Raven Bitch – Tear Down the Walls

 

Autoprodotto – 1987

“Madre de Dios!!!” Questa è stata la mia esclamazione appena sono riecheggiate le prime note di “East III Gates”, song d’apertura di questo four-track Ep ad opera dei Raven Bitch, quintetto proveniente da Edgerton (Wisconsin). Il brano in questione è veramente una killer song da riascoltare decine di volte, un ritmo indiavolato che pone il loro sound ad un estremo speed metal, fatto di riff indiavolati e contorti ma orecchiabili e musicali. Anche la voce di Dan Witt, pur non avendo nulla di eccezionale, si attacca al brano come un mastice e la coesione sonora di questi scottanti primi cinque minuti è paurosamente tangibile. Un brano che ogni true defender dovrebbe essere obbligato, per legge, ad ascoltare, una miscela esplosiva e, poco importa, se nella parte centrale il giro di chitarre è spiaccicato a quello dei grandiosi Wardance tedeschi.

Non ci sono nè pecche nè lacune, semplicemente la perfezione, ovviamente all’interno del loro power di stampo americano. Anche la registrazione, frutto di un’autoproduzione, tutto sommato, è accettabile e non inficia in alcun modo il risultato finale.

La seguente “Old Dark House” è, curiosamente, visto che parliamo di un misero Ep, un brano strumentale. Vero che, personalmente, le canzoni senza voce non mi hanno mai impressionato, ed altrettanto vero che porto ancora con me l’adrenalina della precedente coltellata sonora ma la ritengo una piccola caduta di stile e di idee. Nulla vieta di pensare il contrario perchè, tecnicamente, il pezzo c’è, ma che vi posso dire… non mi si appiccica al ‘core’. Cambio lato ed arriva la titletrack. Mi aspettavo un’altra sciabolata furoreggiante ed invece mi trovo a fare i conti con una composizione molto ragionata, impossibile da apprezzare totalmente con un solo ascolto. Il ritmo si è abbassato ma questo singer ci sa fare ed è facile rimanerne coinvolti. Pregevole, e dal sapore estremamente classico, l’assolo. Bravi.

Spetta l’onere di chiudere il platter a “Next Victim” un pezzo egregio, il più classico dei classici pezzi di USAmetal. A parte un inaspettato acuto che coglie bene il bersaglio, è un brano che difficilmente viene voglia di riascoltare immediatamente dopo il ‘Tac’ del braccio dello stereo. In conclusione rimango deluso dal fatto che gruppi

come questo siano, di fatto, sprofondati nell’oblio (d’accordo hanno fatto un paio di cd di cui uno live nel ’94 ed uno in studio nel ’02 ma senza che nessuno se ne accorgesse, o sbaglio?). Con un buon manager, avessero fatto un full lenght sulla falsariga di “East III Gates” (cosa realmente significhi lo sanno solo loro) in Europa, nel ’87 avrebbe, probabilmente, fatto il botto. Purtroppo la storia non si può cambiare, al pari della moglie. E’ andata male, next time will be better…

Dal punto di vista collezionistico è un dischetto decisamente impegnativo, difficile da trovare e caro, assai caro. La versione pirata all’interno di “metal gems” esiste. Potrebbe essere una buona idea per Natale…

Quotazione: Raven Bitch – Tear Down the Walls: € 450/550

www.ravenbitch.com

Tracklist:
1. East III Gates
2. Old Dark House
3. Tear Down the Walls
4. Next Victim

Band:
Dan Witt – voce
Steve “Raven” Scott – chitarra
Bobby “Bitch” Schumacher – chitarra
Jim Beam – basso
Franklin Luthor – batteria

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