Il leggendario chitarrista dei Guns N’ Roses, nato come Saul Hudson e cresciuto a Stoke-on-Trent, ha recentemente rilasciato un’intervista approfondita a The Times in cui ha riflettuto sulla sua vita, sulla sua carriera e sul suo attuale stato d’animo riguardo al paese in cui risiede da decenni. All’età di 60 anni (compiuti il 23 luglio 2025), l’icona del rock ha espresso considerazioni molto franche sui cambiamenti sociali negli Stati Uniti e sull’ipotesi sempre più concreta di fare ritorno nel Regno Unito.
Durante la conversazione, il musicista ha ripercorso anche i momenti più bui del suo passato, caratterizzati da uno stile di vita sregolato che ha seriamente messo a repentaglio la sua incolumità prima di raggiungere la sobrietà. Parlando dell’attuale clima socio-politico americano, ha spiegato le ragioni che lo spingono a guardare con nostalgia e interesse verso la sua terra d’origine.
L’America di oggi è diventata un luogo molto diverso rispetto a quello in cui sono cresciuto o in cui ho vissuto per gran parte della mia carriera. C’è una tensione costante e una polarizzazione che ti fanno riflettere su dove vuoi davvero stabilirti per il futuro. Sento il richiamo del Regno Unito in modo molto forte ultimamente; c’è una parte di me che non ha mai lasciato del tutto quelle radici ed è lì che penso di voler tornare.
L’intervista ha toccato inevitabilmente anche la storica traiettoria con i Guns N’ Roses, con cui ha calcato i palchi dei più grandi stadi del mondo, lasciando un segno indelebile nella storia del rock con album epocali come Appetite for Destruction. Slash ha ribadito come la maturità e il superamento degli eccessi gli abbiano permesso di ritrovare una nuova linfa creativa, mantenendo intatto il legame con la musica ma con una prospettiva di vita decisamente più solida e riflessiva.

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