La programmazione del Rugby Sound Festival 2026 è davvero molto varia e con ospiti super. Nella serata del 16 luglio 2026, c’è stato il gradito ritorno di Salmo, ormai di casa sul palco della manifestazione. L’evento ha attirato un pubblico molto vario e con un’età anagrafica differente. Questo tour dell’artista sardo segna anche la celebrazione del suo album manifesto Hellvisback, che nel 2026 ha compiuto 10 anni. Una speciale pubblicazione intitolata Hellvisback 10 Years Later non è da molto uscita sul mercato discografico.
L’atmosfera tra il pubblico è davvero trepidante quando arrivo al Castello di Legnano, ritiro il mio accredito in cassa e noto che ancora non c’è nessuno sul palco. Dopo poco tempo è salito sul palco Scar, cantautore italiano che ha intrattenuto il pubblico con brani tratti dal suo primo lavoro intitolato Esordienti 1994, che fa riferimento alla sua classe anagrafica e al fatto di essere il suo primo disco. Massimo (vero nome di Scar) ci sa fare sul palco e gli auguro personalmente il meglio, vista anche la sua capacità interattiva con il pubblico. Brani come Chi chiami amore, Colline toscane e Tutto ciò che odio (insieme all’altro opener della serata, il rapper 18K) sono gradevoli e il sound proposto sfocia in diversi momenti in sonorità tipiche dell’indie italiano. Un nome su tutti? Motta.
Il tempo di un breve cambio palco e, assai acclamato, è salito proprio 18K. Devo dire che la sua fan base, composta in maggioranza da adolescenti o ventenni, sa a memoria ogni sua rima e la partecipazione del pubblico è stata assai calorosa. Classe 1997, è molto originale nella sua proposta: principalmente rap, ma con inserimenti decisi di trap, alternative music ed electro. I suoi lavori Diciotto e Grotto inferno sono stati riprodotti nelle canzoni principali sul palco e c’è stata anche l’ospitata dell’amico Macello in K West.
Una pausa non cortissima ha portato poi all’ingresso sul palco di Maurizio Pisciottu (meglio conosciuto come Salmo), che fin dall’opener On fire ha dimostrato di essere particolarmente infuocato (come il titolo della canzone). Coadiuvato soltanto da un dj, ha saputo tenere in pugno la folla, anche se onestamente e obiettivamente è stato penalizzato da un volume troppo basso, dove non si percepiva chiaramente la sua voce, e da suoni fin troppo impastati, con una quasi totale assenza dei bassi. Lo spettacolo ha visto anche la partecipazione di vari ospiti e amici, tra cui Lazza, che Salmo ha esageratamente definito l’artista italiano più bravo degli ultimi 10 anni. Salmo ha interagito spesso con il suo pubblico, invitando tutti i presenti al suo concerto in Sardegna del 25 luglio.
Vestito con maglietta nera, pantaloncini, occhiali da sole (che non ha mollato un attimo) e cappellino da pescatore, Salmo ha dimostrato perché si è fatto largo nell’ambito della musica italiana.
Anno davvero memorabile per l’artista sardo, che ha suonato al Firenze Rocks 2026 prima di Lenny Kravitz e all’evento concerto del notissimo dj Gabry Ponte a San Siro, cantando 90 Minuti.
E ha letteralmente asfaltato tutti con pezzi come Russell Crowe, Perdonami, Ho paura di uscire. A un certo punto si è cimentato anche come dj, per poi ritornare dopo qualche tempo con le sue rime e con i grandi successi tipo Aldo Ritmo, Il cielo in una stanza o la sua celebre cover Diavolo in me di Zucchero. Davvero un evento molto seguito, gradito e andato praticamente soldout.
Si ringrazia Francesca di Shining Productions.

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