Penso che chiunque faccia parte del mondo metal, debba qualcosa a Ronnie James Dio, musicisti e non. Ronnie purtroppo è  morto, una morte che ha toccato tutti, e che ha lasciato un vuoto in tutti noi. Certo rimane la musica scritta dal genio/folletto, quella non morirà mai, ma sicuramente la mancanza di un personaggio del suo calibro, si farà sentire in eterno.

Nato nel 1942 a Portsmouth, si può tranquillamente considerare come uno dei vocalist più  influenti e personali dell’intero panorama metal. Non c’è cantante che non sia stato influenzato dal suo stile epico e a tratti graffiante, evocativo e unico. Il mio percorso musicale mi ha portato a conoscere (musicalmente) Ronnie nel 1990, con l’album Lock Up The Wolves, sicuramente non uno dei suoi dischi migliori, ma ricordo che fu amore a primo ascolto.  Da quel giorno mi sono procurato tutti gli album della sua carriera solista più i dischi registrati con i Rainbow, altro progetto che Ronnie ha reso speciale con la sua voce. Il nostro sito deve molto a Dio, non solo il nome che amichevolmente abbiamo “rubato” al disco dei Rainbow del 1978. La passione con cui scriviamo e ci appassioniamo al metal ci viene data da personaggi come lui, che dedicano una vita intera a questa stupenda musica, senza mai tradirla e amandola fino alla morte. E’ un duro colpo e lo dico senza retorica, perchè ogni sua uscita era sempre una sorpresa (positiva) e al tempo stesso una garanzia di qualità.

E’ vero, era malato da tempo, purtroppo uno di quei mali che difficilmente si riescono a curare, ma è doloroso e difficile essere qui a scrivere che Ronnie non è più con noi, e non potrà più regalarci nuove emozioni. Io non credo alle coincidenze, ma proprio il giorno prima che lui morisse, durante uno spostamento, io e mia moglie eravamo in macchina ad ascoltare Holy Diver, il suo primo capolavoro da solista, parlando di come certi pezzi siano ancora oggi attuali e del suo modo di interpretarli.  Dentro di me provo emozioni contrastanti, da una parte vorrei chiudermi in una stanza e ascoltarmi senza limiti di tempo tutta la sua opera, dall’altra ho quasi paura a prendere in mano un suo disco e pensare che lui non è più con noi.

Forse è ancora troppo presto per voltare pagina, sicuramente sarà una ferita che rimarrà. Immagino che poi inizierà la speculazione sulla sua morte, arriveranno compilation a raffica, tributi più o meno sinceri, ma i veri fan porteranno dentro di loro con molto rispetto il proprio dolore. Giorno dopo giorno mi chiedo fra una decina d’anni o poco più quali gruppi andrò a sentire dal vivo, mi sembra a volte che un’epoca stia tramontando e ne stia iniziando una nuova, non entusiasmante però, almeno per me. Chi ha lavorato o avuto a che fare con lui, lo ha sempre definito come una persona semplice e umile, e anche se non l’ho mai conosciuto, mi sento di dire la stessa cosa. Mi piace immaginare Ronnie su una montagna che ci guarda e ci invita a tenere alte nel cielo le nostre mani mentre fanno il gesto delle corna…

Non ho mai creduto e mai crederò in un dio religioso, ma crederò per sempre  a Ronnie James Padovano e alla sua musica.

WE ROCK !!!

p.s.:
In aggiunta a quanto scritto da Andrea posso inserire solo una piccola postilla. Un mio ricordo, ed esulto per questo… il concerto di Ronnie James Dio da solista. Era il Tradate Iron Fest e proprio in quella occasione, eravamo in tanti sotto la pioggia e lui, riconoscente ci ha ringraziato per la nostra voglia di non andare via, resistendo pazientemente e tutti pronti a cantare Long Live Rock’n’Roll. Ricordo l’emozione nel sentire il ‘mio’, anzi il ‘nostro’, brano e poter urlare a squarciagola le parole mitiche di un’epoca senza tramonto!!!

Ciao Ronnie James…
(Francesco Amato)

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