Skunk Anansie – Anfiteatro Camerini, Piazzola sul Brenta (PD) – 17 Luglio 2016

 

Partiamo dalla fine…

Little Baby Swastikkka”. Uno dei pezzi più potenti e provocanti del primo immenso esordio della band. Skin, forse la migliore front woman degli ultimi 20’ anni, che in Italia è anche super star televisiva.  Il foltissimo ed entusiasta pubblico di Piazzola. Questi sono i tre elementi che hanno creato lo SPETTACOLO!

Skin, ci chiede silenzio, ci fa sedere tutti  e, come un moderno Mosè, fa aprire un canale che collega il palco al centro della piazza, ci dice di essere certa che ci prenderemo cura di lei  e scende.. arriva tra la gente cantando.. piano con calma e poi via via al crescendo, sempre di più. Pensi che lei corra sul palco e invece.. no. Canta e salta in mezzo a tutti, nel delirio come se fosse uno spettatore. Semplicemente grandissima.

Nell’era dei selfie e del protagonismo da social network, le vere icone sanno che devono rendere omaggio allo spettatore, farlo diventare importante, parte dell’evento. L’immenso e forse inarrivabile Bruce Springsteen insegna da molti anni l’equazione pubblico sul palco = successo assoluto.

Degna chiusura dell’ennesima dimostrazione che Skunk Anansie sia uno dei migliori prodotti musicali degli ultimi decenni. Ho avuto la fortuna di amarli e vederli LIVE fin dagli esordi  nei tour di “Paranoid & Sunburnt” “Stoosh” e “Post Orgasmic Chill” . Persi poi un po’ per strada a causa di scioglimenti, dischi solisti e reunion di basso livello li ho ritrovati poi in piena forma nel tour acustico di qualche anno fa e ad altissimo livello con il nuovo album “Anarchytecture” . Torna allora ad essere un grande piacere assistere, nella meravigliosa cornice dell’Anfiteatro di Villa Camerini a Piazzola sul Brenta ad un loro nuovo live. La band mantiene intatto il sound granitico che la caratterizza. I nuovi pezzi proposti si integrano perfettamente con i grandi classici, e dunque le varie “The sinking feelings” “Bullets” “Beauty is your course” , la splendida ballad “Death to the lovers” e il ritmato singolo “Love someone else” bene si alternano con “I believed in you”  “Secretly” “Everyday hurts” “Charlie big potato” “Hedonism” . Il live scivola via con una Skin  che fin dal terzo pezzo si lancia tra la folla, fa salire sul palco una ragazza batterista (Elisa Montin) che improvvisa una fenomenale e pesantissima jam con Ace e Cass, dialoga con il pubblico in italiano, critica la Brexit… ma più che altro canta, canta benissimo come da sempre ci ha abituato.

Grande alchimia nella band, Ace, Cass e Mark sono una garanzia di solidità di suono e potenza e Skin, assoluto cavallo di razza è la ciliegina sulla torta. Ennesimo grandissimo Live.

Long Live Skunk Anansie & Long Live Rock & Roll!

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