Queensrÿche – Operation: Mindcrime II

 

Rhino – Marzo 2006

Purtroppo anche i raffinati Queensrÿche sono arrivati alla frutta, e non potevano farlo nel modo migliore, visto che “Operation: Mindcrime II” è uno dei loro peggiori album, al pari di “Hear in the New Frontier” e “Q2K”. Innanzitutto l’idea di dare un seguito al concept metal per eccellenza, mi sembra un po’ forzata e infatti i singoli brani sembrano messi li un po’ a caso, senza un filo conduttore vero e proprio. Altro aspetto negativo è la produzione abbastanza grezza e approssimativa. Insomma se ascoltate il suono di un disco immenso come “Empire” e poi questo nuovo album, il confronto appare impietoso. Ma l’aspetto più imbarazzante è la mancanza di idee che pervade ogni singolo brano.

Non pretendevo che la band facesse una “I Don’t Believe in Love 2” o una “Revolution Calling”, però ca**o, da artisti di questo calibro, da gente che ha saputo scrivere gemme come “Silent Lucidity”, o “Best I Can”, sinceramente non mi aspettavo questa caduta libera.

Sarà un caso l’assenza di DeGarmo? Direi proprio di no, visto che l’ultimo studio album, “Tribe”, di qualche anno fa con DeGarmo alla chitarra non era affatto male. Nulla di personale contro il nuovo axeman Mike Stone, ma la classe e le idee del buon Chris sono merce rara. Mi dispiace stroncare questo lavoro, vista la stima che nutro nei confronti di un grandissimo come Geoff Tate, uno dei migliori cantanti degli ultimi 20 anni, e non solo in ambito metal, però questa è la nuda e cruda realtà, almeno per me. E dire che “Operation: Mindcrime II” inizia anche bene, con una buona intro sinfonica, e la doppietta “I’m American” (primo singolo estratto), pezzo molto duro e con un buon refrain e “One Foot In Hell”, con delle linee vocali niente male. Questo e la presenza di Ronnie James Dio come special guest, non bastano a salvare un disco piatto e mal prodotto, anche perchè a dirla tutta la prestazione di Dio è sì buona ma sprecata visto che il brano in questione fa veramente cag**e. Non voglio apparire catastrofico, però ragazzi qui parliamo di una band seminale e unica che è riuscita a creare con album quali “Rage for Order”, “Operation: Mindcrime” e “Empire” un sound inimitabile, perciò vederli così stanchi e privi di idee fa male. Tornando al disco, si arriva alla fine stancamente dopo le discrete “Speed Of Light”, “Circles” e “If I Could Change it All” per concludere con “All the Promises”.

I Queensrÿche hanno perso un occasione per risollevare una carriera ormai decisamente e irreversibilmente in declino. Ricordiamoceli dunque per i capolavori del passato, piccoli tesori da custodire gelosamente e riascoltare per godere del piacere che la musica è capace di dare.

www.queensryche.com

Traklist:
1. Freiheit Ouvertüre
2. Convict
3. I’m American
4. One Foot In Hell
5. Hostage
6. The Hands
7. Speed Of Light
8. Signs Say Go Re-Arrange You
9. The Chase
10. A Murderer?
11. Circles
12. If I Could Change It All
13. An Intentional Confrontation
14. A Junkie’s Blues
15. Fear City Slide
16. All The Promise

Band:
Geoff Tate – voce
Michael Wilton – chitarra
Mike Stone – chitarra
Eddie Jackson – basso
Scott Rockenfield – batteria

 

 

 

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