Century Media Records – 2021

Ottavo album per i finlandesi Swallow The Sun, ‘Moonflowers’ è il titolo della nuova fatica discografica di questa band dedita ad un doom/death metal melodico abbastanza originale e personale, a volte decadente, a volte sinfonico e disperato, di sicuro una proposta non facile e che necessita attenti e prolungati ascolti per essere apprezzata e capita.
La band di oggi è più orientata (ormai già da diversi anni, e in questo hanno sicuramente influito le tristi vicende personali di Juha Raivio) verso una musica che ormai di death ha davvero ben poco se non qualche intervento in growl e poco altro, ma piuttosto prediligendo atmosfere dilatate, quasi psichedeliche, a tratti oniriche e comunque sempre molto tristi e intime.

Moonflowers’ è un album da assaporare poco alla volta, mette addosso inizialmente un senso di vuoto e inquietudine interiore, raramente si intravede la luce in fondo al tunnel, ma cercandola si riesce a scorgere un piccolo bagliore che piano piano diventa sempre più luminoso.
Moonflowers Bloom In Misery’ e ‘Enemy’ ci mostrano sin da subito ottimi e raffinati arrangiamenti, semplici ma di gran gusto melodico, in un’alternanza di picchi e ricadute verso la mestizia.
L’utilizzo delle tastiere è ben delineato, a volte ci si avvicina al sinfonico, ma senza esagerare, un valore aggiunto così come l’interpretazione vocale di Mikko Kotamäki, dolce e suadente nei momenti in cui usa le clean vocals, disperato e angosciante quando grida la sua rabbia nel microfono.
Stupenda la terza traccia, ‘Woven Into Sorrow’ una canzone che ti entra dentro con la sua lentezza e poeticità, le chitarre sono quasi sempre pulite e arpeggiate e in generale la presenza degli strumenti è discreta e mai soffocante.
Con ‘Keep Your Heart Safe From Me’ i ritmi si fanno un po’ più sostenuti, le chitarre creano una sorta di groove che comunque lascia spesso il posto alla pacatezza di alcune soluzioni che ritroviamo spesso nell’album.
Altra piccola gemma è sicuramente ‘All Hallow’s Grieve’ che vede la presenza di Cammie Gilbert (voce degli Oceans Of Slumber), uno scambio di note che fanno venire la pelle d’oca, da riascoltare spesso per godere di questa piccola opera d’arte.
The Void’ e ‘The Fight Of Your Life’ sono intrise di una tristezza contagiosa e penetrante, le chitarre sono sempre misurate e raramente divengono predominanti sul resto.
Chiude il disco ‘This House Has No Name’ l’unico brano dove l’aggressività e la sofferenza sonora superano la pacatezza e l’intimità che permea tutto il resto del disco. Qui la voce e le chitarre si avvicinano al black metal, trascinandoci in un vortice dal quale riusciamo comunque ad uscire.

Moonflowers’ è un disco veramente intenso, che trasmette all’ascoltatore i sentimenti di una band che ha cambiato pelle e che attraverso la pacatezza ma anche la rabbia esprime il proprio stato d’animo.
Non è facile addentrarsi in questa dimensione musicale, ma ne vale la pena, la vita in fondo non è solo sorrisi e positività, ma anche attraverso le difficoltà e la sofferenza, si diventa persone migliori e più forti.

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Tracklist:

1.Moonflowers Bloom In Misery
2.Enemy
3.Woven Into Sorrow
4.Keep Your Heart Safe From Me
5.All Hallow’s Grieve
6.The Void
7.The Fight Of Your Life
8.This House Has No Home

Band:

Juha Raivio – chitarra
Matti Honkonen – basso
Mikko Kotamäki – voce
Juuso Raatikainen – batteria
Juho Räihä – chitarra
Jaani Peuhu – tastiere

 

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