Tankard – A Girl Called Cerveza

 

 

Nuclear Blast – Luglio 2012

 

Ci sono band diventate famose per la loro aggressività, altre per la stucchevole tecnica mentre altre ancora per l’arte dello shockare, nel caso specifico invece non esiste termine migliore di ‘attitudine’ perchè il combo tedesco di cui ora parleremo ne è davvero colmo.

Il thrash non è solo velocità e rabbia, è anche caos, voglia di far casino e divertirsi, volumi a manetta e birra a fiumi… e tutto ciò ha un nome… Tankard e questo è il loro nuovo lavoro, “A Girl Called Cerveza“.Si parte con “Rapid Fire (A Tyrant’s Elegy)“, scattante come un centometrista alle olimpiadi, ha ritmiche rabbiose e asce che paiono seghe elettriche affilatissime e Gerre al microfono è la solita folle garanzia. Una cavalcata metallica introduce la titletrack “A Girl Called Cerveza“, donne, birra e purissimo thrash Metal. Non chiedo di meglio. Chitarre infuocate danno inizio alla caccia alle streghe di “Witch Hunt”, ritmiche impeccabili, una macchina da guerra sopratutto nel cambio di ritmo conclusivo. Toccasana. E’ ora il turno di “Masters Of Farces” che punta il dito verso le malsane potenze che ci governano. Volume al massimo e dito medio alzato. E via un’altra pinta. Un intro maideniano e nello specifico powerslaviano dà il via a “The Metal Lady Boy” cantata in compagnia della conterranea e splendida Doro. Sempre sopra le righe le ritmiche, precise come un orologio che però svizzero non è. Inno. Un folle giro di basso ci fà immergere in “Not One Day Dead (But One Day Mad)“, folle e alcolica ma senza mai perdere di vista la melodia. Pogo. E ora siete pronti per la ballad? e che titolo le si poteva dare se non una romanticata tankardiana come “Son Of A Fridge“. Ma non lasciatevi illudere dalla chitarra acustica iniziale, signori loro sono i Tankard, niente fronzoli, niente smielate, giù l’acceleratore e su il tasso alcolico. In alto i boccali. E mentre smaltiamo l’ennesima sbronza risuona “Fandom At Random”, continui cambi di ritmo per un pezzo davvero sopra le righe. Ottimo l’assolo finale. Parte lenta e cadenzata “Metal Magnolia“, ma è solo un breve istante perchè di colpo ci ritroviamo di nuovo con l’acceleratore a tavoletta sparati ull’autostrada a doppio malto. La serata brava pare stia per finire con gli arpeggi acustici di “Running On Fumes“… pareva… infatti l’alba è ancora lontana e la festa non è ancora finita. Le ritmiche tornano nuovamente serrate, non siamo ancora stanchi e allora via con l’headbanging!

Ennesima opera ed ennesima conferma per i Tankard, una band “mai stanca e che mai stanca”. Saranno anche monotema ma chi se ne frega, Gerre e Co. sono una di quelle band che quando metti il disco nello stereo non ti delude mai.

Up the Horns!

www.tankard.org

Tracklist:
1. Rapid Fire (A Tyrant’s Elegy)
2. A Girl Called Cerveza
3. Witch Hunt
4. Masters Of Farces
5. The Metal Lady Boy (feat. Doro)
6. Not One Day Dead (But One Day Mad)
7. Son Of A Fridge
8. Fandom At Random
9. Metal Magnolia
10. Running On Fumes

Band:

Gerre – voce
Andi Gutjahr – chitarra
Olaf Zissel – batteria
Frank Robert Thorwarth – basso

 

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