Il batterista dei The Doors, John Densmore, ha condiviso nuovi dettagli sulla particolare alchimia del gruppo e sul ruolo di Jim Morrison, spiegando come il frontman, pur non avendo alcuna competenza strumentale, fosse dotato di un talento unico nel comporre melodie e testi.
In un’intervista a Ultimate Classic Rock, Densmore ha ricordato che Morrison non era in grado di suonare neppure un accordo su qualsiasi strumento, ma la sua capacità di creare melodie complesse nella sua testa e comunicarle alla band contribuì a definire l’identità del gruppo.
“I Doors erano estremamente unici, perché Jim non sapeva suonare un solo accordo su alcuno strumento.
Non aveva alcuna idea da quel punto di vista, ma aveva quelle parole.
Per ricordare le parole pensava alle melodie, melodie molto complicate e bellissime.”
Densmore ha spiegato che Morrison cantava le sue idee a cappella e il resto della band lavorava insieme per trasformarle in canzoni. Un aspetto fondamentale, racconta il batterista, fu la proposta del cantante di condividere in parti uguali i crediti e i guadagni, così da mantenere una reale democrazia interna.
“Era un talento, lo sapete.
Cantava tutto a cappella e noi lavoravamo insieme.
Per questo disse: ‘Non dividiamo i crediti. Diciamo che tutte le canzoni sono dei Doors. Non diciamo testi miei. Dividiamo tutto.’ Così ognuno dava il 200%.”
Nell’intervista, Densmore ha ricordato anche le difficoltà registrate durante le registrazioni di Riders on the Storm. L’aumento dell’alcolismo di Morrison rese complicato il lavoro con il loro storico produttore Paul Rothschild, che arrivò a definire il brano “cocktail music” e lasciò la produzione, poi affidata a Bruce Botnick, già ingegnere del suono della band. Il cambiamento, secondo il batterista, riportò nuova energia al gruppo.
“Eravamo più in controllo. Decidemmo di lavorare nella nostra sala prove e Bruce portò l’attrezzatura. Eravamo molto rilassati e facemmo tutto in poche settimane, come il primo album.
Erano come due estremi della nostra carriera. Siamo tornati al garage, al blues, e abbiamo puntato al feeling, fregandocene degli errori.”
Con sincerità, Densmore ha ammesso che il crescente abuso di alcol da parte di Morrison rappresentò la principale tensione all’interno della band negli ultimi anni, rendendo progressivamente più difficile mantenere lo spirito collaborativo che aveva caratterizzato i loro esordi.
“La tensione era la malattia di Jim, il suo crescente alcolismo.”
Nel 2025, anno del 60° anniversario dei The Doors, il documentario When You’re Strange è tornato nelle sale, riportando l’attenzione sulla storia della band e sull’eredità del loro frontman, morto a soli 27 anni ma ancora oggi ricordato da generazioni di fan.

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