Il cielo di Milano è ancora permeato da un sole avvolgente alle 19:30 di lunedì 8 giugno. Il percorso verso il Legend Club è tranquillo, il traffico milanese sembra non ostacolare l’arrivo al locale.

Il concerto messo in atto lunedì ha qualcosa di incredibile: una realizzazione last minute a causa dell’annullamento del concerto dei Black Veil Brides al Magnolia, di cui gli headliner della serata erano gli opener. In diversi si sono recati al Legend per assistere allo show dei The Funeral Portrait, che, tra il clima già pienamente estivo, qualche birra, tanti amici e il sound alternative rock dei The Funeral Portrait, si è rivelata una serata degna di nota.

MOTS BLESSENT

Ad aprire il concerto dei The Funeral Portrait troviamo i Mots Blessent, band italiana alternative metal/metalcore caratterizzata da un’evidente influenza post-hardcore, tra sonorità decisamente pesanti e una componente emotiva che non stona mai.

La band ha un compito arduo: aprire un concerto totalmente ri-organizzato in due giorni non è per niente facile. La carica emotiva è forte, la tensione anche, ma la band porta a casa una grande performance. I quattro dei Mots Blessent non si risparmiano, si prendono il palco e danno tutto, dominando la scena e coinvolgendo il pubblico, che si lascia trascinare e rapire in questo turbinio di energia e schitarrate elettriche.

La band propone, tra i diversi brani in scaletta, i travolgenti singoli Come Clean e Delulu. Il cantante regala una chiusura di concerto davvero speciale: intonando Departures, scende dal palco e si pone al centro della sala concerti, circondato dal suo pubblico che, tra salti e applausi, chiude la prima, sicuramente impattante, parte della serata.

SETLIST

    1. Intro
    2. Come Clean
    3. Delulu
    4. Leash
    5. Infktd
    6. Xanax
    7. Rubbish
    8. Departures

THE FUNERAL PORTRAIT

Alle ore 21:15 arrivano i grandi protagonisti della serata: i The Funeral Portrait. Questi ragazzi di Atlanta, formatisi nel 2014, salgono sul palco accompagnati dal carisma incredibile del cantante Lee Jennings, che appare fin da subito carico e grato alle persone presenti al concerto, il loro primo concerto da headliner in Italia. La band aveva già dato prova di essere un gruppo da attenzionare quando ha portato la propria carica sul palco dell’Alcatraz a novembre dello scorso anno, in apertura ai The Rasmus, con i quali Lee Jennings ha realizzato la canzone Weirdo.

I The Funeral Portrait portano tutta la loro dinamicità e stravaganza sul palco del Legend Club. Sono una band che sa divertirsi mentre suona, riuscendo a trasmettere ciò agli spettatori accorsi al concerto per sostenerla. Tra i fan fedeli del gruppo, nella serata appaiono tanti che li ascoltano live per la prima volta, rimanendone completamente affascinati.

La rock band americana trasporta lungo una strada fatta sì di rock, ma non quello brutale e massiccio: questo è un rock più soft, un alternative rock con tendenze emo nettamente percepite. Tra i brani che accompagnano questo tour dei The Funeral Portrait troviamo Holy Water e Suffocate City, appartenenti all’ album Greetings From Suffocate City (2024).

Tra riff di chitarra sempre a fuoco e centrati e un connubio di suoni che accompagnano in maniera magistrale la voce, sempre precisa e intonata, di Lee Jennings, i The Funeral Portrait portano a casa questa data italiana. A fine concerto Jennings si scusa con il pubblico per non poter rimanere di più sul palco: ci sono dei tempi tecnici che devono rispettare, ma la band non manca di concedere foto e autografi dopo una manciata di minuti dalla discesa dal palco. La band sta crescendo in maniera significativa, arrivando sul palco di diversi festival quest’estate.

Gallery a cura di Giulia Di Nunno

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