Listenable Records – Febbraio 2015

E’ un muro sonoro di oscuro Doom / Stoner distorto e slabbrato, quello che ci troviamo di fronte ascoltando i Saturnalia Temple e il loro nuovo album “To the Other” secondo full-lenght della loro discografia. Gli svedesi ritornano sulle scene ancora più occulti che mai…

Si perché prima di tutto, la loro proposta è un lungo e intenso rituale a cui l’ascoltatore assiste in silenzio.

La musica in questo caso è un vero e proprio mezzo per comunicare le loro esperienze nel campo magico / esoterico. Le influenze di metà e fine anni settanta sono molto presenti, e vengono rilette ed estremizzate al massimo con alcuni elementi di primitivo Black Metal e psichedelia molto profonda.

L’incedere solenne, monotono, e ripetitivo dei riff riesce a indurre uno stato trance in chi ascolta, proiettando la mente in luoghi dimenticati, ed evocando sensazioni che ricordano il paganesimo e la stregoneria. A volte sembra di partecipare a un Sabba nel bel mezzo di una foresta…

Una band senza compromessi questa, che ha registrato e prodotto l’album nel proprio studio, il “Sitra Ahra” nelle foreste fuori Uppsala in Sevzia.

Questo ci fa capire quanto sia il concept che la musica siano completamente legati ai musicisti coinvolti che credono ciecamente in quello che fanno e che vogliono comunicare.

I suoni infatti sono totalmente naturali e analogici, e il “fuzz” di chitarre e basso è sempre enorme e presente. La batteria a volte, nel suo scandire tempi lenti e cadenzati senza variazioni, risulta anche monotona e noiosa ma quando si parla di Doom di questo tipo non lo trovo un difetto… Come detto in precedenza, le chitarre creano un tessuto di  accordi lunghi e ripetuti fino ad essere sfibranti, risultando addirittura lisergici. A completare tutto c’è la voce, maligna e cavernosa che evoca presenze incatenate nell’ombra.

Con “To the Other”, ci confrontiamo con un rituale magico messo in musica a tutti gli effetti.

Non è in dischi come questo che si cerca l’originalità a tutti i costi anzi. A volte come con i Saturnalia Temple, si pretende quasi la monotonia nel portare avanti un discorso musicale, che per ottenere l’effetto desiderato deve rimanere puro, senza contaminazioni o compromessi.

I fan sicuramente non rimarranno delusi e per tutti gli ascoltatori di Electric Wizard e simili c’è pane per i loro denti. Sicuramente, a prescindere dal proprio gusto bisogna dire che album così carichi, convinti e fedeli a un particolare credo musicale e concettuale ne escono veramente pochi. Monumentali.

saturnaliatemple.com

Tracklist:
1. Intro
2. Zazel Sorath
3. To the Other
4. Snow of Reason
5. March of Gha’agsheblah
6. Black Sea of Power
7. Crowned With Seven
8. Void

Band:
Tommie – voce, chitarra
Peter – basso

Saturnalia Temple - Band 2015

 

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