La serata promette bene fin dall’inizio… Tutto è a posto e io, anzi, noi siamo carichi… Per i fan 23 euro di biglietto per assistere all’esibizione di due gruppi come gli Alestorm e i Sabaton è tutto sommato accettabile…

L’apertura delle porte prevista per le 18 viene ritardata e davanti all’Alkatraz si comiciano a raggruppare un po’ di persone fino all’effettiva apertura alle 19:30 circa. Durante l’attesa Daniel Mÿhr, il tastierista dei Sabaton, uscito per fumarsi una sigaretta, concede foto e autografi ai fan.

Entrati dentro c’è da aspettare altri 20-25 minuti per l’uscita del primo gruppo sul palco. Intanto continua l’affluenza del pubblico, chi con magliette dei Sabaton o con bandiere svedesi, chi con magliette degli Alestorm, alcuni con mimetica, altri vestiti da pirati, altri ancora con abbigliamento non attinente ai gruppi in questione, ma tutti questi individui sono accomunati dalla stessa passione. Italiani, svedesi,inglesi e spagnoli, tutti nella mischia a sbraitare e muoversi quasi in preda alle convulsioni seguendo il ritmo accentuato della musica. C’è chi conosce i testi di un gruppo, chi dell’altro, chi entrambi e chi non apre bocca per niente…

I primi a suonare sono gli Alestorm, con i loro strumenti di color rosa tenue e verde acido. Intrattengono il pubblico per 1 ora e un quarto: Christopher Bowes, il cantante dopo il secondo pezzo eseguito, annuncia che sul palco non ci sarà lo special guest e che quindi suoneranno loro fino all’entrata sul palco dei Sabaton e la folla non è affatto dispiaciuta. La simpatia e la bravura della band hanno divertito ed esaltato il pubblico che è stato premiato con l’annuncio e l’esecuzione di un pezzo nuovo chiamato “Rum”.

Conclusa la performance, una birra accompagnata da una sigaretta, in sala fumatori, è quello che ci vuole… Rientro e le luci si spengono e parte “Final Countdown” degli Europe che scalda un pochino l’atmosfera… ma ciò che accade dopo è sbalorditivo a primo impatto: i membri del gruppo corrono sulla scena e appena si posizionano sul palco cominciano con le note di “Ghost Division” fra riflettori, fari sparati e fumo, con un onda di decibel che investe la folla presente che nel frattempo si è triplicata se non addirittura quadriplicata. L’entusiasmo della gene  traspira dalla loro pelle mentre il cantante fa tremare tutto con la potenza della sua voce. Alla fine di ogni brano la folla urla il nome del gruppo, e dopo il secondo pezzo eseguito, Joakim Broden, guardando il pubblico con commozione urla: ”Silence! I’ll kill you!” (cit. di Achmed the dead terrorist “Jeff Dunham”); per tranquillizzare il pubblico esaltato. Dopo la calma ristabilita il frontman ci confida il suo stupore nel vedere tanti fan così calorosi riuniti a Milano per assistere al primo loro concerto italiano da headliner e unica data italiana dell’attuale tour.

Durante il concerto Joakim stringe la mano alla maggior parte dei fan in prima fila (io mi sono guadagnato la mia parte del suo sudore sulla mia faccia), inoltre butta in mezzo alla folla 5 / 6 bottigliette d’acqua una delle quali autografata su richiesta del fan. Il singer ha la capacità di conquistare il pubblico con la sua sfrenata attività sul palco, con lo stretto contatto con la folla e con una piccata simpatia, mai presuntuoso e anzi commosso in ogni discorso riferendosi al pubblico con “my friends” e facendolo sembrare un discorso diretto e non univoco. In più, cosa non da poco, ha spiegato perchè, all’interno del locale, il prezzo delle magliette fosse di solo 10 euro, rivelando un acuto disprezzo per i negozianti che vendono gli stessi capi al doppio del prezzo.

Su richiesta dei fan, che hanno contattato il gruppo tramite facebook, i Sabaton eseguono anche “The Final Solution” il cui testo parla dell’olocausto, in memoria a quel nefasto massacro.

Grondante di sudore e con vene pulsanti, dopo la gamma dei pezzi più rinomati e conosciuti il cantante annuncia che il concerto è finito e dopo un ultimo ringraziamento la band lascia il palco lanciando i pletri in mezzo alla folla.

Si spengono le luci sul palco e la gente comincia a muoversi verso gli stand del merchandising o verso l’uscita. Non ho visto una faccia scontenta, non ho sentito una frase di demerito e se anche ce ne fossero state ero troppo occupato a godermi l’estasi profonda dell’esperienza…

Setlist:
1. Intro (Final Countdown)
2. Ghost Division
3. Uprising
4. Aces in Exile
5. Hellrider
6. Cliffs Of Gallipoli
7. 40:1
8. The Final Solution
9. Attero Dominatus
10. Coat of Arms
11. Saboteurs
12. Swedish Pagans
13. The Price Of A Mile
14. The Art Of War
15. Primo Victoria
16. Metal Machine / Metal Crüe

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