Serata tutta all’insegna del metal italiano, più precisamente piemontese, quella di Domenica 22 Novembre, una carrellata di gruppi estremi da non perdere per gli amanti del genere. Di ritorno al sepolcro, citando la loro ultima fatica discografica, sono i biellesi Opera IX il piatto forte, accompagnati dai torinesi Black Flame.

Ad aprire le danze gli Schwarz Pest, provenienti dal capoluogo piemontese, dediti ad un black con pochi fronzoli, non banale ma diretto oscuro e violento, ispirato alle sonorità tipiche della scena norvegese, con un cantato straziante ed un tappeto sonoro annichilente a sostenere il tutto. Il quartetto torinese è artefice di una buona performance, che apre la serata con la giusta dose di oscurità e cattiveria. La band è relativamente giovane, è nata nel 2009, ma ha già dato prova di buona maturità anche in sede live, e questa sera hanno tenuto alto il loro onore, visti anche i colossi con cui dividevano il palco!

Setlist :
Eternal War – A Realm Beyond – Whisper of Consciousness – Subhuman Theory (dal loro primo demo) – By my hands – De Homine et Capra

Con gli animi ancora caldi dalla performance precedente, ecco salire sul palco i Black Flame, storica band di Death-Black metal occulto, nata anch’essa nell’area torinese nel 1998. Qui il gioco si fa duro: nonostante suoni non chiarissimi in avvio di concerto i nostri si scatenano subito con assalti sonori senza compromessi, eseguiti con una precisione chirurgica ed una fierezza che lascia piacevolmente “stesi” gli uditori. I Black Flame dimostrano una professionalità ed una maturità degna delle migliori band, anche straniere, di fronte alle quali, ad opinione di chi scrive, non sfigurerebbero affatto. Il live è concentrato sull’ultima fatica della band, The origin of Fire: My temple of Flesh apre il set, seguita da Unholy Cult of Rejection, The fire union, e On the trail of the serpent in rapida successione. La qualità del suono migliora avvicinandosi al palco, e così ci si può godere appieno la potenza e la ferocia di questa band, che propone un gran spettacolo. Verso la metà del set, su Under the Bridge of Illusions i suoni migliorano decisamente ed allora il quadro è completo, la band si può esprimere ai massimi livelli, e gli ultimi quattro brani,il già citato under the bridge of illusions , The seventh Star, tratta dal precedente lavoro Septem , The Demiurge e First Litany of eternal nothigness, tratta da Conquering Purity fanno scatenare headbanging selvaggi ed esaltano a mille gli spettatori presenti in un finale veramente infuocato!

Setlist:
My Temple of Flesh – Unholy Cult of Rejection – The Fire Union – On the trail of the Serpent – Under the bridge of Illusions – The Seventh Star – The Demiurge – First litany of eternal nothingness

 

C’è grande attesa per gli headliner della serata, i biellesi Opera IX, che si dimostrano in gran forma sin dalle prime note di Act 1: The first Seal

con la vocalist Abigail Dianaria che da immediatamente grande prova del suo talento. Dopo diversi anni gli Opera IX tornano alla formazione con voce femminile, scelta si suppone condivisa da chi segue la band fin dai suoi esordi sul finire degli anni ’80. Lo storico chitarrista Ossian, con una formazione rinnovata e carichissima, riporta alla ribalta una band che negli scorsi 20 anni ha indubbiamente lasciato un marchio indelebile nella scena Occult Black Italiana e non solo. Per tutta la durata del set gli spettatori vengono deliziati con brani tratti da tutta la lunga carriera dei nostri, ed Abigail Dianaria, alternando sapientemente growl, scream e cantato pulito, danzando come in un sabba, riesce ad incantare e far cantare il pubblico entusiasta. La classe non è acqua, ed Ossian e compari lo dimostrano appieno durante lo spettacolo, che ammalia, esalta, e crea la giusta atmosfera mistica ed oscura, pur senza ricorrere effetti teatrali esagerati, con tanta buona musica scritta ed eseguita sapientemente. Gli Opera IX interpretano con personalità il genere Occult Black Metal, regalando all’ascoltatore emozioni oscure ed evocando ricordi ancestrali, da veri pilastri del genere. Anche gli Opera IX dedicano gran parte della scaletta alla loro ultima fatica, Back to Sepulcro, da cui propongono, oltre al brano di apertura, anche The Oak, Sepulcro, l’inedita Consecration. Un assaggio del precedente lavoro viene dalla song Mandragora. Il finale della cerimonia è affidato alla acclamatissima Maledictum, cantata a gran voce da tutto il pubblico presente. Anche qui, siamo a testimoniare che esistono realtà di casa nostra che nulla hanno da invidiare ad altre realtà, e che il metal di qualità, per essere tale non deve necessariamente provenire da chissà quali lande desolate e lontane.

 

Setlist:
Act 1: The first Seal – The Oak – Mandragora – Sepulcro – Consecration – Maleventum

 

La serata è stata ben organizzata, le band sono state eccezionali, forse si poteva sperare in un numero di presenze ancora maggiore, ma dato il giorno in cui si è tenuto l’evento si puòò affermare che l’affluenza di pubblico sia stata più che buona. Un plauso particolare va a m:A Fog, batterista dei Black Flame ed ora anche degli Opera IX, che ha suonato due set senza perdere un colpo, con una ferocia devastante ed una precisione chirurgica, davvero notevole! In conclusione una gran bella serata, con tanta buona musica metal italiana, a conferma che il genere è tutt’altro che morto qui a casa nostra!

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