Slayer + Amon Amarth + The Shrine – Ippodromo delle Capanelle, Roma – 12 Luglio 2016

 

Un concerto degli Slayer e’ come venire catapultati in un girone infernale, fuoco e fiamme stasera all’ippodromo delle Capannelle di Roma, dove i quattro demoni ritornano dopo qualche anno di assenza per presentare il loro ultimo lavoro Repentless. Ad accompagnare i quattro californiani ci sono due bands un po’ fuori contesto dal genere proposto dagli headliner, ma non per questo meno interessanti : The Shrine e Amon Amarth.

Ad aprire la serata ci pensano gli Shrine, power trio anche loro californiani, che ci proponono un mix micidiale tra Motorhead, Black Sabbath e Black Flag. Avevo sentito il loro ultimo lavoro Rare Breed e devo dire che anche dal vivo confermano quello di buono fatto sul disco. Una mazzata questi tre ragazzi, look anni 80, strumentazione essenziale, ci propongono parecchi brani tratti dall’ultimo lavoro. Josh Landau voce e chitarra sembra un indemoniato, partorisce riff senza tragua e mantenendo sempre alta la tensione, mentre la parte ritmica composta da Court Murphy al basso e Jeff Murray alla batteria creano un muro veramente potentissimo. Promossi a pieni voti, aspettiamo di vederli in un contesto piu’ adatto al genere proposto.

20160712_200947

Setlist :

Tripping Corpse – Destroyesr – Rare Breed – Worship – The Volture – Death To Invaders – Dusted And Busted  – Nothing Forever

Altro genere con gli Amon Amarth da Stoccolma che ci propongono un Death Metal melodico con tematiche vichinghe e mitologiche. La scenografia degli svedesi e’ davvero impressionante, due teste di drago ai lati della batteria, monolitici con simboli vichinghi e uno sfondo davvero imponente dietro a tutto, che cambia in base al brano proposto. Devo dire che pur non facendomi impazzire come genere, gli Amon Amarth hanno davvero un impatto sonoro potentissimo, chitarre taglienti, melodia nei riff e negli assoli di chitarra, batteria terremotante, voce growl e un ottima presenza scenica. Gli svedesi ci fanno assaporare un paio di brani dall’ultimo lavoro Jomsviking per poi proseguire con brani piu’ datati, rendendo felici i molti fans presenti stasera.

20160712_211229

Setlist:

The Pursuit Of Vikings – As Loke Falls – First Kill – Cry Of The Black Birds – Death In Fire – Deceiver Of The Gods – Runes To The Memory – War Of The Gods – Raise Your Hornes – Guardians Of Asgaard – Twilight Of The Thunder God

Qualche minuto di pausa, il tempo per il cambio palco e verso le 22:30 le luci si spengono e parte l’intro di Repentless, da notare lo sfondo con la copertina raffigurata dell’ultimo lavoro, i nostri inondano il pubblico con una scarica di riffs infernali, il volume secondo me era un po’ troppo basso ma con il passare del tempo e’ migliorato. Post Mortem dal capolavoro Reign In Blood ha una melignita’ senza eguali, Hate Worldwide e Disciple davvero potenti e ben eseguite. I quattro californiani ci continuano a devastare proponendo i loro classici di sempre quali : War Esemble, Mandatory Suicide, Season In The Abyss, South Of Heaven, Black Magic, Fight Till Death intervallate con i brani piu’ recenti della loro discografia ma non per questo meno cattive: You Against You, When the Stillness Comes. Da rimarcare l’ottima prova di Gary Holt alla chitarra e Paul Bostaph alla batteria, non e’ facile sostituire due mostri sacri come Jeff Hannemann e Dave Lombardo, prova superata a pieni voti. A chiudere la setlist Angel Of Death, che non ha bisogno di commenti. Tom Araya in discerta forma, sorridente con il pubblico, Kerry King una macchina da guerra. Concerto devastante nonostante sia durato un po’ pochino circa un ora e quindici, ma tanto basta per distruggere tutto e lasciare feriti sul campo di battaglia.

20160712_232301

Setlist :

Repentless – Postmortem  – Hate Worldwide – Disciple – God Send Death – War Ensemble – Whien The Stillness Comes – You Against You – Mandatory Suicide – Fight Till Death – Dead Skin Mask – Seasons In The Abyss – South Of Heaven – Raining Blood – Black Magic – Angel Of Death

 

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*