Nuclear Blast – Luglio 2010

E ci voleva proprio così tanto per una band capace e talentuosa come i Soilwork, fra i capostipiti dello Swedish death metal, per sfornare finalmente un album degno della loro fama? Dopo la splendida accoppiata formata da “Natural Born Chaos” e “Figure Number Five”, i ragazzi di Helsingborg sembravano essere entrati in tunnel senza uscita nel quale stavano tentando disperatamente di riuscire a bissare il successo dei succitati album, pretendendo contemporaneamente di alleggerire il più possibile le loro sonorità, rendendole accessibili al maggior numero di persone (il tutto confermato anche dalle loro interviste passate). Il risultato è rappresentato dal discreto ma nulla di più “Stabbing the Drama” e dall’ultrapessimo “Sworn to a Great Divine”.

Insomma le premesse non erano delle migliori, eppure i nostri, grazie anche al rientro all’ovile del bravissimo chitarrista Peter Wichers, ci hanno reso una performance in studio a dir poco strabiliante. Bjorn “Speed” Strid & soci questa volta non avevano davvero più nulla da perdere e, forse, questo ha permesso loro di lavorare in maggiore libertà, facendo ciò che riesce loro meglio: scrivere canzoni dal tasso ultratecnico, ultraveloce ma con tasso di brutalità da band realmente “estrema”. A partire dall’avvio di “The Panic Broadcast”, fino a giungere alle note conclusive, il clima è realmente da panico: “Late for the Kill, early for the Slaughter” è semplicemente annichilente per tasso tecnico ed aggressività. Finalmente ritornano il drumming forsennato e dal taglio leggermente prog che ormai era diventato un lontano ricordo, gli intricati assolo di Wichers che tanto ci mancavano; e che dire della prova al microfono di “Speed”? I suoi registri vocali sono diventati un  qualcosa di disumano, tanto che non so fino a che punto riuscirà a riprodurre certi passaggi in sede live. Come già detto c’è molta cattiveria, ma c’è anche spazio per brani dallo scorrere meno ostico come “The Thrill” ed “Epitome”. Resta il fatto che i nostri non hanno voluto compiere un ulteriore passo falso ed hanno preferito abbandonare le loro velleità commerciali, cercando invece di sintetizzare il più possibile tutte le esperienze musicali passate, da quelle più tecniche e feroci degli esordi, al power groove imbevuto di influenze più catchy degli ultimi anni. Il risultato è un album che merita più d’un applauso.

Bentornati nel mondo della buona musica, Soilwork… ci siete mancati!

www.soilwork.org

Tracklist:
1. Late For The Kill, Early For The Slaughter
2. Two Lives Worth Of Reckoning
3. The Thrill
4. Deliverance Is Mine
5. Night Comes Clean
6. King Of The Threshold
7. Let This River Flow
8. Epitome
9. The Akuma Afterglow
10. Enter Dog Of Pavlov

Band:
Bjorn ‘Speed’ Strid – voce
Peter Wichers – chitarra
Dirk Verbeuren – batteria
Sven Karlsson – tastiere
Ola Flink – basso
Sylvain Coudret – chitarra

Redazione
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