comunicato stampa
SISKA – “Lonely Tomb” NUOVO SINGOLO & VIDEO UFFICIALE dal nuovo album Broken Dreams
I SISKA presentano “Lonely Tomb”, nuovo singolo estratto dall’album Broken Dreams, pubblicato il 16 gennaio 2026.
Il brano è accompagnato dal video musicale ufficiale, ora disponibile online.
L’album Broken Dreams è composto da 11 tracce ed è stato interamente interpretato vocalmente da Tim “Ripper” Owens, che accompagna la band lungo tutto il concept del disco.
Il disco è stato interamente mixato e masterizzato da Max Norman, produttore e ingegnere del suono che ha contribuito a definire la storia dell’heavy metal lavorando su album fondamentali come:
Ozzy Osbourne
Blizzard of Ozz · Diary of a Madman · Speak of the Devil · Bark at the Moon · Tribute
Megadeth
Countdown to Extinction · Youthanasia
Il disco vede inoltre la partecipazione vocale speciale di Tim “Ripper” Owens, vocalist dei KK’s Priest ed ex cantante dei Judas Priest.
VIDEO UFFICIALE
Il videoclip di Lonely Tomb è ispirato alla vicenda di Luisa Ferida, celebre attrice del cinema italiano degli anni ’40, uccisa il 30 aprile 1945 in uno dei periodi più tragici e confusi della storia del nostro Paese.
La sua morte non fu soltanto un omicidio fisico, ma un assassinio simbolico: un omicidio della bellezza, dell’arte e della libertà di amare.
Luisa Ferida fu punita non per ciò che fece, ma per ciò che rappresentava e per la persona che amò: l’attore Osvaldo Valenti, uomo fragile, segnato da dipendenze, che finì per avvicinarsi a determinati ambienti senza che ciò costituisse prova di colpevolezza nei crimini di cui venne accusato.
La storia, col tempo, ha chiarito che Luisa Ferida non ebbe alcun ruolo nelle torture o nelle violenze che le furono attribuite, e che quelle accuse nacquero da confusione, strumentalizzazione e vendetta, in un contesto in cui il confine tra giustizia e sommaria repressione era ormai dissolto.
Parte del videoclip è stata girata anche presso Villa Triste a Milano, luogo reale in cui avvennero interrogatori e violenze durante l’occupazione. Questa scelta non ha intenti ideologici, ma storici e narrativi, ed è funzionale a restituire il peso morale e l’oscurità di quegli anni.
La vicenda di Luisa Ferida fu aggravata anche da una distorsione dell’identità, poiché una donna legata alla Banda Koch si spacciò per lei, contribuendo a costruire un’immagine falsa che ebbe conseguenze irreversibili.
Lonely Tomb racconta dunque la storia di una donna incinta, bellissima e innocente, uccisa senza processo, e di una violenza che non si fermò con la sua morte, ma continuò anche dopo, attraverso il saccheggio della sua abitazione, come se nemmeno l’eliminazione fisica fosse stata sufficiente a placare l’odio.
Ma il brano va oltre la cronaca storica.
Lonely Tomb è anche una riflessione sul lato più oscuro dell’essere umano e pone una domanda radicale:
COME PUÒ UN UOMO ARRIVARE A DECIDERE CHI MERITA DI VIVERE E CHI NO?
In questo senso, la canzone parla dell’uomo quando perde ogni limite morale, quando la guerra, la paura e la vendetta annullano l’umanità e trasformano le persone in giudici assoluti della vita altrui.
Oggi si parla giustamente di violenza sulle donne, ma Lonely Tomb pone una riflessione più scomoda:
QUALI VITTIME SCEGLIAMO DI RICORDARE E QUALI, INVECE, PREFERIAMO DIMENTICARE PERCHÉ METTONO IN CRISI LA NOSTRA COSCIENZA COLLETTIVA?
Luisa Ferida fu una donna la cui storia non offriva un consenso facile, e proprio per questo è rimasta a lungo ai margini della memoria.
Da qui nasce l’ultima domanda che il brano solleva, forse la più importante:
SE L’ARTE NON SCUOTE LE COSCIENZE, SE NON È ONESTA, SE CERCA SOLO APPROVAZIONE E CONSENSO, QUALE COMPITO HA DAVVERO? E QUALE UTILITÀ PUÒ AVERE?
L’ispirazione di Lonely Tomb nasce da un’esperienza personale di Mattia Sisca, che trovandosi a Milano si è imbattuto casualmente nella tomba di Luisa Ferida. Non conoscendone la storia, ha iniziato a informarsi, maturando la sensazione che quell’incontro non fosse casuale, come se quella vicenda dimenticata avesse ancora bisogno di essere raccontata.
Da questa esperienza individuale è nato un percorso artistico condiviso, che la band ha scelto consapevolmente di fare proprio e di firmare collettivamente.
Lonely Tomb non è un brano politico.
È un atto di memoria, una riflessione sull’ingiustizia e sull’oscurità dell’animo umano, e un richiamo al ruolo più autentico dell’arte: dire la verità, anche quando è scomoda.
Sul concept dell’album “Broken Dreams”
“Broken Dreams” non è semplicemente un album — è un viaggio.
Un concept album che si apre come un racconto cinematografico, e che scava a fondo nelle fratture del tempo, della memoria e della resistenza.
Attraverso undici brani, Siska e Tim “Ripper” Owens ci guidano tra imperi che crollano, strade infestate, eroi dimenticati e battaglie interiori che riecheggiano attraverso i secoli.
Le canzoni parlano di un mondo sull’orlo del collasso — dove la storia si distorce, la verità viene bruciata sul rogo, i sogni si frantumano e lo spirito si rifiuta di morire.
Dalla furia ribelle di “Thunderbird” alla devastazione di “Broken Dreams”, fino alla tragedia sacra di “Mother Nature”, l’album esplora la grandezza e la caduta della condizione umana.
I brani strumentali come “Last Days”, “Daydream” e “The Inexorable Passage of Time” offrono momenti di sospensione e riflessione, come respiri silenziosi prima che la tempesta ritorni.
“Broken Dreams” è un disco che parla di rimanere in piedi mentre il mondo crolla, di custodire la fiamma viva dentro una tomba di silenzio, di ritornare, anche quando il tempo dice che non puoi.
È un viaggio dentro la fragilità umana, un grido che attraversa le epoche, un invito a non dimenticare.

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