Se cercate sul dizionario il significato di “SuperCharger” (NdR in italiano “compressore”) troverete più o meno questa spiegazione: dispositivo che aumenta la pressione o la densità dell’aria alimentata da un motore a combustione interna lasciando bruciare più carburante, massimizzando in tal modo il suo potere. Dopo aver visto un live dei SuperCharger, band danese che ha appena concluso il minitour italiano di 4 date, riclassificherete la definizione come “badass rock’n’roll” dal potere incendiario e dal sound travolgente che aumenta a dismisura il potere della musica di farvi godere i timpani e scuotere le ossa. Questi 5 ragazzi di Copenaghen sono dei veri e propri animali da palcoscenico; esplosivi, energici, pura carica rock in grado di travolgere e coinvolgere il pubblico, sanno come mantenere viva l’attenzione grazie al loro stile mai monotono che spazia dal rock al punk al metal al blues e trasmette tutta la loro passione sconfinata per la musica. Assistere ai live shows di questo tour ha dimostrato una volta di più quanto valga la pena non solo comprare buona musica, ma fruirla dal vivo, perchè è proprio in queste occasioni che il sudore e la passione raggiungono l’apice della bellezza.

I SuperCharger non sono nuovi al pubblico Italiano, erano già riusciti a conquistare un discreto seguito durante le loro date come supporters degli H.E.A.T e delle Crucified Barbara nel 2014, ma si sono definitivamente guadagnati moltissimi nuovi fans con queste date al fulmicotone in veste di headliners. I rockers hanno inaugurato il tour al GotoStorto, un rustico live-pub immerso nella campagna Padovana che brilla come un faro nella notte alimentato dalla passione dei suoi gestori per la musica dal vivo. Il primo dei 4 shows ha generato una straordinaria energia, (spettacolare l’esecuzione di “Blood Red Lips”, ultimo singolo, e devastante “Supercharged”, traccia dell’ultimo album che ha un intro super accattivante che fa venir voglia di sollevare il pugno al cielo e gridare barbaricamente tutta la nostra passione per il rock). Molti i fans arrivati anche da altre città del nord per incontrare la band, e una bellissima atmosfera dal primo all’ultimo secondo del concerto. Le assi di legno del piccolo palco veneto si sono trasformate in lava rovente, e i pezzi più carichi dei tre album sono stati suonati con un’energia sorprendente. Esaltante vedere le ragazze scatenarsi e ballare nelle prime file, incredibile e in puro stile punk rock il bassista (K.D. Johansen) che dopo aver fatto accidentalmente cadere l’asta del microfono si è disteso a terra per continuare a cantare e non interrompere lo show suonando come se fosse stato comodamente adagiato sul divano. Davvero un portento di energia questo bassista, punk rock dentro e fuori. Salta, gira su se stesso e fa headbanging senza mai abbandonare il suo basso che sembra quasi un’ amante. Incredibilmente coinvolgenti i due pezzi acustici “Mrs Ferguson” e “Goodbye Copenaghen” che hanno trasformato il locale in un saloon del vecchio west pieno di rocknroll cowboys anche grazie all’attitudine perfetta del frontman (Mikkel Neperus)che appena messo piede sul palco ha dimostrato tutta la potenza della sua voce incisiva e adatta a tutti i generi che caratterizzano il repertorio della band, coinvolgendo ogni singola persona presente senza risparmiarsi un solo secondo. Alla fine del live i fans si sono raccolti intorno alla band che si è fermata a bere una birra e chiaccherare con tutti con una disponibilità e una cortesia esagerate, prestandosi per foto e autografi fino a tarda notte.

La seconda data prevista al Live Keller di Curno (BG) è stata aperta dalla band locale, gli Outlaws & Angels, una formazione tutta glam di giovanissimi rockers che ha scaldato i presenti a dovere. I SuperCharger sono riusciti fin da subito ad attrarre a sè il pubblico come una calamita, facendo avvicinare anche i più timidi ale transenne che circondavano il palco per godere appieno dell’energia incontenibile dello show. La canzone di apertura è sempre “Suzi the Uzi” pezzo super carico e traccia n.7 dell’ultimo album “Broken Hearts and Fallaparts” (Sony GAIN 2014), quel genere di canzone che fa schiantare i decibel sul soffitto e ti mette la voglia di saltare fino al mattino anche grazie alla poderosa scarica che Benjamin (Batteria) infligge ai piatti e alla grancassa. Senza dubbio il membro della band visivamente più notevole, con la mole da orso bruno e la barba folta, ma quando le bacchette toccano la batteria, l’attenzione si sposta sulla sua incredibile ed energica performance e subito cominciano a tremare pareti e pavimenti.

Emozionante il momento in cui Mikkel (voce) racconta dei loro esordi per introdurre “Hung Over in Hamburg”, pezzo ispirato ad una disavventura con la polizia di Amburgo durante una data in cui l’intera band, ancora giovane e in puro stile rocknroll aveva esagerato con l’alcohol e si è ritrovata a fare i conti con i severissimi sbirri tedeschi. Davvero bellissimo da parte di Mikkel indossare per l’occasione la t-shirt ufficiale del fan club italiano; nonostante il temporale estivo che aveva flagellato la zona nel pomeriggio il calore e l’energia che hanno riempito la serata hanno lasciato a tutti i fans un luminosissimo ricordo della data bergamasca.

Il terzo appuntamento ha visto protagonista il Borderline di Pisa, inaspettata piccola meraviglia di locale non lontano dalla celeberrima torre pendente dove pezzi di rocknroll spuntano dalle pareti insieme a parti di vecchie cadillac e chitarre, regalando un’atmosfera davvero unica all’ambiente. Il live, caratterizzato da un’incredibile coinvolgimento del pubblico, ha regalato emozioni davvero straordinarie; fantastica “Aim high” (NdR pezzo del 2011 dall’album “That’s how we Roll”) che ha spettinato tutti dalla prima all’ultima fila, facendo ballare il pubblico, e “Join it and Loose it” (dal primo album “Handgrenade Blues” – 2009) che racchiude tutti gli elementi del boogie woogie più scatenato e ruggente tipico del sound della band, scaturito dagli assoli super blues di Thomas Buchwald (chitarra) con la sua Dobro luccicante, un vero rocker che sa come far ruggire le sue numerose chitarre che tratta quasi come dei figli e la sua aria strafottente. Sorprendente il cameo di Ronni (tastiere) in veste di chitarrista per “Hell Motel”, un vero capolavoro di adrenalina con un ritornello che si presta benissimo per far urlare il pubblico. Dopo lo show i fans si sono accalcati al banchetto del merchindising dove la band si è prestata per foto e autografi fino alla chiusura.

Ultimo show in quel di Vercelli, alle Officine Sonore. Inutile dire che si è trattato di un vero e proprio gran finale; la costante della band è che non importa quanta gente ci sia nel locale, dopo tre pezzi sono tutti davanti al palco e ci rimangono fino alla fine del concerto, lasciandosi contagiare dalla carica esplosiva e dalla bravura di questi artisti, peraltro tutti polistrumentisti e rockers di grande esperienza. Vera chicca di quest’ultimo live due pazzi scatenati tra il pubblico che hanno allietato la band e coinvolto l’intero locale ballando forsennatamente per tutto il tempo. A fine show c’è stato un vero e proprio assalto al banchetto del merchindising, foto e autografi per tutti, a dimostrazione che i grandi artisti hanno sempre rispetto per i propri fans sia durante lo show che a luci spente, quando svestiti i panni di rockstars tatuate e adrenaliniche rimangono delle persone meravigliose che tengono a ringraziare i fans uno per uno per aver condiviso un’altra serata magica con la loro musica. Piacevole vedere tra il pubblico volti più o meno noti della scena Hard rock italiana, il che la dice lunga sul l’interesse suscitato dalla band durante questo tour organizzato in maniera davvero egregia da Bagana Rock Agency e sulla buona volontà di agenzie di booking come questa di portare nel nostro paese nuove band interessanti e di ottima qualità nello spirito più puro del rock’n roll e dell’amore incondizionato per la musica live.

Logo SuperCharger Italian Supporters HDSembra proprio che la band sia destinata a tornare presto a trovare tutti i suoi sfegatati fan italiani che contribuiscono quotidianamente a diffondere la passione per il rock dei SuperCharger con una vivacissima community su Facebook dalla quale vi copiamo alcune impressioni e commenti sul tour.

 

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