Saxon – Nibbs Carter, Intervista 2015

 

Siamo giunti al 21esimo album dei Saxon… incredibile la forza e la longevità di questa band che non finisce mai di stupirci. L’utlimo sforzo creativo si intitola ‘Battering Ram’, un album denso, profomdo, metal al 100%. Ed eccomo a confrontarmi ancora una volta con Nibbs Carter, bassista di lungo corso della band britannica e anche songwriter di tutto rispetto visto che la maggior parte del materiale inciso è stato scritto da lui come spesso avviene. E quindi… 21esimo album… chi sa se ci sono dei segreti per ottenere tutto questo successo e quale sarà l’elisir di lunga vita che la band ha trovato…

…Eh sì, 21 album sono tanta musica. A qualcuno verrebbe da chiedersi, ma perchè andare avanti… noi amiamo creare musica e amiamo suonare.
Per far sì che una band come la nostra possa funzionare devi vivere come se ti trovassi in una grande famiglia. C’è una sorta di tensione e piacere che deriva dal fatto di voler un po’ competere e mettersi a confronto con altre bane. A noi piace impressionare e non solo rimanere seduti a compiacersi di quanto fatto nel passato. A un certo punto della carriera di una band nasce un senso di orgoglio per quanto fatto ma allo stesso tempo questo orgogli o funge da motivatore ‘to keep on rocking’. Abbiamo molto orgoglio ed è questa lanostra forza vitale…

E’ bello vedere che esistono band che hanno tanto da dire anche se nulla più è loro richiesto. C’è sempre un’avventura dietro l’angolo, una nuova avventura… e che avventura magnifica questo ultimo ‘Battering Ram’.

Grazie, Siamo molto contenti del reisultato ottenuto con questo disco. Abbiamo una grande esperienza in studio e altrettanto esperienza dal vivo. Credo che i nostri ultimi quattro o cinque dischi riflettano bene questo momento. Credo che l’ultima produzione rispecchi alla perfezione il senso a ciò che io definisco l’ideale modernità dei Saxon.

Nibbs Carter è una persona molto gentile, disponibile e anche molto onesta, quindi mi posso permettere di interagire con lui chiedendogli se le mie sensazioni sull’album (energia, forza e potenza) corrispondono con le sue e se il suo pensiero è davvero oggettivo nell’esprimere un giudizio a proposito… (lo so, domanda scontata)… Ci sono tanti buoni spunti che vanno avanti e dietro nel passato e guardano al futuro. Bello ‘Destroyer’ e belle le atmosfere di ‘Stand your Ground’, mi piace molto anche la presenza delle tastiere che dà quel tocco di modernità non solo al brano ma all’intero album.

Concordo. Amiamo l’energia presente nei vecchi album dei Saxon e ci piace suonare dal vivo i brani storici. Fanno parte del nostro sangue ma noi siamo parte di una band che si evolve. Dobbiamo prendere nuovi spunti da questo tempo e dalle novità. Credo che il reale segreto sia non essere ovvi. Oppure subdoli. Per mantenere sempre alto il livello è necessario stupire sempre i nostri fan con cose inaspettate. ‘Destroyer’ è nato da un esercizio che faccio con la mia chitarra e il software di batteria nel mio home studio. Ho provato fino a quando sono riescito a trovare la giusta base con una ripetizione dello stesso giro ma con accordi diversi. Le tastiere in ‘Stand your Ground‘ sono state suonate da Jamie Scarratt, il figlio di Doug. Ho prearato il demo del brano, semprea casa mia. In un altro demo c’era un’altra sezione con le tastiere e Biff ha pensato che potesse andare bene per ‘Stand your Ground’, così ho messo insieme il tutto, funzionava. Abbiamo poi passato il demo a Jamie che è stato favorevole a suonare la base su batteria, basso e chitarre…. carino vero?
Sono molto orgoglioso di quest’album, di tutto e poi a dire il vero non ci sono state mai così tante mie idee in un album dei Saxon, sarò franco… è difficile che io possa essere obiettivo…

Da fan, non lo sono nemmeno io!!! Quali brani hai scritto?

Eye of the Storm‘, ‘Top of the World‘, ‘Kingdom of the Cross‘ and ‘Three Sheets to the Wind‘… sono quelli che non ho scritto io… hahahah

Sempre nel tuo studio?

Sì, con il mio Laptop computer, in questa stanza da cui ti sto scrivendo…

E’ certo che i Saxon non riescono più a fermarsi e continuano a sfornare materiale su materiale, davvero una storia infinita. Nuovi album, raccolte, DVD dal vivo (‘The Chronicles’ per citarne uno)… ma non sarà poi toppo per i fan anche come dispendio economico?

Forse, ma l’idea è solo quella di dare ai fan una chance di conoscere la storia della nostra band. E bello che tutti possoano conoscere la nostra storia e capire il perchè i Saxon siano ancora vivi e creativi.

Inizialmetne dicevo che ‘Battering Ram’ è un album 100% metal. Biff afferma che è meno rock’n’roll e un po’ più heavy.

Sono d’accordo. A metà del songwriting mi sono ricordato ciò che avevamo deciso: ‘Keep it metal‘. Fatto. Non è un album estremo è ovvio, ma non ha tracce come ‘Standing in a Queue‘, ‘Chasing the Bullet‘ o ‘Live to Rock‘, etc… ‘Battering Ram‘ va giù pesante fino alla nona traccia, ‘To the End‘ che è sempre abbastanza dura…

Ma perchè ‘Battering Ram’… perchè questo titolo?

Battering Ram è scritta come uno dei Judas Priest scriverebbe un brano dei Saxon. Quano ho iniziato il riff di questo brano ho subito pensato ‘niente cavolate e dritto al punto’, è questo che fa un grande brano metal. Ma l’intro, che viene ripetuto a metà del brano, a dire il vero è stato aggiunto dopo ed era stato scritto in origine per il brano ‘Sacrifice‘… a volte tutto ritorna insieme. L’idea fondamentale del brano è che l’energia è alla base dal rock e del metal e come la gente che viene ai concerti sia parte dell’energia dietro le transenne…

A proposito di transenne, concerti ed esibizioni live: i Saxon saranno in tour con Motörhead e Girlschool per celebrare il XXXX anniversario della lunga carriera della band capitanata da Lemmy (longliverocknroll.it era presente al XXX birthday party dy Londra, ndr) e a febbraio arriveranno per un unico ed imperdibile show in Italia. Fra queste band c’è un forte e antico legame di amicizia…

Eravamo pronti per andare in tour con i Motörhead nel 2013, ma Lemmy ha avuto problemi di salute e quindi niente. Poi a febbraio 2014 eravamo pronti ed è successa la stessa cosa. Poi ci è stato offerto di andare in tour con i Motörhead in questo perido e ci siamo andati e successivamente ci è stato proposto un tour  da novembre a febbraio…. quindi… mi piace l’idea di suonare di nuovo insieme. Abbiamo più di 35 anni di storia sulle spalle.
Credo che questi show con loro siano il putno di partenza per il Battering Ram World Tour e sono certo che ritorneremo da soli in nella primavera del 2016 toccando posti in cui non siamo andati in questi mesi di tour e speriamo di poter incontare quanti più fan italiani possibile, vecchi e giovani…. e fino ad allora… ciao… Rock Hard like a Battering Ram…

 

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