È scomparso a 68 anni Kenny Morris, batterista storico dei Siouxsie And The Banshees, figura fondamentale per il post-punk britannico. La notizia è stata confermata da diverse fonti, tra cui il giornalista e amico personale di Morris, John Robb, su Louder Than War. Non è stata resa nota la causa del decesso.
Kenny Morris, inizialmente volto della scena punk londinese, si unì ai Siouxsie And The Banshees dopo aver assistito a uno dei loro primi concerti dal vivo. Autodidatta, sviluppò uno stile incentrato sui tom, che conferì un suono tribale e inedito alla musica della band. La sua tecnica, combinata con la registrazione innovativa del produttore Steve Lillywhite per il singolo di debutto “Hong Kong Garden”, contribuì a creare un suono di batteria imponente e influente per il genere post-punk.
Morris ha suonato sui primi due album dei Siouxsie And The Banshees, “The Scream” (1978) e “Join Hands” (1979), diventando un elemento chiave del loro suono live e contribuendo a definire il carattere gotico e post-punk della band. La sua collaborazione con il chitarrista John McKay terminò nel settembre 1979, pochi giorni prima di un concerto a Aberdeen, e portò alla sostituzione con Budgie, che aiutò la band a evolversi verso sonorità new wave.
Dopo l’uscita dai Siouxsie And The Banshees, Morris si dedicò a vari progetti musicali, al cinema e alle arti visive. Nei primi anni ’90 si trasferì a Cork e più recentemente ha esposto le proprie opere a Dublino, oltre a tornare a suonare con la band post-punk goth Shrine Of The Vampyre. Durante la pandemia ha completato la stesura delle sue memorie, il cui libro è previsto in uscita nel 2026.
John Robb ha ricordato Morris con queste parole:
“Era dolce, loquace, artistico e una compagnia affascinante. La sua eccentrica bellezza era adorabile. È stato un privilegio conoscerti, Kenny, e ci mancheranno la tua dolce eccentricità, i tuoi lunghi messaggi su WhatsApp, la tua arte e la tua presenza gentile in un mondo crudele.”

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