Richie Sambora – Aftermath of the Lowdown

Dangerous Music – Settembre 2012

Da sempre sostengo che l’anima ed il motore dei Bon Jovi, sia lui, Mr. Sambora, chitarrista e grande cantante rock. Nei due precedenti album da solista, “Stranger in This Town” e “Undiscovered Soul”, Richie ha messo in luce, oltre a delle doti notevoli alla chitarra, anche una voce potente e raffinata dalle sfumature blues. Chi segue i Bon Jovi sa che ormai Jon Bon Jovi dal vivo è scoppiatissimo, e se non fosse sorretto da Sambora, le sue esibizioni sarebbero imbarazzanti (già lo sono…). “Aftermath of the Lowdown” arriva a ben 14 anni di distanza dall’ottimo “Undiscovered Soul”, disco intimista che divveriva dalle atmosfere blues e hard rock di “Stranger in This Town” (il mio preferito).

“Burn that Candle Down” è’ subito grande rock americano, semplice e graffiante come piace a noi vecchi rocker. Al giorno d’oggi queste sonorità potranno sembrare fuori moda, ma ragazzi il rock è questo, chitarra, basso e batteria. Suoni leggermenti diversi e più melodici per “Every Road Leads Home to You”, brano che mi ha letteralmente affascinato sin dal primo ascolto per la melodia veramente bella e originale. Noto con piacere che Mr. Sambo non delude mai. “Taking a Chance on the Wind” è un’altra song semplice che si fa ascoltare con piacere, alternando passaggi acustici ad altri più rock. Richie nonostante sia uno dei migliori chitarristi degli ultimi 25 anni, non indugia troppo nei virtuosismi, come testimonia “Nowadays”, piacevole sorpresa di “Aftermath of the Lowdown”, per il suo essere così sbarazzina e quasi punk (prendete questa definizione con le molle, più che altro mi riferisco all’essenzialità degli arrangiamenti). “Weathering the Storm” mette in risalto la calda voce del chitarrista americano, qui alle prese con tonalità morbide e dal sapore beatlesiano. Grande e ricco di feeling l’assolo centrale. Questa canzone ricorda le ballad del periodo “These Days” (disco criticato ma a mio avviso di buona qualità).  Mi sono avvicinato a “Sugar Daddy” con qualche pregiudizio per via del titolo un po’ banale e ‘pop’, e purtroppo questi miei pregiudizi sono stati confermati dalla bruttezza di questa song. Sound vagamente moderno, melodia abbastanza banale e quei ‘…na na na…’ che salvo rare eccezioni (“Born to Be my Baby” dei Bon Jovi se li poteva permettere), non mi sono mai andati giù.

Voltiamo in fretta pagina, e “I’ll Always Walk Beside You” ci riporta il vero Richie. Song dal taglio acustico, molto vicino alla ballad, che ancora una volta mette in risalto le doti canore e l’abilità compositiva di Sambo. Inizio molto intimo con Richie che suona l’acustica e quasi timidamente canta accompagnando l’ascoltatore. A circa metà pezzo, il ritmo si fa più incalzante e si arriva al finale con pregevoli fraseggi di chitarra molto melodici. “Seven Years Gone” mi ha fatto venire la pelle d’oca, come ai vecchi tempi (quelli di “Stranger in This Town”). Un bel piano in evidenza introduce la song, seguito a ruota dalla chitarra e dagli altri strumenti. In un crescendo di emozioni si arriva al bel ritornello, non di quelli esplosivi ma di quelli che rimangono per tanto tempo stampati nella mente. Ancora grande rock, di quello tosto, con “Learning How to Fly with a Broken Wing”, song dove la chitarra gioca un ruolo da assoluta protagonista tra ritmiche e assoli.

Il finale e’ scritto da due canzoni dai toni rilassati, “You Can Only Get so High”, un po’ scontata sia per la melodia che per la struttura ma comunque sufficiente nel complesso, e “World”, breve acustica e ancora una volta legata ai Beatles. Avrei preferito una chiusura diversa, ma non si puo’ avere tutto.

“Aftermath of the Lowdown” mi ha davvero entusiasmato, e ancora una volta ringrazio Richie Sambora per le emozioni che ha saputo regalarmi.

richiesambora.com

Tracklist:
1. Burn That Candle Down
2. Every Road Leads Home To You
3. Taking a Chance On The Wind
4. Nowadays
5. Weathering The Storm
6. Sugar Daddy
7. Always Walk Beside You
8. Seven Years Gone
9. Learning How To Fly With A Broken Wing
10. You Can Only Get So High
11. World

Band:
Richie Sambora – voce, chitarra
Aaron Sterling – batteria
Matt Rollings – piano, organo
Curt Schneider – basso
Rusty Anderson – chitarra
Roger Joseph Manning, Jr. – tastiere

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