Il frontman degli Stryper, Michael Sweet, ha recentemente rilasciato alcune dichiarazioni destinate a far discutere la comunità metal. Durante un’intervista video, il cantante e chitarrista ha ammesso candidamente di non aver mai subito il fascino dei Metallica, spiegando che il loro sound non rientra nei suoi gusti personali e che, potendo scegliere, la sua preferenza va decisamente a icone del metal classico come i Judas Priest.

Nel corso della chiacchierata, Sweet ha affrontato il tema della leggendaria band di San Francisco con grande onestà, sottolineando come – pur rispettando l’enorme successo e l’importanza storica del gruppo di James Hetfield e Lars Ulrich – la loro proposta musicale non sia mai riuscita a fare breccia nel suo cuore di ascoltatore.

“Non sono mai stato un grande fan dei Metallica”, ha confessato apertamente Michael Sweet. “Non è il mio stile di metal. Farei persino fatica a ricordare una sola loro canzone dall’inizio alla fine. Conosco ovviamente i riff più famosi e i loro brani più celebri che passano costantemente in radio, ma se devo sedermi ad ascoltare un album, non scelgo i Metallica. Preferisco di gran lunga ascoltare i Judas Priest, gli Iron Maiden o i Dio. Quel tipo di metal classico e melodico è decisamente più nelle mie corde”.

Sweet ha poi voluto chiarire che la sua non è una critica al valore della band, quanto piuttosto una pura questione di preferenze stilistiche, legata soprattutto all’approccio vocale e alla struttura delle canzoni del thrash metal rispetto al metal più tradizionale degli anni ’80.

Nonostante i gusti personali, il leader degli Stryper non ha potuto fare a meno di riconoscere l’impatto culturale devastante che i Metallica hanno avuto sulla musica mondiale, elevando il metal a fenomeno di massa.

“Nessuno può negare quello che hanno fatto. Hanno cambiato il volto della musica heavy e hanno costruito un impero globale. Il loro successo è strameritato, sono dei giganti. Semplicemente, quando si parla di gusti personali e del tipo di musica che mi emoziona, io vado in un’altra direzione”.

 

Redazione
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