Redeemer – The Light Is Struck…

Apokalypse Records – Settembre 1990

Questo disco dei Redeemer, per molti, rappresenta il valhalla del metal australiano. Per me è un disco senza lode e senza infamia, uno come tanti altri che giacciono sepolti sotto chili di polvere nel mio bunker. Se vogliamo però anteporre all’analisi tecnica ed al gusto (critico) personale il fatto che sia stato editato in sole 500 copie (peraltro solo in vinile bianco) ed il dazio da pagare per possederne una copia è assai oneroso, allora il discorso è tutt’altro. Mi fa enormemente piacere avere la possibilità di ciarlare di codesti vecchi dischi “introvabili” anche, e soprattutto, per poter dare un mio giudizio onesto e senza pressioni, o malcelati interessi, sulla qualità del prodotto in sè (che, beninteso, io posseggo, ed in molti casi, ho strapagato), a prescindere che il suo valore possa essere 10 o 1000 euro.

Almeno un non addetto ai lavori o un collezionista furibondamente accanito, potrà avere un’infarinatura, seppur di parte e soggettiva, sul lavoro in questione, una specie di uomo avvisato… mezzo salvato.

La cover dell’album, egregiamente disegnata, è degna ed ammiccante il giusto. Un vinile ben confezionato, con copertina apribile, fa sempre la sua bella figura. Il disegno presente in copertina farebbe pensare, ai giorni nostri, ad un gruppo folk metal o giù di lì. Trattasi invece di un banale heavy metal classico (per come lo si intendeva nel 1990) scondito di fantasia e dominato dalla voce della splendida Cindy Grimwood, ammaliatrice e belloccia quanto pallosetta e ciclostilata all’infinito nelle sette canzoni ivi contenute. La prima e la nona sono infatti un’intro ed un outro a riempire qualche ulteriore minuto di registrazione, nulla di più.

Detto questo rientriamo sui binari canonici ed iniziamo con l’ascolto di questa rarità dal sapore esotico. “Heavy and Loud”, introdotta dal basso del talentuoso Mick Johnson ci porta a conoscere il gruppo. Un suono corposo, come un vinello invecchiato per anni, massiccio, al limitar del doom ed una voce piuttosto presente, ed invadente, con la solita tendenza a strafare. Nulla da dire, la voce graffia ed è, tranne in un caso sporadico (“Apocalypse Rider”) anche intonata ma, assolutamente plasticosa. La chitarra solista invece deficita di tecnica, o quantomeno, di fantasia, e gli assoli presenti in questo “The Light Is Struck…” sono tutto tranne che fraseggi memorabili. La successiva “Sinner” sembra dotata di un’energia differente, è solo un pensiero di un attimo che svanisce con uno stacco che ammorba il brano rendendolo opaco e tedioso.Le successive “Transmuter” e “Magician” non donano nulla alla memoria, canzoncine senza eccessi ne difetti, quasi un’esame di quinta elementare su come si può suonare metal senza inventarsi nulla.

Catapultato sul piatto il bianco platter sulla b-side mi trovo a dover sopportare “Metallic Frenzy” che sembra uscita da una trasmissione televisiva tipo dilettanti allo sbaraglio versione metal. In un lucido dormiveglia riesco ad udire un assolo composto da un bambino di quattro anni (dopo serie ed approfondite indagini ho avuto la conferma che non è stato mio figlio) ed una cantante che si adopera ma non riesce ad attrarre sul suo gorgheggio nessuna attenzione. Il ritmo è desolantemente scialbo, passo oltre, “Burn in Hell”, stessa solfa. Azz, ne rimane solo più una:”Apocalypse Riders”. Sembrano una brutta copia dei Maiden, ma accettiamo di buon grado quest’ultimo e sfinente esercizio di “stile”.

Che dire, questo lavoro non decolla, rimane a bordo pista e, tutto sommato, va proprio bene così. La muffa, in questo caso ha ragione da vendere. Per la cronaca non ho mai visto questo gioiellino trasposto su cd. Ciò non vuol dire che non esista, almeno in copia pirata. Ma vi volete proprio così male?

Quotazione: Redeemer – The Light Is Struck…: 600/800 Euro

Tracklist:
1. The Light Is Struck (Intro)
2. Heavy & Loud
3. Sinner
4. Transmuter
5. Magician
6. Metallic Frenzy
7. Apocalypse Riders
8. Burn in Hell
9. The Darkness Splits (Outro)

Band:
Cindy Grimwood – voce
Craig Vine – chitarra
Adam Johnson – chitarra
Mick Johnson – basso
Scott Cooper – batteria

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