In una recente e approfondita intervista rilasciata a AL.com nel maggio 2026, il leggendario chitarrista dei The Black Crowes, Rich Robinson, ha ripercorso la sua straordinaria carriera, riflettendo sull’evoluzione del rock americano, l’importanza delle radici e le collaborazioni che hanno segnato il suo percorso, inclusa quella con l’ex Guns N’ Roses, Izzy Stradlin.
Mentre i The Black Crowes continuano a celebrare il successo del loro ultimo album Happiness Bastards, Rich Robinson non dimentica gli inizi della band, quando il suono sporco e autentico del gruppo muoveva i primi passi nei piccoli locali del sud degli Stati Uniti.
Dalle radici del Sud ai palchi mondiali
Rich Robinson ha discusso di come l’atmosfera dei bar del Sud abbia forgiato il suo approccio alla chitarra. Non si trattava solo di tecnica, ma di una questione di feeling e di onestà intellettuale tradotta in musica.
Suonare in quei piccoli bar del Sud ti insegna tutto quello che devi sapere sulla connessione con il pubblico. Non puoi fingere. O sei autentico o la gente se ne accorge subito. È stato in quei posti che ho imparato a far parlare la mia chitarra prima ancora di capire come scrivere una hit.
Il chitarrista ha poi analizzato la creazione di alcuni dei suoi riff più iconici, elementi che hanno reso album come Shake Your Money Maker (1990) e The Southern Harmony and Musical Companion (1992) pietre miliari del rock moderno. Nonostante il successo globale, Rich Robinson ritiene che ci siano molte canzoni nel catalogo della band che non hanno ricevuto il giusto riconoscimento, definendole “perle sottovalutate” che racchiudono la vera essenza dei The Black Crowes.
La sintonia con Izzy Stradlin
Un punto focale dell’intervista ha riguardato il rapporto speciale con Izzy Stradlin. Entrambi i musicisti sono noti per essere le “menti ritmiche” dietro alcune delle più grandi rock band della storia, e la loro collaborazione è frutto di una visione comune del rock and roll, lontano dagli eccessi e focalizzato sulla sostanza.
C’è sempre stata una comprensione tacita tra me e Izzy. Entrambi veniamo da una scuola dove la canzone viene prima di tutto, e il riff serve a sostenerla, non a sovrastarla. Lavorare con lui è naturale; abbiamo lo stesso linguaggio musicale, fatto di influenze blues e di quel particolare modo di intendere il ritmo che sembra stia scomparendo.
Questa affinità elettiva ha portato i due a scambiare idee e collaborare in diverse occasioni, creando un ponte ideale tra la scena di Los Angeles e quella di Atlanta.
I Black Crowes hanno in programma un paio di concerti sulla West Coast insieme ai Guns N’Roses.
Hai un legame di lunga data con [il chitarrista dei GN’R] Slash, che si è riallacciato di recente. All’epoca, Slash salì sul palco con i Crowes durante uno show a New York per una cover [blues] di Jimmy Reed. Più di recente, al concerto di beneficenza per gli incendi di Los Angeles [il FireAid del 2025], tu, Chris e Slash avete eseguito “Going to California” [classico acustico dei Led Zeppelin]. Un’esecuzione alla chitarra bellissima, tra te e Slash.
Oh, grazie. È stato divertente ed è stato fantastico suonare con Slash. E sono anche un buon amico di Izzy [Stradlin, chitarrista dell’era classica dei Guns N’ Roses]. È così che abbiamo conosciuto quei ragazzi. Per prima cosa abbiamo incontrato Izzy. Si era messo in contatto con noi perché aveva preso il nostro disco [l’album di debutto del 1990 “Shake Your Money Maker”] e lo aveva adorato.
E così ricordo che io e Chris passammo tutta la giornata a frequentarlo. Siamo andati a casa sua, e poi siamo andati a una festa a casa di Slash. Quella fu la prima volta che andammo a Los Angeles. Credo che avessi 19 anni. Quei ragazzi non avrebbero potuto essere più gentili.
Quindi sì, abbiamo questo rapporto di lunga data con Slash, Duff [McKagan, bassista dei GN’R] e Izzy. Non ho mai incontrato Axl [Rose, cantante dei Guns N’ Roses], quindi sono davvero entusiasta di conoscerlo.
Slash è fantastico, Duff è strepitoso, e Izzy è un chitarrista così cool e ha scritto della roba pazzesca. [Ride] Semplicemente una grande band. E sarà davvero divertente trovarsi e fare quei concerti.
Il presente e il futuro del Rock
Oggi, nel 2026, Rich Robinson guarda al futuro con la stessa determinazione degli esordi. Nonostante l’industria musicale sia radicalmente cambiata rispetto agli anni ’90, la sua missione rimane la stessa: mantenere vivo il fuoco del rock autentico.
Non mi preoccupo di dove stia andando l’industria. Mi preoccupo di dove sta andando la musica. Finché ci sarà qualcuno che vorrà ascoltare un amplificatore valvolare che ruggisce e una canzone che parla alla pancia, io sarò lì a suonare.
Con il tour mondiale che toccherà diverse venue storiche nel corso dell’anno, i The Black Crowes dimostrano di essere più in forma che mai, guidati dalla visione incrollabile di un musicista che ha fatto della coerenza la sua firma indelebile.

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