Spazio Rock Party – Legend Club (Rock in Park), Milano – 18 Giugno 2015

Rock in Park 2015 - 18.06.2015 Legend Club Milano

Tu pensi di aver visto tanti live, tante serate e tanto rock’n’roll. Pensi sempre di sapere cosa ti aspetta quando conosci le band, gli artisti e la musica che ami; eppure non smetti mai di sorprenderti. La serata realizzata in collaborazione coi ragazzi di Spazio Rock al Legend Club di Milano è iniziata presto per me, con alcune interviste e un caldo torrido che solo chi passa le estati nelle grandi metropoli asfaltate è abituato a sopportare. Ne è valsa la pena. C’è speranza per la scena rock italiana; lo sapevo prima di questa sera e ne sono più che mai convinta dopo aver visto sul palco alcuni dei nostri più grandi talenti in una serata gratuita assolutamente riuscita. Doveroso un applauso ai ragazzi del Legend Club per averci fatto questo regalo così come l’intera ricchissima programmazione del Rock in Park 2015, 4° edizione di un festival che ha a tutti gli effetti cambiato la concezione di musica live nel milanese con 20 date e più di 80 band per un mese di musica live non stop alla portata di tutti.

I KLOGR (si pronuncia Kay-log-ar) battezzano il palco con una sferzata di energia che attrae come un vortice tutti quelli che nonostante le zanzare mannare stavano bivaccando in giardino. Freschi di un nuovo EP + DVD “Make Your Stand”, questa band alternative metal ne ha fatta di strada dal 2011 – anno di formazione – ad oggi, calcando i palchi di tutta Europa e aprendo per nientedimeno che i Limp Bizkit lo scorso 13 giugno al Obihall Teatro Di Firenze. Graffiante e potente, la voce di Gabriele ‘Rusty’ Rustichelli scatena subito entusiasmo e coinvolgimento, e il pubblico apprezza. Ora capisco meglio l’origine del nome, KLOGR, che richiama la legge di Weber-Fechner, quella che spiega la relazione tra la portata fisica di uno stimolo e la percezione umana dell’intensità di tale stimolo. Ebbene posso garantirvi che i KLOGR ci hanno stimolato l’applauso scrosciante spontaneo, e che abbiamo apprezzato anche la digressione di Rusty sulla salvaguardia degli oceani durante la presentazione di uno dei suoi pezzi dedicati a questa causa. Va detto che insieme ai Klogr sono numerosissimi gli artisti che sostengono Sea Shepherd: dagli Aerosmith ai Red Hot Chili Pepper, Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, Moby…

SETLIST

Zero Tolerance, Breaking Down, Draw Closer, Make your stand, King of unknown, Hell of Income, Bleeding, Guilty and Proud, Guinea Pigs

Dopo una brevissima pausa e il secondo round in giardino tra caldo e zanzare (i ragazzi di SpazioRock spargevano Autan e zampironi dal loro stand sotto la veranda), eccoci pronti per gli Hell in The Club. I ragazzi dovevano aver deciso di mandarci a casa stravolti e contenti, perchè non si sono risparmiati un solo secondo, portando sul palco una mitragliata di rocknroll e adrenalina, facendo cantare perfino i bicchieri del bar che tintinnavano sul bancone durante i ritornelli. Un bel mix di pezzi con un tiro micidiale tratti dal primo (Let the games begin – 2011 Avenues Of Allies) e dal secondo album (Devil on my Shoulder – 2014 Scarlet Records), con la voce di Davide in splendida forma, sempre in movimento neanche fosse un’istruttore di Zumba e l’intera band affiatata e super dinamica sul palco. Una vera festa, puro rocknroll, ritornelli accattivanti e coinvolgenti, (“Devil on my Shoulder” l’hanno cantata anche i gazebo in giardino, l’album è una bomba) questi ragazzi hanno una carica positiva contagiosa senza pari, dei pezzi che ti si piantano subito in testa, e una voglia di divertirsi e far divertire che li rende immediatamente unici. Se vi chiedete sempre perchè in Scandinavia pullula di rock band di successo anche giovanissime e qui in Italia abbiamo solo gli “Amici di Maria” a riempire gli stadi…beh informatevi. In serate come questa, in periferia a Milano te lo regalano il rock che amavi tanto a scuola, quando lo ascoltavi col walk-man e le musicassette. Le abbiamo anche noi queste perle rare, solo che sono nate loro malgrado nel paese meno adatto, e fanno più fatica a farsi conoscere pur macinando migliaia di km l’anno per portarvi la loro musica e dare l’anima sul palco ogni sera, dividendosi tra più progetti ma con l’entusiasmo carico in egual misura. Lo spirito della loro esibizione può riassumersi tutta nelle parole di Davide che prima di farci perdere definitivamente la voce con “Rock down this place” ha commentato: “oggi è giovedì…domani si lavora? Ma a noi che cazzo ce ne frega!” E giù di rock’n’roll. Ed è davvero questo lo spirito, qui e adesso, finchè ci sono luci, musica, sorrisi e amici domani è lontano, viviamola al massimo, basta guardare Andy (basso) e Picco (chitarra), quei due si divertono talmente tanto sul palco da sembrare due quattordicenni che suonano in cameretta saltando sul materasso. Insomma una band che live sa regalare uno spettacolo assoluto, consigliatissimi.

SETLIST

Natural born rockers, Proud, Devil on my Shoulder, Rock down this place, Candyman, We are the ones, Raise your drinking glass, On the Road, No appreciation

Prima dell’ultimo cambio palco ecco il momento targato Spazio Rock tanto annunciato. I ragazzi della redazione proiettano un video di pochi secondi che recita più o meno così “are you ready to rock? Spazio Rock Festival 2016, Live Club Trezzo“. Una bellissima notizia e un bellissimo segnale per tutti, l’applauso spontaneo non tarda ad arrivare, è davvero importante continuare a portare band internazionali ma soprattutto Italiane sui nostri palchi, organizzare momenti di grande musica live e dimostrare che siamo in grado di gestire questo tipo di eventi. Il magazine ha deciso di darsi una missione speciale per la prossima stagione: quella di supportare e dare spazio alle band emergenti, a quelle realtà che trovano troppo poco spazio per esprimersi e mostrare ciò di cui sono capaci. Gli auguriamo di farlo nel migliore dei modi, e attendiamo trepidanti di scoprire la line-up e la data del Festival.

Prima del live dei Secret Sphere, a sorpresa, parte un altro video sullo schermo del Legend…una faccia nota ci saluta dagli States, si tratta di Michele Luppi, da pochissimo nuovo membro effettivo degli Whitesnake, il cantante dei Secret Sphere ci tiene a fare un grosso in bocca al lupo alla sua squadra, e a tutti gli ospiti che si alterneranno sul palco per interpretare i suoi pezzi. Gli applausi e le maledizioni da invidia feroce si sollevano in egual misura.

Ed eccoci alla storica band power metal italiana; unico show estivo della formazione, pronta a scaldarci con ben 6 voci d’eccezione:

 Davide Mora5s: frontman degli Elvenking e degli Hell in the Club

Jan Manenti: voce graffiante dei Love.Might.Kill

Lisy Stefanoni: tra le più apprezzate voci femminili del nostro panorama – Evenoire

Max Malmerenda: l’urlo di guerra dei Bad Bones, alfieri dell’hard rock made in italy (al lavoro sul nuovo album)

Marco Sandron: già voce di Pathosray e Eden’s Curse, attualmente Starsick System

Roberto ‘Ramon’ Messina: un bel ritorno, dopo aver dato la voce proprio ai Secret Sphere per più di un decennio

Inutile dire che poteva trattarsi solo che di una festa totale. Dalle primissime note interpretate da Max, che ha riempito ogni timpano presente di tutta la sua potenza vocale con una grinta e un rispetto assoluto nei confronti dei pezzi assegnati, così come Jan, Marco, Ramon, Lisy, Davide… In tutte le esibizioni una bellissima intesa con Marco Pastorino (chitarra), che ci ha dimostrato a suon di assoli e sorrisi a 64 denti come dividere il palco con un ospite sia un piacere e un divertimento puro, creando un insieme a dir poco perfetto e contagiandoci con la passione che ciascuno ha messo nella propria esecuzione. Tanto di cappelo a Andy (basso) per aver tenuto il palco per due live consecutivi e alla spettacolare e peculiare presenza scenica di Gabriele Ciaccia (tastiere), con la sua Korg bianca che sembrava possederlo come un demonio tarantolato.Ci saranno altre serate come questa al Legend, è quello che ci auguriamo tutti. Questa è stata una vera festa fatta solo di note positive… ecco magari un pò troppe zanzare…ma una cosa ve la posso garantire: di rock’n’roll ce n’era di più 😉

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