Oggi, 14 Febbraio 2020, è una ricorrenza significativi per tutti i “veri e puri” fans di Slash. Cade infatti, una significativa ricorrenza! 25 anni fa, esattamente il 14 Febbraio 1995 (anche se in Italia era già disponibile dal giorno precedente) usciva il primo disco degli Slash’s Snakepit “It’s five o’clock somewhere“.

E’ il suo primo disco completo al di fuori dei Guns N’ Roses. La fine dell’infinito tour per promuovere “Use Your Illusion” si era concluso nel 1993 (e si era trasformato anche in “Skin and Bones tour”, date certamente con meno gente sul palco al di fuori di loro e anche con un momento acustico), con molte perdite. Izzy Stradlin, stufo del carrozzone aveva mollato il colpo con l’ultima data a Londra il 31 Agosto 1991 ed era subentrato Gilby Clarke.

Slash, Duff e anche Matt lottavano con tante dipendenze e Axl era una scheggia fuori controllo che faceva parlare molto per i suoi ritardi sul palco e vari leggendari litigi. Si doveva programmare anche il nuovo vero album dopo quello di cover, “The Spaghetti Incident? ” e già l’atmosfera si surriscaldò ulteriormente con la pubblicazione del singolo di “Sympathy for the devil” (cover dei The Rolling Stones) per la colonna sonora di “Intervista per il vampiro”. Gilby era stato licenziato da Axl e il suo posto era stato preso dall’amico d’infanzia Paul Huge e ormai la band non sapeva che direzione intraprendere dal punto di vista musicale. Slash voleva continuare a produrre sani dischi di puro rock n’roll, mentre Axl voleva far evolvere la band anche in territori industrial tipici dei Nine Inch Nails o anche qualche punta di grunge alla Soundgarden.

I pezzi che compongono “It’s five o’clock somewhere” sono perlopiù derivanti da demo sottoposti da Slash e Gilby ad Axl Rose, per il nuovo disco dei Guns N’ Roses e ritenuti dal rosso leader , “non all’altezza”. Slash li volle assolutamente registrare nel suo studio personale chiamato Snakepit (era notoria la sua passione per i serpenti) e chiamò ad aiutarlo amici storici quali Gilby Clarke e Matt Sorum, affidò il ruolo di bassista a Mike Inez degli Alice In Chains e il posto di cantante al quasi sconosciuto Eric Dover, chitarrista ritmico dei Jellyfish in tour e chiamato ad un provino da Mark Danzeisen, batterista di Gilby Clarke.

Alcuni candidati quali Ron Young dei Little Caesar, Spike dei Quireboys e diversi altri provarono con Slash ma non se ne fece nulla. La Geffen credette fortemente nella band e la mette sotto contratto. La produzione del disco è affidata ad un nome legato a doppio filo ai Guns N’Roses. Tale guru risponde al nome di Mike Clink.

La copertina è davvero bella e rappresenta un serpente stilizzato che ricorda in tanti aspetti Slash e uno sfondo rosso davvero d’impatto. 14 canzoni che sinceramente ho consumato e che sono tutti o bene male gioiellini. Il tour di supporto è davvero incessante. Ci sono date da headliners e ci sono anche esperienze come supporters di bands storiche quali Bon Jovi, Van Halen e Metallica (ultima data della band per questa sua prima fase a Donington nell’agosto 1995).

La band venne a suonare anche in Italia, l’8 Luglio 1995 al Pistoia Blues e fu davvero epico. Molti lo ricordano anche per la trasmissione integrale del concerto filmato dalla mitica Videomusic. Slash ricorda il titolo da una curiosa esperienza in aeroporto. Voleva del whisky in prima mattina e al rifiuto del barista,gli dice che da qualche parte del mondo,devono essere le 5.

Il disco vendette dignitosamente, specie in Italia, anche se non divenne un bestseller e negli Usa raggiunge soltanto il 70 posto in classifica.

La voce di Dover è veramente coinvolgente, anche se dal vivo alcune volte cerca confronti sbagliati, tentando di emulare Axl Rose. Di suo è un frontman davvero tosto, se invece va a cercare paragoni, sbaglia e perde.

“It’ s five o clock somewhere” lo definirei “il figlio mai nato di Appetite for Destruction“. E’un vero peccato che Axl non abbia creduto in questi brani. Alcuni di questi sembrano fatti per la sua voce . Cito la blueseggiante “Neither can I“, che apre splendidamente il disco e rifatta in seguito anche con il progetto Slash’s Bluesball, “Be the ball“, un rock davvero scatenato sulla falsariga di “You could be mine” e che celebra l’amore di Slash per il flipper o il bellissimo singolo midtempo di Led Zeppeliniana impronta “Beggars & Hangers on“, scritta in collaborazione col bassista dei Guns N’Roses, Duff McKagan.

Ci son duelli chitarra e voce come nell’ipnotica “What do you want to be?” e nella splendida ballad “Back and forth again”, che è davvero ben riuscita. Ci sono anche momenti dedicati all’amore, che Slash celebra a suo modo con “I hate everybody but you” (Odio tutti tranne te) dedicato alla prima moglie, la splendida e bellissima modella Renee’ Suran. C’è anche un pezzo strumentale al fulmicotone nato dalle menti di Slash e Mike Inez “Jizz da pit”, che in seguito Quentin Tarantino uso’ per un suo film.

Pezzi davvero selvaggi quali “Dime store rock” e “Monkey Chow” (nato dalla mente di Gilby Clarke) ti fanno ancora più amare Slash. In questo disco abbiamo il nostro TopHat preferito in forma smagliante. Assoli davvero tosti e a volte assai lunghi, che ti spazzano letteralmente via. E’ un peccato che poi causa abbandono di Eric Dover, che volle dedicarsi ai suoi Imperial Drag, la band venne accantonata per anni.Nella formazione dal vivo troviamo la sezione ritmica dei Pride and Glory, James Lo Menzo e Brian Tichy che prendono il posto di Mike Inez (impegnato con gli Alice in Chains) e di Matt Sorum (che non voleva fare uno sgarro ad Axl).

Dopo la fine del tour, Axl e Slash si ritrovano in studio ma ormai la situazione e’compromessa e nell’ottobre 1995 Slash annuncia che si separa dai Guns N’ Roses e successiva lettera di Axl a Mtv che afferma che Slash non faceva parte(secondo lui) della band da diverso tempo. Un disco ,che ogni fan dei Guns N’Roses e di Slash dovrebbe avere nella sua collezione.

Recensione di Mauro Brebbia

Line-up

Eric Dover: lead vocals
Slash: lead & rhythm guitars, backing vocals
Gilby Clarke: rhythm guitar, backing vocals
Mike Inez: bass, backing vocals
Matt Sorum: drums
Additional musicians: Dizzy Reed (keyboards & backing vocals) / Teddy Andreadis (harmonica) / Paulinho da Costa (percussion)

Tracklist

Neither Can I (Slash / Dover)
Dime Store Rock (Clarke / Dover / Slash)
Beggars And Hangers-On (Slash / Dover / McKagan)
Good To Be Alive (Slash / Clarke / Dover)
What Do You Want To Be (Slash / Sorum / Dover)
Monkey Chow (Clarke)
Soma City Ward (Slash / Sorum / Dover)
Jizz Da Pit (Slash / Inez)
Lower (Slash / Sorum / Dover)
Take It Away (Slash / Dover / Sorum)
Doin’ Fine (Slash / Dover)
Be The Ball (Slash)
I Hate Everybody But You (Slash / Dover)
Back And Forth Again (Slash / Dover)

Mauro Brebbia
Author

Write A Comment

X

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi