Mi piace particolarmente portare (o riportare) l’attenzione su quello che è stato il primo vero grande capolavoro del folk metal, disco al quale un buon 80% delle odierne band appartenenti a questo filone deve rendere grazie… sto parlando degli Skyclad  e dell’album ‘Pince Of The Poverty Line’.

Ebbene sì… nel 1994 approdava sugli scaffali dei negozi di musica questo “Pince Of The Poverty Line”, quartogenito del sestetto anglo-gallese che delineava maggiormente le basi folk del loro songwriting pur mantenendo la crudezza metal, generosa eredità che Martin Walkyier si era portato dietro dai Sabbat, e che dal successivo capitolo (Irrational Anthems) verrà accantonata per un folk hard rock d’atmosfera (il bellissimo Oui Avant-Garde A Chance).

La produzione è sufficiente e forse troppa limpidezza non avrebbe giovato a un lavoro di questo tipo, dove la rude voce di Mr. Walkyer sembra nascere dalle viscere di una società messa alle strette dalle ipocrisie politiche… e l’altro ingrediente forte della loro discografia e soprattutto di questo capitolo degli Skyclad sono i testi (come nel caso di Fish nel periodo Marillion: delle autentiche poesie, in cui l’utilizzo di un linguaggio sofisticato rende ancora più efficace il grezzo songwriting; leggendo i testi traspare incazzatura, vergogna verso una società di cui si è costretti a far parte,proponendo la protesta (una Civil War Dance) come sistema di autodifesa…

Contenuti a parte, Prince Of The Poverty Line è un disco di folk heavy metal tutt’altro che melodico… le parti di violino che armonizzano le strutture di quasi tutte le songs sono oscure e decadenti, così come molto compressi sono i suoni di basso e chitarra e la batteria non ci sta a essere troppo regolare… canzoni come Civil War Dance, Cardobard City (spettacolo) e The One Piece Puzzle sono l’esempio maggiore dell’evoluzione folk della band, formate da strutture trascinanti e grandi cori urlati; Womb Of The Worm, Sins Of Emission e A Dog In The Manger invece portano ancora i segni del passato della band essendo maggiormente orientati a un heavy (a volte pseudo thrash) classico… da citare in ultimo la conclusiva The Truth Famine, piccola gemma a se stante in un contesto da rivoluzione sociale.

Per chi li ha scoperti dal ’96 in poi questo disco potrà non far impazzire, idem per chi li sta scoprendo adesso…per chi li ama da una vita (come me) riascoltarlo sarà sempre un piacere! Ed anche se negli anni sono comparse realtà (In Extremo, Korpiklaani per citarne alcuni) maggiormente particolareggiate, la base del folk metal si è iniziata a costruire da questo platter in poi. Da avere…

Tracklist:
1. Civil War Dance
2. Cardboard City
3. Sins Of Emission
4. Land Of The Rising Slum
5. The One Piece Puzzle
6. A Bellyful Of Emptiness
7. A Dog In The Manger
8. Gammadion Seed
9. Womb Of The worm
10. The Truth Famine

Band:
Martin Walkyier – voce
Steve Ramsey – chitarra
Dave Pugh – chitarra
Cath Howell – violini, tastiere
Graeme English – basso
Keith Baxter – batteria

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