Soilwork – Sworn To A Great Divide

 

Nuclear Blast – Ottobre 2007

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando i Soilwork han fatto la loro comparsa sulla scena metal mondiale… era il 1995 e forse non erano in tanti quelli che avrebbero scommesso su questo combo svedese. E invece, oggi ci troviamo ad ascoltare e parlare del loro settimo lavoro in studio: “Sworn to a Great Divide”, che segna il loro brillante ritorno a due anni dal precedente “Stabbing the Drama”.

In realtà con il precedente lavoro molte critiche sono state mosse verso Speed & soci per via della loro nuova attitudine melodica che ha reso “Stabbing the Drama” molto più leggero, sia nelle parti vocali che nelle melodie, rispetto ai lavori precedenti. Ma nonostante ciò, possiamo dire che oggi i Soilwork sono riusciti a dar vita ad un sound riconoscibile, un marchio di fabbrica che imprimono su ogni loro nuovo lavoro e che vale da garanzia per ogni ascolto. Nel periodo dell’omologazione metal, loro sono tra i pochi che ancora riescono a dar vita a qualcosa di personale, a un sound Soilwork che li distingue dagli altri gruppi che ogni giorno emergono dal polverone.

Detto ciò, passiamo al nostro caro e nuovo “Sworn to a Great Divide”: prodotto presso i Not Quite Studio di Helsingborg, che vede anche la collaborazione diDevin Townsend (leader degli Strapping Young Lad) per la registrazione delle parti vocali. Dunque, “Sworn to a Great Divide” parte subito col piede sull’acceleratore grazie alla title-track, che fa da apripista per questo nuovo lavoro: possente fin dalle note iniziali, ritmiche prettamente di ispirazione trash con un cantato molto sporco che si apre a dei buoni inserimenti melodici per poi lasciarsi andare ad una brusca accelerazione nel finale; energica è dir poco, in questo caso!!!

Spazio poi al primo singolo estratto da questo lavoro, “Exile”, che strizza l’occhio alle sonorità migliori di “Stabbing the Drama” e mette in rilievo il massiccio muro sonoro creato dalle due chitarre. Si procede alla grande, poi, con “Breeding Thorns”: molto cattiva nel cantato e incalzante nel ritmo e con un buon connubio basso-batteria nel finale. Ancora una volta sono le chitarre a farla da padrone in “Your Beloved Scapegoat”, che risulta molto strana per quanto riguarda il sound e l uso della voce di Speed, che ancora una volta mostra tutta la sua potenza e la sua duttilità vocale. “The Pittsburgh Syndrome” è un pugno diretto allo stomaco: sincopata, trash, cattiva, veloce, breve (di durata) ma intensa all?ennesima potenza; insomma da pogo sfrenato. E il pogo continua con la successiva “I, Vermin” che presenta una batteria in grande spolvero e un gran bel intreccio tra growl e parti melodiche, sicuramente uno dei migliori pezzi di questo lavoro. “Light Discovering”, invece, parte fin da subito più rilassata e pulita, dando cos vita ad una bella atmosfera. As The Sleeper Awakes si apre con un suono di batteria molto veloce, intervallata da più inserti elettronici, quindi il sound globale è molto veloce e incazzato al punto giusto. “Silent Bullet” inizia molto bene per poi proseguire in un crescendo di suoni e vibrazioni accompagnati dalla grintosa e possente voce di Bjorn Speed Strid con un apprezzabile assolo di chitarra nel finale. “Sick Heart River”, si mette in luce sia per il continuo intreccio tra growl e melodia, sia perchè risulta piuttosto strana per il Soilwork sound, ma davvero molto bella. La chiusura di questo nuovo lavoro, è affidata a “20 More Miles”: continui cambi di tempo e un ritmo che gira a 1000 grazie all?apporto del talento di ogni singolo componente del gruppo.

Il nostro ascolto è terminato e, personalmente, posso dire davvero che mi son trovata di fronte un altro ottimo lavoro dei Soilwork, nonostante le critiche che li accusano di essere diventati pi? melodici. La verità è che, ascoltando “Sworn to a Great Divide”, ci si rende conto dell’ottimo lavoro fatto per la produzione di questo album, testimoniata soprattutto dalla cura minuziosa per ogni singolo dettaglio, per ogni arrangiamento. Il suono è perfetto: nonostante la melodia, presenta molte parti più heavy rispetto al lavoro precedente con conseguente recupero di sonorità trash e death!!!

Insomma, se questi sono i Soilwork e i lavori ‘che sfornano’, ben venga, perchè di gruppi come loro non ce ne sono molti e quei pochi che ci sono, noi non ci stancheremo mai di ascoltarli!!!

www.soilwork.org

Tracklist:
1. Sworn To A Great Divide
2. Exile
3. Breeding Thorns
4. Your Beloved Scapegoat
5. The Pittsburgh Syndrome
6. I, Vermin
7. Light Discovering Darkness
8. As The Sleeper Awakes
9. Silent Bullet
10. Sick Heart River
11. 20 More Miles

Band:
Bjorn “Speed” Strid – voce
Sven Karlsson – tastiere
Daniel Antonsson – chitarra
Ola Frenning – chitarra
Dirk Verbeuren – batteria
Ola Flink – basso

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