Rebeldevil – The Older the Bull, the Harder the Horn

...il rock'n'roll è vita...

Autoprodotto – Febbraio 2015

Preambolo…
Questa introduzione nasce dopo aver scritto il pezzo di seguito che è stato cambiato 100 volte in un’ora… lo so, il contrario di tutto, ma io sono il contrario di tutto…
Prima di ascoltare l’album ho pensato alle singole esperienze dei musicisti (e mi sembra inutile e una ripetizione da sciocco studentello secchione ripetere la filastrocca sulla vita dei componenti a memoria), partendo con un’idea confusa sul risultato possibile. Dopo solo il primo ascolto mi sono seduto soddisfatto e ho capito di non essere condizionato in nulla, nè dall’amicizia che mi lega ad alcuni dei quattro ribelli indiavolati, nè dall’attesa sonora, nè dalla lontananza dall’italico stile, nè da me stesso…

So che il pezzo risulterà confuso… ma quando le sensazioni riescono a liquefare il mio pensiero allora vuol dire che il rock’n’roll ha fatto il suo onirico effetto e i Rebeldevil sono riusciti nello scopo di arrivare direttamente dentro, giù nel mio più profondo sentimento e vagando fra le vene corrose da anni di esagerati abitudini musicali hanno trovato la strada per iniettare del nuovo rovente siero.

Sette anni, sono proprio tanti, in Tibet come in Italia, in quest’Italia che è lontana anni luce così dal Tibet come dalla buona musica, dal buon rock’n’roll… ma son passati comunque con o senza i Rebeldevil e finalmente ci siamo, voci, news del ritorno dei Rebeldevil di Kappa, GL, e degli Ale al quadrato, dopo mesi, si sono concretizzati in ‘The Older the Bull, the Harder the Horn’. La copertina pronta, le date dei primi spettacoli, un video già in circolazione, le foto e lo strascico di doverose aspettative; insomma, manna per noi che invece di usare plettri, ugole e pestare sulle pelli, ci limitiamo ad aprire le orecchie e a scrivere muti battendo a tempo con le nostre dita sui tasti ameni di tastiere senza vita, parole, parole, parole. Eh sì… lontani dal rock’n’roll vissuto sul palco…

Ma lasciamo perdere, questa è un’altra storia…

Ragazzi e non, veterani e neofiti, vedenti e non vedenti, appassionati e cialtroni sapete una cosa? I Rebeldevil sono tornati, l’ho già detto vero? Una montagna di esperienza, di sudore, di vibrazioni, di musica e di passione in un sol colpo. Un bellissimo insieme che esalta le doti e le qualità di singoli musicisti che confluiscono in un’unica idea, progetto, momento, sentimento che si chiama Rebeldevil. Questo è suono, vita e determinazione ribelle sempre e comunque! E mi tuffo anche io in questa ribellione che non è altro che rock’n’roll, carico, puro, tosto e schietto, d’altronde da quattro ceffi del genere non possiamo aspettarci musica per ballerini in calzamaglia…

Ho cominciato ad ascoltare i brani dell’album in modo casuale, random, non volendo appositamente badare ad una sequenza precisa, proprio per sentirmi confuso dalla mancanza di ordine e poi ho continuato a rimescolarli, partendo sempre dalla title track, però. L’esito è stato sempre lo stesso: sorpresa e soddisfazione. Uno sfogo matematico che ha portato sempre allo stesso risultato… che album!!! Potente rock’n’roll. Belle sonorità, mi piace la chitarra con quell’effetto avvolgente, i suoi fischi, la sua calda struttura del riff, la sensualità graffiante, il peccato della ribellione massiccia. Mi piace il martellare del basso, anch’esso insaporito da qualche effetto a renderlo avvolgente nel suono e nella profondità della sua ritmica. Piace il secco ritmo della cassa della batteria, che ‘suona’, appunto, ritmo e tempo, e determina i passi e i cambi. Mi piace la voce che varia la sua dose di durezza ammorbidendosi con potenza e rimanda a tonalità che non conoscevo.

Un lavoro vario che ha come filo conduttore la bravura dei quattro musicisti che hanno abbandonato il loro pregresso e sono diventati e ritornati Rebeldevil, non facile davvero. La cose che anche mi colpisce è la sincerità di questo album, il suo modo di essere diretto, corposo e saporito.

Ora è il momento di consigliarvi qualche brano vero? non riesco a dire quale preferisco e quale dovrei sentire meglio… o quale vi consiglierei di più rispetto ad altri, o quello più bello… non mi sembra giusto nei confronti di chi ha messo l’anima per comporli ed eseguirli…

Io l’ho preso il toro per le corna, ora provateci voi…

Non è semplice per un appassionato di musica riuscire a separare l’amore per il genere che la band propone, il profondo senso di rispetto fraterno che si ha per i componenti della band, conoscendone alcuni da tempo e, dicevo, separare il tutto dal ruolo di scrivano e osservatore sonoro autonomamente conquistato. Ma, c’è un ma… il ‘ma’ sta nel fatto che tutto diventa semplice quando si riesce a cogliere la sincerità di ciò che si vuole esprimere, quando si capisce che il rock’n’roll è vita e quando la percezione della realtà si concretizza con la libertà dell’essere ciò che realmente si è, ovvero: Rebeldevil!

www.facebook.com/rebeldevilband

Tracklist:
1. Rebel Youth
2. Sorry
3. Freak Police
4. Remember
5. Religious Fantasy
6. The Older the Bull, the Harder the Horn
7. Angel Crossed My Way
8. Crucifyin’ You
9. Alone in the Dark
10. Power Rock’n’Roll

Band:
Gielle Perotti – voce
Kappa Cappanera – chitarra
Ale Paolucci – basso
Ale Demonoid Lera – batteria

 

Rebeldevil - band 2015

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