Nuclear Blast – 2021

Ricky Warwick pubblica il suo quinto album da solista dal titolo “When Life Was Hard & Fast” a cinque anni di distanza dall’ultimo disco “When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang the Blues)”. Il frontman dei Black Star Riders, nonché voce dell’ultima formazione della storia dei Thin Lizzy, ed ex-frontman degli storici The Almighty, ci regala un ulteriore album da solista, scritto e prodotto insieme all’ex Buckcherry Keith Nelson. Ricky Warwick è un artista che incarna alla perfezione l’anima dell’artista rock, nella sua versione più genuina e autentica del termine. Un musicista legato alle origini che trasmette una passione immensa, con una capacità di emozionare con dei testi sempre toccanti e le qualità più pure e assolute del rock ‘n’ roll. Con uno stile che copre le più belle sfumature del classic rock, del blues, del country e del folk, Ricky ha sempre espresso una qualità di composizione davvero profonda, con una voce che ci permette di fare sempre degli straordinari viaggi nel passato. Sono convinto che il leggendario e compianto Phil Lynott, a cui manca ogni giorno ad ogni singola persona amante del rock, non possa che essere fiero di aver visto da lassù Ricky Warwick intonare i suoi pezzi per le ultime volte sotto il nome dei Thin Lizzy a fine 2012. In quell’anno, la band decise infatti di proseguire sotto il nome di Black Star Riders, nel rispetto di Phil e della sua eredità musicale, in modo da non rilasciare nuovo materiale senza la voce di Phil sotto il nome della band che fondò nel 1969, ma pubblicando nuovi pezzi che avrebbero mantenuto il classico stile dei Thin Lizzy in suo onore, sotto il nome di Black Star Riders.

When Life Was Hard & Fast” è un album che continua a ispirarsi a questo stile eccezionale ed unico. Troviamo le inconfondibili sonorità vintage che vanno a fondersi con quel tocco di freschezza contemporanea che ravviva ed esalta il suono inconfondibile del passato. Il lavoro eccezionale che dimostra Ricky in quest’album, così come negli album dei Black Star Riders, è il saper mantenere il rispetto di uno stile che ha fatto la storia del rock riportandolo brillantemente ai giorni nostri, mostrando quindi la sua immortalità assoluta. “When Life Was Hard & Fast” è un album che dimostra una bellezza senza tempo, uno di quei dischi che potresti ascoltare infinitamente ed in qualsiasi situazione, con una capacità di fenomenale di trasmettere tanta energia e tanto buon umore. Artisti come Ricky ci permettono di riviere le origini del rock nel modo più entusiasmante possibile, incarnando alla perfezione quello che non è soltanto un genere musicale, ma un vero e proprio stile di vita.

Si comincia subito con “When Life Was Hard & Fast”, il pezzo titletrack dell’album. Un brano che da subito ricorda lo stile Black Star Riders, in particolar modo i ritmi rock più spiccati dell’album del 2015 “The Killer Instinct”. Un testo che ricorda la gioventù di Ricky passata nell’Irlanda del Nord, vivendo una vita spericolata senza pensieri ne paure. Il pezzo è infatti stato scritto con un amico con qui Ricky è cresciuto a Belfast, Sam Robinson. Le parole trascrivono quindi un ricordo della vita di trent’anni fa, senza telefono, senza internet, quando si giocava nei campi, nelle strade e si viveva a cielo aperto. Questo pezzo presenta inoltre un ospite d’eccezione ai cori, nonché un grande amico di Ricky, uno che ha venduto la modesta cifra di 150 milioni di dischi con i Def Leppard… l’inimitabile Joe Elliott. Ricky aveva infatti a suo turno contribuito con diversi backing vocals a vari album dei Def Leppard in passato. Possiamo quindi dire che, da buoni amici, il favore è stato contraccambiato. Il video del pezzo ritrae immagini delle gare automobilistiche del Royal Automobile Club Tourist Trophy che avvennero tra il 1928 e il 1936 nel circuito stradale dell’Ards Circuit, nell’Irlanda del Nord. È infatti raffigurato anche sull’artwork dell’album uno degli incidenti delle corse che avvenne nei campi della fattoria del nonno di Ricky nel County Down, luogo in cui proprio Ricky visse fino all’età di quattordici anni.

You Don’t Love Me” è un pezzo classic rock molto bello che raffigura un ulteriore ospite d’eccezione in quanto troviamo un assolo di chitarra di Luke Morley dei Thunder. È un brano che riesce ad evocare il triste sentimento di un amore non più contraccambiato in modo sicuramente malinconico e nostalgico ma allo stesso tempo con la volontà di voltare pagina ed iniziare una nuova vita. Come spesso accade nei pezzi di Ricky, troviamo dei racconti di vita che possono accadere a tutti, ritrovando quindi in lui un uomo sensibile che non ha paura di esporre i propri sentimenti e che può in qualche modo rappresentare quello che può accadere ad ognuno di noi.

Proseguendo con “I’d Rather Be Hit” troviamo un’altra traccia piena di significato, in questo caso anche politico, in quanto si tratta di una metafora che trascrive come i politici continuino a intraprendere azioni che sono ben lontane da quello di cui l’umanità ha veramente bisogno. Pace e comprensione sembrano temi molto lontani dalle loro azioni che non aiutano a migliorare la situazione in cui ci troviamo. La linea melodica di chitarra presente in questo pezzo è particolarmente ben riuscita, con momenti di spicco davvero azzeccati ed incisivi. Anche in questo pezzo troviamo un grande ospite in quanto l’assolo di questo brano viene suonato da Andy Taylor, ex Duran Duran e Power Station.

Gunslinger” è una cover di Mink Deville, una B-Side della sua hit del 1977 “Spanish Stroll”. Un pezzo che Ricky ascoltò per la prima volta all’età di dieci anni e che si promise di farne la cover un giorno nel futuro, quando avrebbe avuto una band. Un pezzo con riff di chitarra tanto grezzi quanto adrenalinici, con un testo che trascrive le parole di un vero gangster e che sicuramente si distingue in modo singolare.

Segue un pezzo molto particolare dal titolo “Never Corner a Rat”. A primo ascolto, senza porre attenzione al testo e basandoci solo sulla parte strumentale, potrebbe essere definito come il pezzo più divertente di tutto l’album, in quanto si sviluppa su un ritmo particolarmente sostenuto che suona come una carica condita di riff di chitarra vintage che danno un tocco molto originale e retro. In realtà, le parole trascrivono un racconto molto toccante in quanto si tratta della storia di un Marine dell’US Army tornato a casa dopo 20 anni di servizio, che Ricky incontrò dopo un concerto con i Black Star Riders. Questo veterano di guerra, infatti, racconta la sua sofferenza da stress post-traumatico (PTSD) di ritorno dalla guerra in Iraq, così come le difficoltà nel ritornare a vivere una vita normale, senza nessun supporto del paese che ha servito per tanti anni di vita. Ricky ha quindi voluto sottolineare questo grande crimine che purtroppo è molto diffuso e assolutamente inaccettabile.

Con “Time Don’t Seem to Matter” troviamo una ballad molto emozionante dove Ricky canta su una base melodica di chitarra acustica accompagnata da un leggero sottofondo di tastiere molto piacevole. Il testo è molto commovente in quanto è dedicato alla più giovane delle sue figlie, Pepper, di cui possiamo apprezzare una toccante partecipazione vocale proprio in questo pezzo. Ritroviamo quindi le parole di un padre che apre ai suoi sentimenti e alla mancanza della propria figlia quando non si trova a casa con lei, durante i lunghi periodi di assenza dei tour. Un’altra particolarità di questo pezzo è che si tratta di una versione demo. Quando Ricky decise di registrare questo brano, infatti, i tentativi di registrazione non trasmettevano quell’atmosfera speciale che si era creata in modo naturale nella versione demo, ragione per cui fu deciso di mantenere questa versione anche nell’album.

In un album dove tutti i pezzi hanno qualcosa di speciale e dove tutti dispongono della capacità di emozionare, troviamo il pezzo simbolo dell’album, quello che incarna il messaggio di redenzione e di non mollare mai di fronte alle difficoltà. “Fighting Heart” è un pezzo che arriva dritto all’anima, un pezzo che nei suoi riff semplici e nel suo ritornello accattivante trova tutta la sua potenza nel trasmettere un messaggio di valore che dà una carica non indifferente. Un pezzo che incita a non mollare di fronte a nessuna difficoltà della vita, a credere nei propri ideali e a non cambiare la propria personalità per impressionare gli altri. “Fighting Heart” è uno di quei brani da riascoltare di continuo, uno di quei pezzi che ti tirano su il morale, che ti danno la forza di ripartire e che ti aiutano ad affrontare gli ostacoli che troviamo sul nostro percorso. Un concentrato di energia, motivazione e iniezione di fiducia assolutamente eccezionale.

I Don’t Feel At Home” è una semi-ballad in stile southern rock dalle sfumature blues davvero molto ben riuscita. Questa traccia presenta la partecipazione di niente poco di meno che Dizzy Reed, tastierista dei Guns ‘N’ Roses, che apporta un gran tocco di classe a un pezzo che è ha davvero una componente rilassante molto emotiva. È un pezzo che, anche in questo caso, tratta di un messaggio importante in quanto espone le difficoltà delle persone che soffrono della dipendenza da droghe, e di come questa malattia impatti non solo la vittima, ma anche i familiari e gli amici che circondano la persona che ne soffre. Il pezzo racconta di come bisogna trovare un modo di uscire da questa dipendenza senza vergognarsi di chiedere aiuto, riconoscendo il fatto che si tratti una vera e propria malattia e che va curata, tendendo una mano a chi può aiutarci. Un altro messaggio di speranza per trovare la forza di combattere contro le avversità della vita.

Still Alive” si snoda su ritmi abbastanza elevati con delle linee melodiche suonate da Keith Nelson con la slide guitar che sono davvero efficaci ed accattivanti. Il testo è ispirato al film neo-Western “Hell or High Water” diretto da David Mackenzie, dove i protagonisti sono dei “fuorilegge dal cuore d’oro”, quei fuorilegge del passato che in realtà erano delle persone buone che infrangevano la legge per far del bene o per una giusta causa, come poteva essere un Robin Hood del dodicesimo secolo.

Proseguendo con “Clown of Misery”, troviamo un pezzo molto particolare in quanto Ricky ha dichiarato che questa traccia è stata registrata con lo smartphone in modo molto spontanea, solo voce e chitarra acustica, e che dopo che Ricky la inviò a Keith per chiedergli se valesse la pena che fosse registrata lui gli rispose che era praticamente già pronta. Ricky e Keith decisero quindi di tenere anche in questo caso la versione demo, applicando semplicemente un leggero effetto di distorsione che desse quel tocco da disco 78 giri della fine degli anni 40. Il pezzo sembra infatti una canzone malinconica in stile country dove ci si immagina questo brano cantato da un cowboy solitario in mezzo al deserto.

La prima parte dell’album si conclude con un pezzo esplosivo dal titolo “You’re My Rock ‘N’ Roll”. Un pezzo glorioso, energico, trascinante ed entusiasmante che celebra il rock ‘n’ roll. Una vera ode a tutte le cose positive che il rock ‘n’ roll può portare nella vita. Nessuno meglio di Ricky poteva intonare questo inno al rock… lui, il simbolo dell’artista rock cresciuto nel popolo. Un pezzo che non poteva concludere meglio questa prima parte di un album fantastico.

Ho menzionato il fatto che si tratti di una “prima parte” dell’album perché “When Life Was Hard & Fast” dispone di una versione Digipack composta da 2 CD dove nel primo disco troviamo l’album vero e proprio, mentre nel secondo CD troviamo 10 cover in versione acustica assolutamente sensazionali. Ricky ci delizia con cover di pezzi di tutti i generi, da Elvis Presley agli Iron Maiden, dai Ramones ai The Clash… e persino qualche sorpresa molto divertente che vi lascio scoprire nella tracklist qui sotto. Il bello è che nessuno di questi 10 pezzi è nato in acustico e quindi il riarrangiamento di Ricky è davvero originale e molto ben eseguito. Colgo l’occasione per ricordare che Ricky Warwick, insieme a Damon Johnson, ex membro dei Black Star Riders, hanno in passato effettuato un tour insieme in acustico davvero eccezionale dove anche in questo caso si erano esibiti in cover davvero trascinanti, mostrando quanto la musica in acustico sia un’altra delle grandi qualità di questi due artisti sensazionali, che hanno voluto condividere questa esperienza come amici ed ora ex compagni di band, in quanto Damon ha poi intrapreso una carriera da solista, rimanendo pur sempre legato amicalmente a Ricky e ai Black Star Riders.

When Life Was Hard & Fast” è un vero inno al rock. Un album che rappresenta un artista che è l’incarnazione del genere e che con talento, dedizione e cuore, sa trasmettere messaggi di speranza e di vita come nessun’altro. La sua musica e la sua voce trasmettono emozione, passione e volontà di non mollare mai, condividendo quindi con noi tante sensazioni positive. Ricky Warwick è l’immagine che dimostra che il rock è più vivo che mai, ricordandoci la grandezza del passato e guardando al futuro con ottimismo, voglia di combattere e di vivere un futuro che ha ancora tanto da offrirci.

Tracklist

Disc 1

When Life Was Hard & Fast
You Don’t Love Me
I’d Rather Be Hit
Gunslinger
Never Corner a Rat
Time Don’t Seem to Matter
Fighting Heart
I Don’t Feel at Home
Still Alive
Clown of Misery
You’re My Rock ‘N’ Roll

Disc 2

You Spin Me Round (Like a Record)
Oops!… I Did It Again
Summertime Blues
1000 Dollar Car
Cocaine Blues
I Don’t Want to Grow Up
I Fought the Law
Burning Love
Jesus Loves You… But I Don’t
Wrathchlid

Sito Ufficiale: https://www.rickywarwick.com/
Pagina Facebook Ufficiale: https://www.facebook.com/rickywarwickofficial

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