensore- da Bad Religion e The Offspring. Il coro è davvero potente e sicuramente diventerà un pezzo molto apprezzato nei loro live shows. “Electric dèjà-vu , è anche un lavoro aperto a collaborazioni con altri artisti.

La prima collaborazione arriva con “Dai Dai Dai (Die Die Die) con ospite Giancane, noto a moltissimi per essere stretto collaboratore del fumettista Zerocalcare. Il pezzo è un’assoluta sassata sui denti, molto veloce e con ritornello che è davvero energico e da cantare a squarciagola.

 

Critiche ai politici e non velate, ci sono con “Non c’è più tempo“, pezzo midtempo e dalle sonorità british.

La voglia di non arrendersi mai e la selvaggia potenza del rock n’roll e di tutte le cose che ci fanno stare bene sono invece il biglietto di presentazione di “Battaglia Persa“, secondo me, uno dei pezzi piu’ belli di questo validissimo disco. Ad un certo punto, la band si diverte a scimmiottare anche sonorità reggaeton, ma fortunatamente è solo per qualche istante e in chiave ironica.

Si arriva poi a “Tempi Distorti“, canzone di mera constatazione che tante cose belle ormai stanno chiudendo (nda leggi negozi di dischi) e non c’è più tanta voglia di ribellarsi al sistema e alla società.
Il video della canzone è stato girato sui Navigli a Milano e vede la partecipazione di diversi amici della band.

Dèjà-vu“, titletrack del lavoro è una critica davvero serrata a chi non crede nel rock n’roll ed è un’ulteriore attacco alla situazione politica attuale italiana.

Tale critica continua anche in “Uomo Medioevo“, in cui viene criticata pesantemente la parte politica che si raggruppa sotto il monicker di “Centrodestra”.

Altra collaborazione, invece presente, è “Disagio“, dove l’ospite è Raphael. Canzone che ad un certo punto diventa reggae o raggamuffin con la presenza di trombe e poi torna a viaggiare come un treno in corsa, in tipico stile Punkreas.

Altro pezzo che fotografa molto bene la triste attualità è “I Signori della Guerra“, feroce critica a tutti i potenti e al loro scambio ed invio di armamenti in guerre senza senso.

In sostanza, un gran bel disco, che consiglio di ascoltare a tutto volume e soprattutto che andrà gustato-insieme a tutti gli storici e non pezzi dei Punkreas-dal vivo.

BAND
Cippa – voce
Paletta – basso voce
Noise – chitarra voce
Gagno – batteria
Endriù – chitarra

TRACKLIST
01_LE MANI IN ALTO
02_DAI DAI DAI (DIE DIE DIE) feat. Giancane
03_NON C’È PIÙ TEMPO
04_BATTAGLIA PERSA
05_TEMPI DISTORTI
06_DÉJÀ-VU
07_I SIGNORI DELLA GUERRA
08_DISAGIO feat. Raphael
09_GIORNO PERFETTO
10_UOMO MEDIOEVO
11_IL PROSSIMO SHOW (electric version)

Mauro Brebbia
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