2025 – 4LEntertainment
Dopo diversi EP, i Sons of Silver, band originaria di Los Angeles, debuttano con un vero e proprio full-length, intitolato “Runaway Emotions”.
Il nome è la traduzione in americano di Argyropoulos, cognome del leader e cantante Peter Argyropoulos.
La band ha creato molto “vibe” con un’attenta campagna pubblicitaria ed è stata persino scelta da un supermassimo del rock quale Myles Kennedy, per aprire le date del suo tour americano.
I componenti della band non sono certo esordienti, ma hanno tutti, bene o male, una lunga carriera alle spalle.

Insieme a Peter Argyropoulos, troviamo infatti Adam Kury, ex bassista dei Candlebox, autentici trionfatori nelle classifiche statunitensi degli anni Novanta e che incidevano per l’etichetta Maverick, di proprietà di Madonna, Kevin Haaland, ex chitarrista degli Skillet e omonimo per cognome del fortissimo centravanti del Manchester City, Erling Haaland, il neoarrivato nella band, Marc Slutsky, che ha suonato la batteria per nomi di prim’ordine quali Third Eye Blind, Goo Goo Dolls e Todd Rundgren.
Completa la band la tastierista Brina Kabler, che è ingegnere del suono di questo lavoro e, tra le altre cose, è anche la moglie di Peter Argyropoulos.
Per completare al meglio questa già interessante presentazione al pubblico, per la qualità dei musicisti coinvolti nel progetto, vi dico che come produttore è stato scelto Tim Palmer, produttore inglese che ha lavorato su dischi di David Bowie, Tears for Fears, The Cure e Bon Jovi.
Il genere della proposta musicale della band è chiaramente di matrice rock.
Non ci sono influenze predominanti l’una sull’altra, ma di certo la band sa intrattenere con la propria proposta, che risente di vari “echoes” molto diversi tra loro, quali U2, Rolling Stones, The Clash, Radiohead ed, in alcuni tratti, persino (secondo me) degli HIM di Ville Valo.
Dieci canzoni per quasi quaranta minuti di musica, che in alcuni momenti possono anche ricordare momenti malinconici e intensi tipici dei Type O Negative, e che sanno suscitarti ogni tipo di emozione.
Parto col citarvi la mia canzone preferita del lavoro, “Ghosts”, che si apre intensamente sulla scia di band leggendarie come i Led Zeppelin e subito dopo si trasforma in una canzone degna dei The Cult dei tempi d’oro.
La voce di Peter è molto intensa e graffiante allo stesso tempo. Certamente non vuole strafare con acuti ad effetto, visto che ha una voce assai narrativa e profonda, chiaramente forgiata sugli insegnamenti di David Bowie, Scott Weiland, Iggy Pop e diversi altri.
La band suona davvero bene e la sezione ritmica formata da Slutsky e Kury è molto affiatata.
Le belle chitarre di Kevin Haaland, in alcuni frangenti dominate da distorsori, sono davvero molto intense e funzionali alle composizioni.
Brina completa il tutto con intensi inserimenti di tastiere qua e là.
Questo disco potrà mettere d’accordo amanti del rock tanto quanto amanti di sonorità dark e new wave.
“Nobody Minds” è molto new wave anni Ottanta e quasi tocca territori dei The Alarm di Mike Peters ed è anche dominata da un riff veramente assassino di Haaland.
Il pezzo più ritmato è certamente “Warning Signs”, dannatamente rock e punkeggiante allo stesso tempo.
Secondo il produttore Tim Palmer, la band rappresenta l’essenza del classico rock alternativo. La loro musica è dominata sia da potenza sia da cruda emozione e hanno pure testi molto profondi. “È stato un piacere lavorare con loro.”
Il lavoro si chiude con la splendida piano ballad “Friends”, che è un velato omaggio a mostri sacri quali Neil Young e Tom Petty.
Il rock ‘n’ roll è vivo e vegeto. Non c’è personalmente bisogno di troppi altri generi e sono sicuro che questo gruppo ha tutte le carte in regola per fare parlare di sé durante la loro (si augura lunga) carriera.
Mauro Brebbia
TRACKLIST:
- Tell Me This
- Just Getting Started
- Giving It Back
- Running Out Of Words
- Baby Hang On
- Ghosts
- Nobody Minds
- Warning Signs
- Hold Tight
- Friends
SITO WEB: facebook.com/SonsOfSilver
Band:
- Peter Argyropoulos: voce, chitarra ritmica.
- Brina Kabler: tastiere.
- Adam Kury: basso.
- Kevin Haaland: chitarra solista.

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