The Big 4 – Arena Fiera, Rho (MI) – 6 Luglio 2011

Se penso a cosa mi aspetta nel bene e nel male c’è da soffrire… Sono in macchina e la giornata di inzio luglio è veramente afosa. Correndo in autostrada sento l’odore dell’asfalto sotto le ruote, sento il caldo colpire i miei sensi in moto terribile, scopro le gocce di sudore venire giù dalla mia fronte e darmi quel senso di disumano fastidio. Penso a quello che mi aspetta alla Arena Fiera di Rho, una delle più tremende location adibite a spazio per i concerti che io abbia mai visto in vita mia… e di concerti ne ho visti davvero tanti. Sapere che nel primo pomeriggio non ci sarà un posto utile per poter trovare un po’ di frescura, un riparo, una via di scampo dalla calura insopportabile mi getta nello sconforto…

Ma essere consapevole di poter assistere ad un evento unico in Italia mi fa sorridere e riesce a placare il senso di scoraggiamento che mi assale… i Big 4… i quattro grandi del thrash metal in un unico colpo, tutti insieme; Metallica, Slayer, Megadeth, Anthrax, un sogno. Avendoli visti più volte separatamente ed essendomi sempre lasciato trasportare dal granitico metallo che solo loro sono in grado di produrre, riesco appana ad immaginare la bordata sonora che mi aspetterà da lì a poco.

Parcheggio… oddio sono lontanissimo… camminare più di venti minuti sotto il sole cocente che mi entra nel cervello e brucia la pelle non mi aiuta di certo… Entro. Pienissimo!!! ‘Non riuscirò a vedere niente’, penso e quindi mi innervosisco. Nel frattempo gli Anthrax tirano giù legnate. Per me sono davver un mito, sono travolgenti e simpatici e quando Scott Ian arriva sul palco, circa a metà della performance della band newyorchese, è subito delirio. Tre chitarre sul palco dagli Anthrax non me lo sarei mai aspettato di vedere in vita mia… Scott Ian, Rob Caggiano e Andreas Kisser insieme… che sballo!!! I 10 brani della band sono eseguiti in modo coinvolgente ed avvincente: “Caught in a Mosh”, “Got the Time”, “Antisocial”, “Madhouse”, “Metal Thrashing Mad”, “Indians”, “I Am The Law “, etc… mi fanno davvero impazzire…

Comincio a vagare come un’anima dannata per trovare il posto giusto per vedere qualcosa, incontro vecchi amici con i quali bevo una birra o più per far finta di dissetarmi e per poi sudare peggio di prima… Mentre mi muovo fra la folla di dannati come me sul palco ci sono i Megadeth. Grande band e grande Dave Mustaine. Impeccabile ed impeccabili come sempre sanno fare e il ritorno di David Ellefson al basso e sinonimo di perfezione e qualità aggiunta e ritrovata. Esibizione perfetta e adoro ascoltare dal vivo brani come “In My Darkest Hour”, “Hangar 18”, “Peace Sells”, “Wake Up Dead” e “Symphony of Destruction”. Bravi ed il pubblico lo sa…

Noto sulla sinistra dell’Arena la pedana soprelevata per i diversamente abili e approfitto… indosso la mia maschera da faccia di bronzo e di bravo ‘ragazzo’ e chiedo di poter salire per poter vedere gli altri due gruppi che mancano. Mi mantengo all’ingresso dell’area riservata in modo da non dar fastidio a nessuno e cercare di approfittare il meno possibile della situazione… E sul palco arriva la mazzata delle mazzate… gli Slayer… Terribili, inquietanti, brutti e cattivi. Il metal estremo delle origini, il metal che fa sanguinare i timpani, il metal rumoroso e aggressivo che distrugge portando a nuova infernale vita… La macchina Dave Lombardo è dotata di un motore impressionante, la solita solida impostazione violenta di Kerry King fa rabbrividire, la chitarra stridente di Gary Holt, ‘rubato’ agli Exodus per sostituire l’acciaccato Jeff Hanneman, si inserisce a perfezione nel gruppo già rodato, la voce impetuosa di Tom Araya mortifica l’aria facendoci discendere tra le fauci dell’oscurità più totale e della selvaggia battaglia sonora. I quattro brani finali basterebbero: “South of Heaven”, “Raining Blood”, “Black Magic”, “Angel of Death “… che botta, ma se penso a “War Ensemble”, “Mandatory Suicide”, “Seasons in the Abyss”, “World Painted Blood”, “Chemical Warfare”, gioisco rabbrividendo… Un incubo…

L’atteso finale… Metallica. Spero di trovarli in forma come qualche anno fa, spero che mi facciano sorridere, spero che mi coinvolgano, spero… Assieme ai 40.000 presenti fremo e non vedo l’ora che si spengano le luci, il sole è orami tramontato e sono notevolmente carico per ricevere la bordata sonora che ci vuole per rinfrancarmi dal caldo e dal sole… so che brucerò anche senza di esso… Ed ecco che le luci si spengono e le note di “The Ecstasy of Gold”, brano che i quattro utilizzano oramai da tanto temo per introdurre i loro concerti, sono scandite dalle urla del pubblico… Si fa sul serio… l’incredibile brano d’apertura, “Hit the Lights”, mi fa subito comprendere che i Metallica ci sono eccome.

Metallica - Big 4

Tremenda la mazzata, il brano che apriva “Kill’em All” squarcia l’aria; è potente, molto potente, forse più potente di prima, più aggressivo, più moderno. Fantastico, so che mi divertirò e come se non bastasse ci pensa il successivo “Master of Puppets” a ritemprare la mia adrenalina e ad aumentare i brividi che avevo avuto allo spegnersi delle luci… E’ una sensazione incredibile essere parte dell’atmosfera della serata. E’ bello godere di un gran concerto e mi copisce la giovialità del quartetto che interagisce come non mai con il pubblico, in particolare quello delle prime file, con i fan scatenati, per intenderci. “Regalami una tua chitarra…”, un barbuto fan chiede a James Hetfield… “Una mia chitarra?”, risponde forse preso un po’ in contropiede da tale richiesta. “Sì, una tua chitarra…”; e Hetfiled, con tono scherzoso, replica: “Potresti lavorare e comprarne una…” (se gliel’avesse data mi sarei fiondato anch’io a chiedere qualcosa, che so, una moto?…). Ed in questo clima di grande esaltante familiarità e proclami d’amore verso l’Italia i brani classici ci percuotono; “Seek & Destroy”, di certo uno dei miei preferiti di sempre, “For Whom the Bell Tolls”, “Ride the Lightning”, “Fade to Black”, “The Call of Ktulu”, “One” con tanto di fuochi d’artificio, “Creeping Death”, “Sad But True”, “Enter Sandman” e via dicendo… che concerto spettacolare. E vedere in opera i singoli musicisti è davvero un grande piacere. Kirk Hammett è sorridente e tira fori dei solo davvero pregevoli e mozzafiato. Lars Ulrich è instancabile, ogni tanto sembra fare fatica, ma è un mostro di perfezione tecnica. Robert Trujillo è il solito preciso bassista e coinvolgente animale da palcoscenico, il pubblico lo adora… James Hetfield è quell’anima contorta capace di conquistare chiunque con la sua voce e la sua chitarra. Davvero grandi… Però c’è un pecca… in molti si aspettavano “Nothing Else Matters” che non è stata inserita in scaletta… davvero un peccato non averla risentita del vivo… E per concludere che dire della cover dei Misfitz “Die, Die My Darling” eseguita con alcuni dei membri di Anthrax, Megadeth e Slayer tutti insieme sul palco componendo un super gurppo di nove elementi per la gioia di tutti noi… Magnifico… ricordo la passerella ondeggiare seguendo il riff portante di questo brano…

E quando tutto termina, con il petto gonfio di felicità, con gli occhi pieni dello spettacolo visto in giornata, con le gambe stanche e spezzate dalle ore trascorse all’impiedi, mi avvio al lontano parcheggio dovendo affrontare l’ultimo sforzo: attraversare uno stretto imbuto umano creatosi a causa di venditori abusivi di t-shirt e bibite senza scrupoli mettendo a rischio la nostra sicurezza, già di nostro, precaria…

Vi prego mai più concerti all’Arena Fiera… Saremo amanti del metal, ma non tutti siamo delle bestie!!! Vorrei spazi aperti colmi di verde e di alberi dove trovare riparo e giovamento, vorrei servizi igienici decenti e non latrine puzzolenti e malsane, vorrei ruscelli e fiumi (non solo di birra), vorrei potermi sedere e mangiare in modo decente per rifocillarmi e vivere da essere umano… vorrei che il metal fosse considerato evento e momento di aggregazione e non ricettacolo di reietti… vorrei…

Per voi un regalo… un video documento della giornata. Cliccare QUI per vederlo!!!

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