Self-Released – 2020

I Ravenscry pubblicano il loro quarto album studio “100” a tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro, l’interessantissimo concept album “The Invisible” che aveva colpito per l’originalità delle melodie dei pezzi così come per la trama del concetto sviluppato nel viaggio fisico e interiore intrapreso dalla protagonista Coral. La band italiana di Alternative Metal ci ha abituato ad album di grande qualità fin dal primo disco “One Way Out” uscito nel 2009. Non a caso, infatti, la band si è tolta delle belle soddisfazioni anche da un punto di vista internazionale in questi anni. Dall’oltrepassare il milione di visualizzazioni con “Nobody”, al raggiungere la posizione N°31 nella “Top Metal Tracks” di Spotify con “The Witness”, fino all’ottenere la sesta posizione dei best seller di Aletrnative Metal su Amazon negli Stati Uniti con il loro secondo album “The Attraction of Opposites”, oltre che a guadagnarsi il titolo di “Best Metal Album Covers of 2014” dalla webzine americana PureGrainAudio.com con questo stesso album.

100” è il terzo album registrato al Ravenstudio della band ed interamente auto promosso. Non c’è che da fare i complimenti ai Ravenscry perché anche quest’album si dimostra estremamente efficace, molto ben costruito e davvero accattivante. Si percepisce un’evoluzione del suono della band che continua su un percorso di ascesa continua, mantenendosi fedele alle origini alternative e goth metal ma aggiungendo dei tocchi davvero interessanti e ricercati di progressive metal e djent. Ci si entusiasma facilmente dei virtuosismi di chitarra e dei riff molto catchy di quest’album che appaiono spesso in primo piano con delle composizioni davvero ben riuscite. Troviamo inoltre l’ennesima performance vocale fantastica di Giulia Stefani che colpisce ancora una volta per il suo timbro vocale davvero unico che si adatta perfettamente allo stile della base strumentale dei Ravenscry. L’inconfondibile voce di Giulia ha la particolarità di entusiasmare per essere allo stesso tempo dolce e profonda, capace di destreggiarsi in modo esemplare tra tonalità melanconiche e linee melodiche più dinamiche creando un effetto molto intrigante e davvero straordinario. I pezzi di “100” danno davvero la sensazione di essere stati curati nei minimi dettagli e godono di linee melodiche che si distinguono per originalità e personalità.

Si comincia con “Maybe”, il primo singolo dell’album uscito a marzo. È sicuramente uno dei cavalli di battaglia dell’album. Con un riff potente ed incisivo che da una gran carica fin dai primi secondi del pezzo così come un ritmo ed una sonorità che ricordano moltissimo il genere djent, in particolar modo nelle strofe. Il ritornello rimane inoltre impresso fin da subito con una performance vocale esemplare di Giulia che ci delizia con tutto il suo talento, raggiungendo delle note davvero sensazionali nella parte finale del secondo e terzo ritornello. Si distingue inoltre una melodia di chitarra particolarmente virtuosa e molto d’effetto in sottofondo che accompagna i ritornelli suonata in modo impeccabile dal nuovo membro della band Federico Schiavoni. Il testo tratta di una lotta interna contro dei pensieri negativi che tormentano la mente e di conseguenza della volontà di volersi liberare da questa sofferenza cercando di sentirsi vivi. Un inizio decisamente convincente che piazza un’asticella molto alta per il resto dell’album.

Si prosegue con “Binary”, un pezzo dalla chitarra molto heavy che colpisce fin da subito per l’adrenalina che riesce a trasmettere tramite un suono molto energico. Giulia si cimenta nelle prime parti delle strofe in delle tonalità estremamente interessanti, più basse a quanto siamo abituati, che danno un gran tocco di classe ad aggiungono originalità e varietà ad un altro grandissimo pezzo che si guadagna senza dubito un posto tra i migliori brani dell’album.

The Gamer” ha un intro interessante di chitarra senza nessuno strumento ad accompagnare un riff che dispone di un suono particolare, quasi come se fosse un suono percepito in lontananza. Questa traccia ha un ritmo più lento rispetto ai primi due brani, anche se le chitarre rimangono decisamente heavy. Da far notare la particolare chiusura su note di pianoforte in solitudine.

Segue “The Door Inside”, un pezzo che inizia con una base elettronica psichedelica che crea una suspense davvero intrigante come apertura del brano. Pochi secondi dopo si ritrovano i riff di chitarra heavy che accompagneranno il resto del pezzo, svariando su melodie molto elaborate. Questo brano è infatti uno dei pezzi che dispone delle costruzioni più complesse, con molti cambi di ritmo estremamente interessanti che vengono accompagnati da una prestazione vocale davvero sbalorditiva da parte di Giulia. I cambi di ritmo della base strumentale sono infatti associati a dei cambi di tonalità vocali molto piacevoli che rendono il pezzo davvero unico e molto intrigante. Si percepiscono inoltre maggiormente le tastiere in questa traccia che si distingue ancora una volta per la presenza di un ritornello molto accattivante. C’è inoltre un interessante bridge che dà un gran tocco di qualità al pezzo rendendolo particolarmente accurato. Il testo parla dell’istinto e degli impulsi interni che vogliono prendere il sopravvento e farci agire malgrado le paure, invitando quindi ad essere forti ed a cacciare via le insicurezze. Un altro brano davvero di rilievo.

The Entertainer” inizia con una melodia di pianoforte decisamente tetra, che crea un’atmosfera di suspense molto suggestiva. Il pezzo esplode infatti con un attacco di chitarra deciso ed aggressivo molto apprezzabile. Molto bello il bridge presente nel brano che mette in rilievo la voce di Giulia con una base di batteria e pianoforte molto dolce. Il pezzo si conclude con la stessa melodia di pianoforte della parte iniziale, come a chiudere un cerchio. Una traccia molto intrigante.

Troviamo in seguito “Destination: Nowhere” che a mio avviso dispone delle melodie più belle di tutto l’album. Le chitarre di Mauro Paganelli e di Federico Schiavoni si alternano su due linee melodiche molto ben costruite che entusiasmano per originalità e completezza l’una con l’altra, specialmente nella parte iniziale del pezzo. C’è poi un suono elettronico molto interessante in sottofondo nel ritornello che dà effettivamente una sensazione di suono futuristico, come se la destinazione del titolo della canzone si riferisse ad una destinazione persa nello spazio. Il testo tratta infatti di una destinazione sconosciuta, di un viaggio in fuga dal passato, un modo di ritrovare sé stessi ed il senso di libertà. Sicuramente la punta di diamante di questo album.

Light You Up” si distingue per un riff di chitarra caratteristico composto da note più alte rispetto ad altri pezzi così come per un ritornello cantato su tonalità molto alte e note tenute per lunghi secondi. Un pezzo originale che ci fa capire come alla band piaccia sperimentare e variare le linee melodiche, ottenendo quindi pezzi particolari e diversi molto apprezzabili. Il testo tratta di come, in momenti cupi dove la negatività e la malinconia sembrano avvolgere qualsiasi cosa, ci sia una luce che dia la possibilità di uscire da questa situazione apportando calore ed ottimismo per voltare pagina.

Segue un altro pezzo molto entusiasmante, “Leader”. È una traccia che trasmette tanta energia ed è estremamente efficace l’evoluzione della base strumentale tra le strofe ed il ritornello, con un’accelerazione del ritmo che da un gran tocco di classe al brano. La performance vocale di Giulia è anche questa volta straordinaria! Si destreggia in cambi di ritmo e tonalità in un modo eccelso ed entusiasma moltissimo per questa sua capacità di essere estremamente versatile. Il testo è composto da molte domande che si pongono ad un leader, dove si cerca di capire se dispone di tutte le qualità necessarie per essere un buon condottiero capace di intraprendere la strada giusta. Si cerca una guida da seguire capace di dare giustizia e significato alle sue azioni.

Proseguiamo con “Paper Boat”. Il pezzo dispone di un riff di chitarra in primissimo piano che caratterizza particolarmente il brano. La metafora della barca di carta si riferisce al fatto che si arrivi ad un punto un cui si realizzi di aver fatto degli errori, ad un momento in cui ci si sente vulnerabili e fragili, come in una barca di carta in mezzo all’oceano. È quindi una ricerca nell’imparare dai propri sbagli per non commettere più gli stessi errori.

All My Faces” è forse l’unico pezzo dell’album che entusiasma un po’ meno degli altri dal punto di vista dell’originalità. Il fatto è che quando hai un album di grande qualità come “100”, è praticamente inevitabile che si trovi magari un pezzo un po’ meno entusiasmante degli altri, ma direi che con un album con 10 canzoni su 11 veramente sensazionali si possa parlare tranquillamente di un album fantastico!

The Gatekeeper” chiude in bellezza un album estremamente positivo e molto ben riuscito. Anche in questo pezzo sono protagonisti i cambi di ritmo improvvisi e le melodie che rimangono impresse fin da subito. Giulia ci delizia ancora una volta con un canto camaleontico sensazionale, capace di adattarsi ed entusiasmare con qualsiasi sfumatura. Molto bello l’assolo inserito all’interno del pezzo così come l’outro di chitarra in clean sound che conclude l’album.

100” convince ed entusiasma per originalità, freschezza e qualità. Ci sono delle melodie davvero molto belle che rimangono impresse ed è stato fatto davvero un grande lavoro nella composizione dei pezzi. L’alternanza delle melodie delle chitarre così come i cambi di ritmo sono un punto forte di quest’album che riesce a catturare la totale attenzione dell’ascoltatore, creando entusiasmo ed ammirazione. La performance vocale di Giulia Stefani è sensazionale ed il suo timbro vocale assolutamente unico così come la sua abilità nel destreggiarsi tra le varie tonalità sono di grandissimo rilievo. I Ravenscry si confermano una band solidissima con grandi idee e grandi capacità, non c’è che da fare tanti complimenti per quest’ulteriore album davvero sensazionale.

Tracklist

Maybe
Binary
The Gamer
The Door Inside
The Entertainer
Destination: Nowhere
Light You Up
Leader
Paper Boat
All My Faces
The Gatekeeper

Band

Giulia Stefani – Vocals
Federico Schiavoni – Guitar
Mauro Paganelli – Guitar
Andrea “Fagio” Fagiuoli – Bass Guitar
Simone Carminati – Drums

Il disco è disponibile per l’acquisto a questo indirizzo.

Metal Dan
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