2022 – Nuclear Blast

The Hellacopters are back! Il ritorno dall’oblio è servito! Dopo 14 anni confinata negli inferi, la band svedese, fa ritorno sulle scene con un disco di Rock n’ Roll degno di questo nome.

Era infatti dall’album di cover Head Off del 2008 che non veniva rilasciato nulla da parte loro, dopo questo album il successivo scioglimento ed il buio, illuminato con un lampo nel 2016 dalla breve reunion in occasione del ventennale dell’album d’esordio Supershitty to the Max!

Ma ora finalmente i fan della band possono gioire per un vero e proprio ritorno in grande stile, con anche il reintegro in pianta stabile del chitarrista Dregen, dopo l’addio del 1997.

Eyes Of Oblivion, uscito sotto l’egida della tedesca Nuclear Blast il 01 Aprile, è un tentativo ben riuscito di recuperare questi anni di assenza dagli scaffali dei migliori negozi di dischi. Composto da dieci brani che riprendono un filo abbandonato ma mai spezzato, dieci brani che si integrerebbero senza grossi problemi in un qualsiasi disco tra i precedenti del gruppo, ma che starebbero bene anche in qualche ottimo disco rock anni ’70 o ’80.

Per questo lavoro la band svedese tira fuori tutte le sue influenze, portandoci in un viaggio nel tempo tra sonorità bluesy tipiche dei 70s, chitarrone da Classic Rock in stile Kiss, Southern Rock, Garage Punk e un sano e cazzuto Hard Rock.

Già con i tre singoli rilasciati nei mesi antecedenti l’uscita dell’album, Reap A Hurricane, la titletrack Eyes of Oblivion e So Sorry I Could Die, si era creato fermento intorno a questa release. Nicke Royale e soci, infatti, mettono subito in chiaro che la forma è decisamente quella dei tempi passati.
Come dicevamo è un disco caratterizzato da un incontro di sonorità diverse, si va da pezzi di puro rock e ottimi riff come Reap A Hurricane, Can It Wait e la micidiale titletrack, passando per una fenomenale ballata blues seventies, So Sorry I could Die e ritornando sui ritmi più serrati con A Plough And A Doctor e Positively Not Knowing, con soprattutto quest’ultima che un vero e proprio pugno nei denti.

L’iconica Tin Foil Soldier, forse l’highlight di questo disco, è il classico esempio di brano che se fosse stato rilasciato negli anni 70 non avrebbe sfigurato con i pezzi dell’epoca.

Si chiude con l’adrenalina e il punk rock di Beguiled e Try Me Tonight, intervallate da The Pressure’s On un pezzo che sembra uscito da un album power pop anni ’80.

Non c’è molto altro da aggiungere, se non che i The Hellacopters rimangono una delle migliori rock band sulla piazza, che Eyes Of Oblivion è sicuramente un disco che mantiene gli alti standard della band, nonostante gli a ni passati, e segna il ritorno di una band quasi rigenerata dagli anni di assenza.
Insomma, se siete loro fan questo disco non vi può lasciare indifferenti, mentre se non li conoscete Eyes of Oblivion può essere un buon modo per iniziare a farlo!

 

Tracklist:
01. Reap A Hurricane
02. Can It Wait
03. So Sorry I Could Die
04. Eyes Of Oblivion
05. A Plow And A Doctor
06. Positively Not Knowing
07. Tin Foil Soldier
08. Beguiled
09. The Pressure’s On
10. Try Me Tonight

Line-up:
Nicke Andersson Platow– voce, chitarra, basso e percussioni
Dregen – chitarra, cori e percussioni
Anders “Boba” Lindström – tastiera e chitarra
Robert Eriksson – batteria e cori

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